Successo per la 10° edizione degli Stati Generali dell’Economia ad Arona

Manovra di bilancio, debito pubblico, imprese e giovani che fuggono all’estero, difficoltà di attrazione di investimenti, decrescita, denatalità. Questi i temi affrontati dai relatori in un Palacongressi aronese gremito. Relatori di peso – On. Riccardo MOLINARI Presidente dei Deputali Lega, On. Giancarlo GIORGETTI Sotto Segretario alla Presidenza del Consiglio Conte 1, On. Massimo GARAVAGLIA Vice Ministro Economia Governo Conte 1, On. Massimo BITONCI Sotto Segretario Economia Governo Conte 1. On. Alberto GUSMEROLI Vice Presidente della Commissione Finanze e Sindaco di Arona, On. Angelo MIGLIETTA Rettore della Università IULM, Dott. Alessandro CANELLI Sindaco di Novara – moderati dalla brava giornalista di 7Gold, Simona ARRIGONI.  Ad aprire il confronto la franchezza di Giorgettisulla manovra economica del governo Conte bis:  «Questa è una manovra economica poco coraggiosa, che non guarda al futuro ma solo alla sopravvivenza di chi sta governando. Chi fa politica deve guardare al bene del paese». Arrigoni incalza Molinari sulla messa in sicurezza dei territori. «In Piemonte il sistema infrastrutturale ha tenuto anche in condizioni estreme: a Gavi ad esempio sono caduti 440 mm di pioggia in sole 24 ore. Sono stati messi 15 milioni a bilancio su questa voce. Mancherebbero altri 45 milioni per ripagare i danni subiti dalle aziende private e agricoltori. Questi ultimi difendono coi loro campi i centri abitati». Molinari non evita la stoccata politica:  «I cinquestelle sono il primo nemico dell’economia italiana» e il pubblico in sala plaude. Bitonci inizia il suo intervento ringraziando i sindaci della Lega e affrontando il tema del giorno, il Mose: «Venezia ha il problema dell’acqua alta da sempre, le grandi navi e Marghera. A tutto questo aggiungete il codice degli appalti, la soprintendenza, gli ambientalisti. Il Mose è un’opera costata sei miliardi e sono stati appurati 250 milioni di tangenti. La responsabilità della politica c’è tutta».  Sul tema del fisco ci ricorda la curva di Laffer – indice che identifica un preciso livello del prelievo fiscale oltre il quale l’attività economica non conviene più (ndr) – base teorica della flat tax, prelievo forfettario del 15% proposto dalla Lega. Segue il duro intervento di Gusmeroli, padrone di casa oltre che membro della Commissione Finanze:   «Questo paese sta morendo di burocrazia. Abbiamo un sistema che si è avvitato su se stesso. Sono troppi i nuovi adempimenti negli ultimi anni. Noi della Lega siamo riusciti a inserire il Decreto Semplificazione nel Decreto Crescita e siamo passati da un costo economico folle di 11 miliardi a soli 90 milioni. Burocrazia e tasse stanno soffocando il sistema». Sua la frase che ha colpito gli ascoltatori: «I soldi in Italia ci sono per fare tutto» e la chiusura che ha scatenato gli applausi: «Potete chiedere agli amministratori della Lega di fare fatica ma non di scaldare la sedia». Interviene Garavaglia sulla manovra: «Si è lavorato sulla sterilizzazione dell’Iva, ma ora è cambiato lo scenario: i cinquestelle sono un movimento che ha in mente la decrescita e governano col PD, il partito delle tasse. Invece sarebbe necessario lavorare per fare Pil, creare economia e posti di lavoro. Sulla legge di bilancio c’è poco da dire. La cosa migliore è che questo governo vada a casa». Canelli, sindaco di Novara, interviene sulla visione territoriale. Plaude alla decisione del passato governo di stanziare 900 milioni di euro sui piccoli comuni. Fondi che sono stati subito spesi sui territori. Importante – ci dice – sarebbe indirizzare l’economia dal centro alle periferie, solo così si fa il bene del Pil nazionale». A questi interventi tutti politici sono seguiti gli interventi più tecnici del Prof. Miglietta, Rettore della IULM, e del Presidente dell’Istat, Prof. Gian Carlo Blangiardo. Il primo focalizza il problema della mancata crescita economica, responsabile del disequilibrio debito/Pil. Il secondo offre una fotografia del sistema paese dal punto di vista demografico e quindi una costante e tendenziale decrescita della popolazione fra disoccupazione e denatalità. «Coi bonus nascita non si risolve il problema» chiude Giorgetti. Il convegno finisce fra applausi scroscianti e selfie dei sostenitori con i relatori. Mentre mi incammino all’uscita non posso non pensare all’Agenzia della Famiglia della Provincia Autonoma di Trento: in pochi anni con politiche precise i figli per famiglia sono raddoppiati, arrivando a un apprezzabile 2,1. La sensazione è che i governi cambino troppo rapidamente per i tempi lunghi e inesorabili della burocrazia.
 
Caterina Zadra

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