Alla scoperta del Santuario della “Madonna della Brughiera” a Trivero Valdilana (BI)

Sabrina Marrano, Don Dino Lanzone e Silvana Bramante

Ci accolgono il Geom. Pria ed il Rettore Don Dino Lanzone, ultranovantenne ma con l’entusiasmo di un giovanotto

Sabato mattina in compagnia di Sabrina Marrano, direttore ed editore de “L’Opinionista News” giornale mensile che si occupa di promuovere il territorio e tutte le attività ad esso collegato, mi sono recata a Trivero Valdilana (BI) per visitare il Santuario della Madonna della Brughiera.

Fino ad allora non ne avevo mai sentito parlare e quindi per me è stata una scoperta, una meravigliosa scoperta così come meraviglioso è il Santuario ed il luogo in cui si trova: una splendida terrazza con prato verde, curatissimo, che si affaccia sulla pianura sottostante .

Ci accolgono con molta cordialità il Geom. Pria ed il Rettore Don Dino Lanzone, ultranovantenne ma con l’entusiasmo e la voglia di fare di un giovanotto.

Ci mostrano con orgoglio e passione le due chiese che si trovano una accanto all’altra separate dalla fontana. Le facciate dei due edifici sono rivolte a valle, verso quella pianura dove scorre il fiume più importante d’Italia che si fa notare anche in lontananza. Il Geom. Pria e Don Dino ci dicono “Vedete quella nebbiolina laggiù? Quella nebbiolina si alza dal fiume Po”. Potete immaginare il nostro stupore!

Ma lo stupore è anche più grande quando entriamo all’interno delle due chiese: piccoli gioielli ricchi di arte, storia, devozione e fede.

Ognuno di essi contiene opere di pregevole fattura e valore artistico inestimabile alcune delle quali necessitano di interventi di restauro.

La tradizione orale narra di come, agli inizi del ‘500, una pastorella sordomuta dalla nascita ebbe la grazia di riacquistare entrambi i sensi.

La devozione popolare alla Madonna si concretizzò prima con la costruzione della chiesa antica e successivamente della chiesa grande.

La chiesa Antica, di impostazione cinquecentesca, è dedicata alla Madonna Annunziata. Ha un’unica navata, un bellissimo porticato affrescato, e all’interno è caratterizzata dal pavimento in sasso originale e molto ben conservato, dalla bellissima statua lignea della “Madonna della Brughiera” , che si presenta parzialmente danneggiata, e dalle decorazioni su volta e pareti che, pur semplici, la rendono accogliente e danno a chi entra un senso di pace e serenità.

La chiesa Grande è di dimensioni maggiori, ha tre navate, ma pur sempre accogliente.

E’ caratterizzata dalla bellissima ancona lignea finemente intagliata, opera di artigiani valsesiani, con al centro la settecentesca pala d’altare che raffigura la “Adorazione dei pastori” del pittore G.G. Barbelli (1604-1656). Le decorazioni affrescate di volta e pareti sono opera di Pietro Luce da Andorno (1648-1733).

Nell’800 il Santuario venne collegato con la parrocchiale di Bulliana da una Via Crucis le cui cappelle furono affrescate dal pittore Avondo di Varallo nel 1835.

Ciò che colpisce maggiormente in entrambi gli edifici è la luce morbida , che giocando con i colori vivaci e accesi degli affreschi, crea un’atmosfera calda ed avvolgente che dà un senso di pace e gioia al visitatore.

Queste opere ci sono state illustrate con dovizia di particolari e con tanta passione dal Rettore Don Dino Lanzone che prendendoci per mano ed accompagnandoci con delicatezza, e con qualche simpatico aneddoto, ci ha fatto scoprire poco per volta la bellezza delle due chiesa e la devozione legata a questo luogo. Un grazie anche al Geom. Pria che ci ha mostrato parti della chiesa grande non accessibili a tutti.

Io sono rimasta molto colpita ed affascinata da tanta bellezza che non pensavo di trovare così vicino a casa.

Io che scrivo sono una restauratrice e la mia professione mi ha portato, anche, a notare alcuni particolari che magari potrebbero sfuggire alle altre persone.

Ho notato il degrado e le varie problematiche da risolvere al fine di migliorare la conservazione delle opere contenute nelle due chiese; ho notato l’ umidità delle murature che provocano la disgregazione degli intonaci , i sollevamenti, i distacchi e le cadute di colore, la formazioni di Sali; i depositi di sporcizia e di polvere che offuscano ed ingrigiscono i colori, ecc

Ho avuto modo di vedere anche un paio di cappelle della Via Crucis che conduce a Bulliana e che versano in uno stato di degrado notevole, davvero preoccupante per la conservazione degli affreschi.

Pertanto, invito tutti quanti a visitare questo luogo di arte e devozione e a contribuire in qualche modo per la salvaguardia di queste opere d’arte che appartengono a tutti noi perché fanno parte di noi e della nostra storia.

Silvana Bramante

Restauratrice di opere d’arte