A Vercelli, nella splendida sala affrescata del Circolo Ricreativo, sede del Soroptimist Club di Vercelli, il 28 novembre è avvenuta la consegna ufficiale del “kit per le audizioni protette” all’Ufficio minori e vittime vulnerabili della Questura.

Alla serata erano presenti le presidenti del Soroptimist club di Vercelli di Valsesia, Rita Buccetti Gallone e Daniela Campra, la vice presidente nazionale, Adriana Macchi, un nutrito gruppo di socie e molti ospiti. Il Questore di Vercelli, Sergio Molino, era accompagnato dal vicario Marina Di Donato, dal primo dirigente responsabile dell’ufficio anticrimine della Questura di Vercelli, Athos Vecchi, dal capo di gabinetto Silvia Peirolo e dall’assistente capo dell’Ufficio Minori Ernestina Cattaneo.

Tra gli ospiti d’onore erano presenti anche il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Borgosesia Maresciallo Antonio Marini e il Vicecomandante Maresciallo Nicola Gilardoni, con i quali il Soroptimist Club di Valsesia, ha collaborato per la realizzazione di una “stanza protetta”, presso la caserma dei Carabinieri di Borgosesia: uno spazio adeguatamente arredato, per accogliere le donne che denunciano le violenze subite, magari accompagnate dai figli, per non far vivere questa esperienza in modo troppo traumatico. La Presidente del club di Valsesia durante il suo intervento ha ricordato che nella dotazione della stanza, inaugurata nel maggio scorso, era compreso anche un computer portatile per andare ad accogliere le denunce fuori dalla caserma, dotato di un sistema di videoregistrazione, approvato dall’Arma dei Carabinieri, che consente a coloro che devono valutare la denuncia di poter analizzare anche il linguaggio del corpo.

Nella scorsa tarda primavera il Soroptimist club di Valsesia aveva proposto all’allora Presidente del club di Vercelli di collaborare per l’acquisto del “kit per le audizioni protette”, che fa parte di uno dei progetti nazionali soroptimistidenominato: ”SI continua”, da donare alla Questura del capoluogo di provincia.

Il questore ha ringraziato le Presidenti dei due Club di servizio per il prezioso e utile dono in quanto: “E’ fondamentale porre la vittima al centro del nostro intervento”.

Nel corso della serata si sono susseguiti molti interventi. La dottoressa Peirolo ha mostrato un filmato illustrante uno dei protocolli operativi usati dalla polizia, denominato: “Protocollo EVA”, che viene usato per la standardizzazione degli interventi dei poliziotti in una circostanza di violenza agita nei confronti di una donna, ha poi illustrato il protocollo: “Sara”, che testa il rischio di recidiva e permette di capire se la donna in questione abbia già subito violenza e dunque di attivare delle protezioni più efficaci e veloci. L’Ispettore Capo responsabile dell’Ufficio Minori, Ernestina Cattaneo, ha posto l’attenzione sulle vittime minorenni che a vario titolo sono coinvolte nella violenza, o direttamente o in violenza assistita, sottolineando come il kit sarà un valido strumento, perché permetterà di mettere in risalto tutte le comunicazioni non verbali che sono spesso fondamentali nella linea delle indagini.

Il Questore ha descritto un caso di violenza di genere di cui si era occupato quando dirigeva la Squadra Mobile a Torino.
La Vicepresidente nazionale del Soroptimist ha concluso gli interventi con una riflessione: “Denuncia e dopo” ed ha ricordato che il Soroptimist club d’Italia sta promuovendo una serie di progetti di sostegno alle donne nel postdenuncia, con possibilità per le stesse di essere reintegrate nel tessuto sociale e lavorativo.

Piera Mazzone

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