Umberto Maddalena novant’anni fa la sua impresa sul Lago Maggiore

Novant’anni, esattamente il 30 agosto 1928, atterrava sulle acque del Lago Maggiore in prossimità di Arona un idrovolante SIAI-Marchetti S.55A proveniente dal circolo polare artico dopo due mesi e 20 giorni trascorsi in quella zona.  

Ai comandi c’era un giovane ufficiale della Regia Aeronautica di nome Umberto Maddalena.

Nato il 14 dicembre 1894 in una borgata nell’allora Comune di Bottrighe, oggi una frazione di Adria, in provincia di Rovigo, Umberto Maddalena frequentava il Collegio Menegatti a Rovigo trasferendosi poi a Venezia dove otteneva il diploma di Capitano di lungo corso presso l’istituto Nautico Sebastiano Venier.

Arruolato nella Regia Marina completava quindi  gli studi presso l’Accademia Navale di Livorno conseguendo la nomina a Guardiamarina di complemento.

Accettata la proposta dell’ammiraglio Casanova di diventare aviatore, per prestare servizio nel Servizio Aeronautico della Marina, dal giugno 1916 frequentava la Scuola di Volo di Sesto Calende divenendo così pilota d’idrovolante.

Insignito di varie medaglie al valor militare per una serie di azioni belliche compiute con successo nella Prima Guerra Mondiale, dopo il termine del conflitto decideva di rimanere nelle file dell’Aviazione di Marina partecipando a diverse imprese tra le quali, nel 1925, un raid dal Baltico alla Germania chiamato appunto il Circuito del Baltico.

Prima congedato nel 1926 e poi rientrato nella Regia Aeronautica l’anno successivo, nel 1928 decollava da Orbetello, in Toscana, alla ricerca dei naufraghi del dirigibile Italia, comandato dal Generale Umberto Nobile e dispersi nell’Artico, riuscendo a trovarli per primo  già al secondo volo grazie alla famosa tenda rossa e compiendo più viaggi, rifornendoli  di viveri e medicinali e rendendo possibile il loro salvataggio. 

Sebbene autorizzata dal Governo Italiano, la spedizione di Maddalena veniva finanziata da privati tutti soci dell’Auto Club di Milano.

Nominato nel 1930 Tenente Colonnello, Maddalena aveva infine un ruolo fondamentale nell’organizzazione della Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile alla quale partecipava  con l’S.55A immatricolato I-MADD.

A causa dell’esplosione del suo idrovolante S.64bis in un volo di trasferimento da Cinisello Balsamo a Montecelio, moriva, insieme ad altri due uomini dell’equipaggio,  il 19 marzo 1931.

Massimo Dominelli

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