Il garante per l’infanzia intervenga a proteggere il minore: a che punto siamo in Piemonte?

Ogni giorno, nonostante il silenzio assordante e deprecabile degli organi di stampa ufficiali, si aggiungono testimonianze degli orrori perpetrati ai danni di minori in diverse realtà italiane. La nostra attenzione non può non andare alla presenza in Piemonte di un punto di forza di questo sistema: l’associazione “Hänsel e Gretel”. Coinvolti nell’indagine specialisti di psicoterapia, che avrebbero falsato i ricordi di alcuni bambini per poterli allontanare dalle famiglie naturali, con lo scopo di accumulare consulenze e far guadagnare i genitori affidatari. Clamoroso e terribile il suicidio di quattro persone, genitori e nonni, verificatosi a Sagliano Micca (Biella) nel 1996 in cui  furono  periti del Pubblico Ministero proprio quegli specialisti operativi presso il centro Hänsel e Gretel.

Occorre intervenire alla radice del problema e migliorare le modalità operative.

«Mentre si riconosce il ruolo centrale della famiglia nella crescita di ciascun individuo forse non si sottolinea abbastanza che un figlio ha diritto alla sua famiglia e non solo ad una famiglia».

Con queste parole Giulia Bertero, di formazione assistente sociale, madre di tre figli, attiva da decenni nel Forum delle famiglie, candidata alle regionali con il Popolo della Famiglia, evidenzia un punto critico della normativa vigente, che andrebbe riconsiderata.

«Il caso di Bibbiano rende urgente riaffermare che, come da dettato costituzionale, l’adozione si configura come extrema ratio. Essa va considerata nel caso in cui il minore si trovi in uno stato di assoluta carenza di assistenza morale e materiale. Anche l’affido va considerato solo dopo aver posto in essere tutti gli aiuti possibili proprio a tutela del primario interesse del minore: vivere all’interno della propria famiglia di origine».

Nel frattempo, ci chiediamo, i professionisti coinvolti sono stati almeno sospesi dal loro albo?

Quali responsabilità hanno le reti di sostegno che devono affiancare le famiglie affidatarie?

L’affido è quello strumento temporaneo messo in atto per affiancare la famiglia di origine in un momento di fragilità oppure è ormai una soluzione sine die che rischia di aggirare gli ostacoli che porrebbe una vera e propria adozione (per la quale, ad esempio, non è prevista una coppia omosessuale)?

Il Popolo della Famiglia, che valorizza evidentemente il ruolo fondamentale della famiglia e il primato educativo dei genitori, mentre sollecita la riflessione dell’opinione pubblica, interpella gli organi competenti, in particolare il garante per l’infanzia e l’adolescenza , Rita Turino, affinché vengano prese tutte le misure necessarie perché la riforma del Terzo Settore possa riuscire a selezionare le Associazioni che sono impegnate nel sociale affinché restino vicino ai minori solo realtà serie e preparate. 

Il Popolo della Famiglia-Piemonte