Il Consiglio comunale nella seduta del 17 gennaio approva , contrario il Movimento 5 Stelle, la variante al Prg dell’area dove fino al 2015 sorgevano le Officine Grafiche De Agostini. 

Progetto ambizioso di riqualificazione urbana che prevede l’insediamento di realtà produttive prestigiose, scuole di cucina e di moda e di una parte residenziale anche universitaria. Tutto molto bello, se solo si fosse tenuto conto dei circa 120 lavoratori che solo 3 anni fa vennero messi alla porta da chi ora mette sul piatto ben 64 milioni di euro per questo progetto.

Ma facciamo un breve riassunto delle puntate precedenti: nel 2013 le Officine Grafiche vengono cedute ad un’azienda lecchese che nel 2015 chiude e trasferisce la produzione altrove; dei 120 lavoratori rimasti disoccupati, ad oggi un sessantina si è ricollocata tra nuovi impieghi e prepensionamento e sessanta vivono con un sussidio di disoccupazione di circa 500 euro al mese che tra 2 mesi non prenderanno più. In questi anni siamo stati vicini a questi lavoratori cercando una soluzione, mentre tutte le forze politiche voltavano loro le spalle, salvo fare promesse in campagna elettorale. Le crisi aziendali si possono e si devono affrontare sul nascere e la vicenda Pernigotti lo dimostra. Occorre però una volontà politica che è mancata tanto alla precedente amministrazione Pd quanto a quella attuale. Quest’ultima, brava a cavalcare iniziative private di sviluppo urbanistico come fossero proprie, ha provato fino all’ultimo a far passare sotto silenzio il dramma dei 60 dipendenti. Poi siamo arrivati noi a ricordare al sindaco che forse è doveroso chiedere ad una proprietà così importante di non trascurare quelli che non sono effetti collaterali di una redditizia operazione finanziaria, ma persone che hanno contribuito per anni al successo imprenditoriale della De Agostini. 

Nel progetto presentato non trova posto la Lego service srl che attualmente opera nell’area. Ci è stato garantito che potrà rimanere fino alla scadenza del contratto di affitto, peccato che i progettisti non fossero a conoscenza di nulla e non sia previsto per loro uno spazio.

Ma chi sono i proponenti? Proprietaria dell’area è la De Agostini Spa, società del gruppo omonimo.  Per essere precisi, vi invitiamo a guardare il grafico in allegato.

Dal grafico in allegato potete rendervi conto che l’azienda è attiva in svariati settori, dall’editoria alla finanza , dall’immobiliare alle produzioni televisive fino, ahimè, alle scommesse… così recita il sito della società: dal 1993 Lottomatica, parte del gruppo IGT, è il concessionario unico del Gioco del Lotto in Italia e delle lotterie istantanee e differite (“Gratta & Vinci”). Lottomatica ha costituito una rete capillare di distribuzione on-line, offrendo anche servizi per gli operatori commerciali e servizi di pagamento. Oltre al Lotto, Lottomatica Italia ha esteso il proprio portafoglio di lotterie con Giochi Sportivi, Videolotterie e Scommesse a totalizzatore.

Addolora prendere atto che in una delle tante società non abbiano trovato posto i 60 lavoratori che già ne facevano parte, così come non può sfuggire il fatto che  una parte degli utili del gruppo provenga dal settore lotterie e scommesse.

Non occorre essere economisti per capire come il gruppo goda di ottima salute, come riportava tra l’altro il quotidiano La Stampa in un articolo del luglio 2017: “Crescono i ricavi di De Agostini. Per la prima volta il gruppo di Novara, controllato dalle famiglie Drago e Boroli, ha oltrepassato la soglia dei 5 miliardi di euro a livello consolidato (+6%). Anche il dividendo è in salita con 27 milioni distribuiti (0,56 euro per azione).”

Prendiamo atto che il sindaco, solo al novantesimo minuto e solo perché messo alle strette dalla presenza di numerosi ex dipendenti e cittadini alla commissione del 15 gennaio e al consiglio del 17, ha accennato ad una “concreta, oggettiva possibilità di realizzare un progetto sociale” in cui potranno essere coinvolti i 60 ex dipendenti. Nulla di scritto, nessun dettaglio sui modi e sui tempi.
Ci aspettiamo ora rapide e concrete proposte per giungere al più presto ad una soluzione per questi 60 lavoratori e per le loro famiglie.

Gruppo Consiliare M5S Novara

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