Si è disputato a Cervia, in Emilia Romagna, il 21 settembre,  la gara a cui ha partecipato Cristiano Tara classificandosi al settimo posto.
Sono stati 3.200 i partecipanti a una delle gare di triathlon più dure al mondo, che comprende (3.8 km nuoto, 180km bici, 42km corsa).
Si sono registrati  500 atleti in più dello scorso anno e oltre 6.200 sono stati i partecipanti alle varie gare del week-end provenienti da oltre 90 paesi del mondo.
Anche questa terza edizione è stata un evento di livello mondiale di grande valenza mediatica e con un successo incredibile nella storia dell’IRONMAN che si è concluso con la certezza della riconferma anche per il prossimo anno.
Tara , si è classificato settimo a Cervia, con pochissimo distacco dal sesto posto che gli avrebbe permesso di accedere direttamente al campionato del mondo a Kona. Ritenterà di conquistare la slot per le Hawaii il 14 giugno 2020 all’Ironman di Nizza. 
“Giungo settimo su 461 atleti della mia categoria, afferma Tara con un buon tempo finale, 9h 24min 25 sec.
Il tifo da casa è stato formidabile, mia moglie Elisa mentre correvo mi aggiornava sulla posizione ed io in quei momenti spingevo ancora di più perché immaginavo tanti amici  davanti al race tracker ad incitarmi, mi stavo emozionando. Questa gara la dedico a tutti voi, amici,  e vi ringrazio per tutti i messaggi che ho ricevuto, durante e dopo la gara. Sono felice di aver dato il massimo grazie a voi, questo nel mio cuore vale quanto una vittoria.” 
“Sono contento perché il tempo di Cervia  è ottimo, afferma l’atleta. Ho corso un’ottima maratona, ma non avendo riferimenti cronometrici, non ho potuto fare di meglio. Ho tirato i remi in barca quando mia moglie Elisa mi  ha detto che l’altro concorrente era distante 5 minuti, in realta’ era 1 minuto e mezzo. Vedo solo l’appuntamento, conclude Tara,  rimandato all’anno prossimo.  Al momento mi concentro sul Brutal Trail che si terrà a Ghemme il 3 novembre: la competizione consiste in una durissima e unica corsa svolta interamente su un unico vigneto.
A conclusione dell’esperienza, conclude Tara, mi sento di dire che: “Non ci si sente mai pronti abbastanza. Questo affligge ogni atleta prima dello start, qualsiasi disciplina pratichi. Tutto può essere preparato al meglio certo, ma ognuno di noi deve fare i conti con la propria realtà. L’arma a disposizione di noi persone “normali”, si chiama tenacia e di quella, ne abbiamo veramente da vendere “.
 
Devika Vandone