Il tema della riunificazione dell’Insubria è un tema che per me è sempre stato centrale. Riguardo il passaggio di Novara e del VCO alla Lombardia, rilanciai l’argomento nel 2014 da vicepresidente della Provincia di Novara, con il mio omologo del VCO Alberto Preioni.

Ho poi fondato l’associazione ALPI che nel proprio Statuto ha tra gli obiettivi quello della riunificazione dell’area insubre.

In provincia di Novara va detto che l’azione referendaria provinciale è più complicata, principalmente per due motivi: in primis occorre la raccolta del doppio delle firme raccolte nel VCO; in secondo luogo, la provincia di Novara è più estesa e meno omogena del VCO.

Ho avuto modo di parlare con cittadini e amministratori, nell’area dei laghi il tema è di assoluto interesse trasversale. In quest’area l’azione che andrebbe fatta dai Sindaci sarebbe quella di procedere alle Delibere di Consiglio per istituire i referendum su base comunale per chiedere il trasferimento alla provincia del VCO.

Anche la provincia del VCO avrebbe tutto l’interesse ad ingrandire i confini e il proprio peso economico con almeno 50000 abitanti in più. Va detto infatti che se il VCO è una piccola provincia del Piemonte, in Lombardia (che ha ben più del doppio degli abitanti del Piemonte) rischierebbe di essere una piccolissima provincia.

Unificare l’area dei laghi avrebbe una forte prospettiva di sviluppo anche in un possibile scenario futuro di macro regione Padano Alpina, con la conseguente organizzazione amministrativa di area vasta fatta da province più grandi ed omogenee.

Novara con la sua conurbazione merita un discorso a parte: potrebbe avere un forte interesse ad essere inserita nello sviluppo infrastrutturale dei grandi corridoi europei e di Malpensa, entrando direttamente da protagonista a fare parte del progetto di sviluppo logistico di una delle regioni più economicamente avanzate in Europa.

Per queste e molte altre ragioni ora il Piemonte è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità davanti ad una scelta che avrà ripercussioni sulla vita di molti cittadini ma anche sull’economia delle comunità regionali, delle politiche di sviluppo ecc.

Martedì è all’ordine del giorno un punto, che ho presentanto come primo firmatario e che ha avuto il sostegno di molti colleghi, tra cui anche quello (per ora solo verbale) del Presidente Chiamparino, che impegna la Giunta ad avviare le trattative per la cosidetta “autonomia differenziata ai sensi dell’art. 116 della costituzione” come già fatto dall’Emilia Romagna e, dopo i referendum, da Lombardia e Veneto.

Il Piemonte può, votando questo ordine del Giorno in modo compatto, dare una risposta concreta al Verbano Cusio Ossola, per esempio inserendo nella trattativa per l’autonomia l’istituzione della ZES (Zona Economica Speciale) per l’area dei laghi e delle valli Ossolane. Chiedo a tutto il Consiglio Regionale un atto di impegno concreto, perchè questa potrebbe essere l’ultima occasione per non ridimensionare politicamente ed economicamente il Piemonte, rendendolo completamente subalterno al resto della macro area padano alpina.

Luca Bona, Consiglio Regionale del Piemonte

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here