Riguardo alla Pedemontana e alle infrastrutture

Le Grandi Opere sono da sempre il motore dello sviluppo strategico di un territorio, se non hai strade, ponti, ferrovie e infrastrutture funzionali al loro servizio, non puoi sperare nei miracoli per far crescere il luogo in cui vivi.

Su questo tema, Biellese, Novarese e Vercellese, in una sola parola tutto il sistema Alto Piemonte, attendono da ormai quarant’anni la realizzazione della Pedemontana, un’opera di importanza fondamentale per garantire i collegamenti viari necessari per consolidare e sviluppare la presenza industriale e per consentire di attrarre qui nuovi investitori.

Per la prima volta, si hanno anche date certe sulla realizzazione dell’opera che collegherà Masserano con Ghemme e permetterà al nostro territorio di avere un innesto diretto con l’autostrada A26 attraverso un ponte che unirà la Città di Gattinara al Comune di Ghemme.

Per completare, entro il 2025, i tredici chilometri della Masserano – Ghemme serviranno quattro anni dall’inizio dei lavori, l’infrastruttura sarà larga 22 metri e avrà due corsie per ogni senso di marcia, cui si aggiungerà quella di sicurezza. Quattro gli svincoli previsti, quello che collega la Pedemontana alla Sp 142, la «superstrada» Biella – Cossato a Rolino di Masserano, quello di Roasio, quello di Gattinara e, infine, l’ultimo di raccordo con l’autostrada A26.

L’importanza strategica di tale opera emerge chiaramente dalla trasversalità con cui viene sostenuta: tutti i Sindaci dei territori interessati si sono espressi a favore della sua realizzazione così come la quasi totalità dei partiti politici. Ciò tenendo ben in considerazione un altro elemento da non sottovalutare, lo stato obsolescente dei collegamenti ferroviari per Torino e lungo la tratta di rilevante importanza Novara-Milano.

C’è ancora qualcosa da aggiungere per comprendere l’importanza di questa direttrice viaria? Si, in un Mondo interconnesso, in cui la velocità nei collegamenti è ormai quasi un mantra, la Pedemontana sarà l’elemento essenziale per accrescere la competitività del nostro territorio portando qui lavoro e nuova occupazione.

La domanda dunque è: esiste un’opzione zero? Può l’Alto Piemonte permettersi di non essere adeguatamente collegato al Mondo? Ad avviso di Chi scrive e, di tutte le persone di buon senso che hanno a cuore la vita e la vitalità del nostro territorio: NO.

Cosa chiedere dunque?: “FATE PRESTO”. 

Il tempo nel Mondo globale in cui viviamo scorre molto più velocemente di quello che si immagina, per cui se la burocrazia e la cattiva politica ci metteranno nuovamente lo zampino avremo perso l’ultimo treno per lo sviluppo del sistema Alto Piemonte e, oggi, non ce lo possiamo permettere.

Il nostro compito? Essere resilienti, lottare contro le storture e le inefficienze di un sistema malato e, con costanza e determinazione, portare a casa il risultato a beneficio dei nostri figli: Uniti si Vince!

Daniele Baglione 

 

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