Adottare un cane anziano e ritrovare la serenità

Roberta Marzolo ha riscoperto la felicità con Sasha (12 anni) arrivato quando più ne aveva bisogno

Novara. Quando tutto si fa buio e si è preda della tristezza un amico a quattro zampe, anche se non più giovane, può accendere un raggio di luce nella vita delle persone e trasformarla in un’esistenza meravigliosa. È quanto accaduto a Roberta Marzolo che qualche anno fa, in un periodo non proprio sereno della sua vita, ha deciso di adottare il suo primo animale domestico non solo perché le tenesse compagnia in ogni parte della sua giornata ma anche per donare al quadrupede un’altra possibilità.

«Cercavo un cane adulto, un amico con cui passeggiare candidamente e al tempo stesso coccolare sul divano» – spiega Roberta Marzolo – «così un pomeriggio di un settembre 2013 è arrivato Sasha, un simil-volpino di dodici anni, una palla di pelo tutto da coccolare». Sasha era stato in precedenza il cane di un’anziana che, non potendosene più occupare perché malata, lo aveva affidato alle cure dei parenti che tuttavia non erano intenzionati ad occuparsene. «Quando Sasha è arrivato è stato amore a prima vista – ci racconta la signora Roberta – ha riportato il sorriso nella mia famiglia e contemporaneamente lui stesso è rinato infatti amava tutto della sua nuova casa, i suoi giochi, lo stare insieme sul divano, le nostre lunghe passeggiate; non c’è luogo dove io e Sasha non siamo stati».

Tuttavia, i cani anziani hanno maggior rischio di incorrere nelle tipiche patologie della vecchiaia, così anche Sasha, nel 2015 ha iniziato ad accusare i primi sintomi di una cardiopatia. «Lo abbiamo subito curato perché lui non era un semplice cane, ma un membro della famiglia a tutti gli effetti – ci dice la sua padrona, che è anche volontaria L.I.D.A. – gli ho comprato anche un passeggino per cani per portarlo a spasso perché volevo renderlo partecipe di tutte le attività che prima facevamo insieme». Purtroppo, con l’avanzare dell’età e l’aumento dei problemi, il cane ha iniziato ad accusare sintomi più gravi fino a che ha smesso di bere e di mangiare «Abbiamo capito che era arrivata l’ora di lasciarlo andare, Sasha stesso lo aveva capito: quel 30 novembre del 2018 non ha fatto una piega, l’ho abbracciato con tutto l’amore che ci eravamo scambiati e l’ho tenuto stretto fino all’ultimo» – ci racconta sinceramente Roberta.

Anche se dopo la morte di un animale domestico si giura di non volerne mai più al fine di evitare ulteriori sofferenze, bastano gli occhi dolci di un quadrupede per innamorarsene di nuovo. Così per la famiglia di Roberta è arrivata Maggy, una meticcia Pointer, conosciuta durante le visite veterinarie di Sasha. Ma un animale tira l’altro e questo Roberta lo sa molto bene dal momento che, dopo tre mesi dalla morte del primo quadrupede, alla comitiva si è aggiunto anche Rufus, un simpatico LhassaApso di dieci anni, soprannominato “il terrore del canile” dai suoi custodi. Roberta oggi ha ben tre cani. L’ultimo è Artù, un levriero nato in una cascina novarese nel 2013 e abbandonato dai suoi padroni pochi anni dopo.

La storia di Roberta Marzolo ci insegna che adottare un cane anziano è una fonte di gioia sia per lui ma soprattutto per noi poiché notiamo come le nostre cure possano far tornare a correre e giocare un animale che in canile sembrava non avere vie di scampo. Bisogna insegnare la responsabilità ai più piccoli e a chi decide di adottare un animale domestico perché questi hanno soltanto noi al mondo, noi siamo le uniche persone di cui si fidano e «non possono parlare ma coi loro occhi ci dimostrano tutto l’affetto di cui sono capaci» – conclude Roberta.

Vito Nardulli

Annunci