Dal 28 gennaio di questo anno è diventato possibile accedere al trattamento pensionistico anticipato denominato “quota 100”, previsto in via sperimentale per il triennio 2019-2021.

Il nuovo trattamento pensionistico con “quota 100” può essere concesso, per il triennio 2019-2021, a lavoratori con un’età anagrafica almeno pari a 62 anni e con un’anzianità contributiva almeno pari a 38 anni, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed alle forme esclusive e sostitutive della medesimagestite dall’INPS nonché alla Gestione separata ex art. 2 co. 26 della L. 335/95.

I requisiti per la “quota 100” possono essere maturati sino al 31dicembre 2021. Quindi i lavoratori che matureranno i requisiti dopo non potranno accedere al trattamento anticipato, mentre nel caso in cui la maturazione avvenga entro il 31 dicembre 2021, i soggetti interessati potranno chiedere il trattamento anche successivamente (riferimento al contenuto dell’art. 14 co. 1 del D.L . 4/2019). 

La legge stabilisce altresì che la pensione “quota 100” non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della prestazione, e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000,00 euro lordi annui. Sulla questione è intervenuto l’INPS con la circ. 29.1.2019 n. 11, confermando la totale incumulabilità della “pensione quota 100” con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. L’unica eccezione è prevista per i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000,00 euro lordi annui. Con l’occasione, l’Istituto previdenziale ha altresì chiarito che il conseguimento di redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa svolta successivamente alla decorrenza della pensione e fino alla data di perfezionamento della pensione di vecchiaia prevista nella gestione a carico della quale è stata liquidata la pensione “quota 100”, comportano la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione dei predetti redditi. La sospensione avverrà anche nei casi di produzione del reddito di lavoro autonomo occasionale con importo superiore al predetto limite di 5.000,00 euro annui. Sempre con la medesima circolare è stato quindi stabilito che i titolari di pensione “quota 100” devono dare immediata comunicazione all’INPS dello svolgimento di qualsiasi attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale dalla quale derivi un reddito pari o inferiore a 5.000,00 euro lordi annui. Successivamente, l’INPS provvederà alla sospensione del trattamento pensionistico e le rate di pensione indebitamente corrisposte verranno recuperate dall’Istituto.

La decorrenza della pensione con “quota 100” non è immediata, bensì differita rispetto alla data di maturazione dei requisiti per il trattamento pensionistico. Nel dettaglio sono previsti ben definitiperiodi di attesa (le c.d. “finestre”) diversi per i lavoratori del settore privato e per quelli del pubblico impiego.

Relativamente al settore privato, per coloro che hanno maturato i requisiti previsti per la pensione “quota 100”: entro il 31.12.2018, il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico scatta dall’1.4.2019; dall’1.1.2019, il diritto decorre trascorsi 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi. 

Diversamente, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che maturano i requisiti previsti: entro il 29.1.2019, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico “quota 100” dall’1.8.2019, previa presentazione della domanda di collocamento a riposo con un preavviso di 6 mesi; successivamente al 29.1.2019, il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico scatta trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi e comunque non prima dell’1.8.2019, sempre previa presentazione della domanda di collocamento a riposo con un preavviso di 6 mesi. 

E’ giusto ricordare, sempre in ambito di pubblico impiego, che il provvedimento in esame prevede per i dipendenti del comparto Scuola l’applicazione della c.d. “finestra unica annuale”(riferimento all’art. 59 co. 9 della L. 449/97).

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