Ancora viva la speranza di trapianto per Gabriele, nonostante il rinvio richiesto dal donatore

Sono migliaia gli italiani che hanno aderito all’appello della famiglia e dei medici a tipizzarsi così da trovare il donatore giusto per Gabriele. La ricerca ha avuto esito positivo ma qualcosa ha spinto il donatore a una “pausa di riflessione”.

Ripercorriamo la storia: Gabriele è un bimbo di due anni affetto dalla sindrome di SIFD, ossia anemia sideroblastica con immunodeficienza delle cellule B, con febbri periodiche e ritardi nello sviluppo, venti casi in tutto il  mondo, e un unico caso in Italia, patologia che per la guarigione necessita di un trapianto di midollo, da qui è nata l’esigenza di trovare un gemello genetico per il piccolo amico di tutti.

Cosa si prova quando arriva il momento di donare e i dubbi sorgono, ce lo spiega benissimo Fabrizio Gigo, il quale all’età disette anni è partito per Seattle, dove lo aspettava una donazione di midollo per la sorellina di due anni, giunto il momento decisivo qualcosa ha fatto tremare le certezze dell’imprenditore novarese, subito svanite dopo alcune riflessioni, tra le quali poter donare una vita nuova e un futuro alla propria sorella, ora imprenditrice e sposa, una donna felice grazie alla generosità di Fabrizio, che, commosso ci racconta, che è molto di più ciò che ha ricevuto, che quello dato in questo importante dono.

Chi si è adoperata al massimo per questa nobile causa,sensibilizzando l’opinione pubblica, è Patrizia Federico, amica di vecchia data dei genitori di Gabriele, o meglio ancora la “zia genetica” come affettuosamente gli stessi l’hanno ribattezzata. Biologa nutrizionista, già collaboratrice con l’ospedale novarese e che ora svolge attività di libera professione, nonostante la sua tangibile delusione nata dal rinvio del trapianto, ha preso spunto da questa disavventura per invitare i futuri donatori ad una più matura consapevolezza nell’approccio con la donazione. Pur essendo sicura che molto presto gioirà insieme alla famiglia Costanzo per la buona riuscita del trapianto di midollo, sottolinea, inoltre, quanto la risposta repentina dei donatori sia determinante per la il buon esito della procedura medica e che una corretta informazione preventiva sia alla base di una scelta consapevole del donatore. La dottoressa continua facendo notare che essere donatori, non solo restituisce una vita nuova, ma cambia in meglio la propria. A chiusura della sua intervista, la biologa, ci tiene a precisare, quanto, Gabry Little Hero, cosi viene chiamato sui vari canali social, sia un dono speciale, per una famiglia speciale.

Una famiglia davvero unica, unita attorno a una speranza da realizzare insieme, di questi sogni e progetti, ce ne parla Cristiano, il padre, che con tutto se stesso sta combattendo questa nobilissima battaglia per il futuro, appreso del rinvio, confessa, di aver subito il colpo, anche se, continua, che non si sentiva ancora pronto per affrontare la lunghissima trafila dell’operazione, che lo avrebbe diviso a lungo dal suo adorato figlio. Ma è questa amarezza è durata poco, è prevalsa la sua consapevolezza di essere la persona forte della famiglia, un vero pilastro su cui posare tutte le convinzioni.

Nell’attesa di sviluppi, continuerà la sua campagna d’informazione a favore dei trapianti, magari cambiando qualcosa, nella forma, e comunicando alle tante altre famiglie coinvolte in queste tristissime realtà di non mollare, e non sentirsi mai soli, perché la guarigione è un traguardo difficile ma raggiungibile da tutti. Grazie anche ai passi da giganti dalla tecnologia applicata alla medicina.

Le ultime riflessioni che ci lascia sono di fiducia e speranza, e buoni sentimenti dedicati a due vite, quelle di Gabriele e Benedetta, i suoi gemellini, due vite, ma lo stesso immenso amore, un amore cosi grande forte e unito, capace di trasformare qualsiasi difficoltà, in un’opportunità per la felicità.

Roberto Pizzighello