Sabato 24 novembre, alle ore 10.30, nella Sala Conferenze della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, sonostati presentati davanti a un pubblico davvero numeroso e speciale – Sindaco Eraldo Botta e Assessori Pamela Negri e Enrica Poletti, Capo Settore Cultura, Dottoressa Lorena Brustio, Presidente del Consiglio di Biblioteca, Aristide Torri, Presidente dell’ATL, Pier Benedetto Francese – due libri dedicati al Commendator Antonio De Toma: il romanzo, scritto da Annalina Molteni, intitolato con un felice calembour: Il Walser dell’imperatore e Anton Detoma (1821 – 1895) da Rima a Vienna, una biografia riccamente illustrata scritta dalla bisnipote Anna Parish Pedeferri.

A Rima tutta la popolazione maschile in età di lavoro, era impiegata nel produrre marmo artificiale”: Roberto Pedretti, della Casa del Marmo Artificiale di Rima, ha ricordato come questa tecnica geniale inventata dai rimesi arrivò nelle principali capitali d’Europa, essendo un prodotto competitivo rispetto al marmo, ma soprattutto perché questo “stucco” speciale possedeva la capacità di essere modellato. Nella Casa del Marmo Artificiale il pianterreno è adibito a Museo, mentre ai piani superiori sono stati collocati laboratori e foresteria per ospitare artigiani ed artisti. In sala erano presenti Simone Desirò, vice Presidente della Casa del Marmo Artificiale, a cui Silvio Della Vedova tramandò le antiche tecniche di lavorazione, e Dino Bolognesi che è stato allievo dei corsi.

Da quasi quarant’anni Anna Parish Pedeferri  si occupa della storia della sua famiglia: “Nel 1980, dopo la morte della zia Annina, poetessa, fui incaricata di inventariare le cose presenti nella casa madre di Rima e scoprii una fitta corrispondenza epistolare, scrupolosamente conservata che avidamente lessi, facendomi un’idea concreta della complessità di quel mondo walser tra metà Ottocento e l’inizio del Novecento, e maturai l’idea di raccontare la storia del bisnonno che ebbe il merito di esportare in tutto il mondo questa tecnica del marmo artificiale, che ebbe un grandissimo successo anche grazie all’affermarsi dell’Eclettismo”.

Un meccanico gentiluomo fu il prezioso anello di connessione tra la scrittrice Annalina Molteni e Anna ParishPedeferri, facendo scattare una scintilla di simpatia, ma soprattutto un reciproco “riconoscimento”. “Ho affidato ad Annalina un diamante grezzo e ne ha ricavato un brillante dalle mille sfaccettature”: Annalina Molteni ha saputo cogliere le suggestioni di Anna e “leggere” i luoghi, scrivendo un romanzo storico che è davvero la storia verosimile di Antonio De Toma, sospesa tra biografia romanzata e romanzo della vita.  

Annalina Molteni ha ricordato come per lei il mondo della Mitteleuropa, in cui si inserisce l’operato del De Toma – che morì nel 1895, sul limitare del secolo, senza assistere alla fine del suo mondo, che nei territori dell’ex impero zarista si sfaldò con la rivoluzione d’ottobre – fosse qualcosa di noto, perché l’aveva già affrontato in libri precedenti. La strada della scrittura divenne chiara dopo la lettura delle poesie di Annina, nipote di Antonio, nata dopo la morte del nonno, che compì il viaggio inverso, da Vienna a Rima, raccogliendo ciò che restava di quell’epopea rimese: il libro racconta l’incontro tra una comunità arcaica ed isolata con il cosmopolitismo mitteleuropeo, in cui De Toma seppe vivere da protagonista.

Dopo la presentazione dei due libri il Sindaco, e i bisnipoti di Antonio De Toma, Anna e Tony, hanno scoperto la targa intitolata ad Antonio De Toma, imprenditore del marmo artificiale e filantropo, che dà il nome alla via privata in Località Giare, che conduce al magazzino di materiale edile Big Mat di Giorgio Guglielmina, con accesso dallo svincolo Sud della strada Provinciale 299.

Piera Mazzone
Direttore Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
Tel. 0163 086688

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