Prima l’abito del comitato carnevale di Borgosesia, il tradizionale costume della città indossato dalle damigelle e dal Gruppo folkloristico. Poi i vestiti che indosseranno i 12 apostoli nella rappresentazione della Via Crucis che da anni si tiene a Quarona. Iniziative che segnano in modo sempre più forte una svolta nel mondo della scuola, e in particolare in quello dell’Istituto Lancia di Borgosesia, la riscoperta delle tradizioni locali e il contributo attivo alla loro salvaguardia entrano tra i banchi e nei laboratori.

Protagonisti dei due progetti studenti e docenti del sempre attivissimo, e ormai sempre più richiesto anche da associazioni e istituzioni, corso Moda dell’Ipsia Magni.  

Con il comitato carnevale di Borgosesia la collaborazione risale a qualche anno fa. Da tre anni, per esempio, si realizzano gli stendardi con cui vengono premiati il carro e la mascherata a piedi vincitori delle sfilate dei rioni. L’anno scorso, invece, per le domeniche di corso mascherato una ventina tra ragazzi e professori si sono travestiti da carte da gioco ispirate ai tre indirizzi (Moda, Meccanico, Elettrico) e promuovere i corsi. Ora il legame si fa ancora più stretto grazie alla richiesta del comitato carnevale di raccogliere, dalle “storiche” sarte che se ne sono sempre occupate, il testimone della tradizione del costume di Borgosesia. La confezione dell’abito, quello indossato dalle damigelle, per intenderci, ma anche dalle componenti del Gruppo folkloristico, segue regole e dettami ben precisi, fissati nel tempo e tramandati da sarta a sarta nel corso degli anni. Le detentrici di questo prezioso sapere hanno oggi i capelli bianchi e l’età giusta per trasmettere alle nuove generazioni l’abilità e l’esperienza acquisita negli anni. Il primo passo l’hanno fatto le docenti Brigida Iuliucci e Anna Novali insieme a Marisa Ferrari, oggi 82 anni, da decenni una delle “stiliste” del comitato carnevale (a lei si deve, tra le altre cose, l’attuale vestito della Gin). Negli incontri sono stati spiegati nel dettaglio i numerosi, lunghi e articolati passaggi per realizzare il costume secondo la tradizione, così come i tessuti e quanto necessario per assemblare l’abito. Le studentesse di seconda e terza moda hanno poi prima messo su carta i disegni, poi realizzato il capo che ora è esposto da inizio carnevale alla Pro loco di Borgosesia.

Terminato questo grande impegno, che per gli studenti significa l’acquisizione di un sapere unico, le classi – questa volta la quarta Moda – e i docenti si sono messi all’opera per soddisfare un’altra richiesta giunta dal territorio e accolta con entusiasmo: i costumi dei 12 apostoli della Rappresentazione sacra che ogni anno si tiene a Quarona. A contattare la scuola è stata l’associazione organizzatrice, gli Amici del Venerdì Santo, che nel tempo avrebbero bisogno di rinnovare un po’ alla volta i costumi della rappresentazione.

“Per noi sono certamente un grande impegno e una grande responsabilità – commenta la professoressa Iuliucci – ma anche un’occasione unica per offrire ai nostri ragazzi una professionalità sempre più ampia e spendibile su più fronti. Quindi accettiamo sempre con entusiasmo le richieste di collaborazione che ci vengono dal territorio, che anzi ci inorgogliscono perché sono il riconoscimento di un lavoro e di una serietà su cui investiamo da anni”.

“Un nostro forte interesse è preservare le tradizioni del territorio, soprattutto quando attraverso le varie iniziative proposte si trasmettono saperi e competenze di artigianato artistico – commenta il dirigente scolastico, Carmelo Profetto – La scuola, infatti, oltre ad essere centro di innovazione, quando riesce a convogliare al suo interno il know how  che ordinariamente viene trasmesso, spesso oralmente, tramite altri canali, riesce a garantire il mantenimento nel tempo di alcuni saperi strategici. Rivolgo un particolare encomio alle docenti e alle studentesse che stanno intensamente operando per rendere possibile questa progettualità avanzata”.


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