Sabato 17 novembre nella sua casa varallese di Sottoriva è mancata Anna Maria,Nini, Pugno Badino, che era nata a Varallo il 25 ottobre 1927 e aveva da poco festeggiato i novantuno anni. Il nonno, Pietro Pugno, era panettiere e pasticcere e la nonna, Angiolina, gestiva la storica panetteria Pugno di Via Umberto. I fratelli Giovanni e Luigi,lavoravano al forno, Arturo, era maestro elementare, lei e la sorella Agnese aiutavano in famiglia.

Nini si era sposata a Varallo nel 1950 con Angelo Badino, originario di Acqui Terme e si erano trasferiti a Chivasso,dove il marito lavorava. Dopo la nascita dei quattro figli: Paolo, Marco, Angela e Davide, nel 1963 la famiglia si era spostata a Vercelli. All’inizio degli anni Novanta Nini e Angelo erano tornati a Varallo. Cittadina amata da entrambi e considerata come un luogo di pace per una serena vecchiaia.

Nel 2001 era mancato il figlio Marco, brillante ricercatore presso l’Ente Risi di Vercelli, ed era stata una grave prova.

Prova sopportata solo grazie all’affettuosa presenza di Paolo, Angela e Davide. Dal 2009 Nini era rimasta vedova, ma si era mantenuta autosufficiente fino a circa un mese fa, quando il suo cuore si è aggravato: ancora una volta i figli si sono stretti intorno a quella mamma così speciale, “Alma de casa” l’avrebbero definita in Spagna, ricorda la figlia Angela che vive a Madrid: “Cuciva, cucinava, ci seguiva nei compiti, era una presenza affettuosa ed assidua, il vero cardine della nostra famiglia”.

Angela, ogni volta che torna a Varallo, presta una preziosa opera di volontariato in Biblioteca e nell’estate 2017, nel periodo dell’Alpàa, aveva esposto una mostra di opere grafiche originali, ispirate alle tavole botaniche, intitolata: “L’anima degli alberi che aveva avuto un grande successo, “bissato” a Madrid e riproposta quest’anno a Prato Sesia presso l’Infopoint del Supervulcano: Verde Fenera. Rappresentazioni grafiche di alcune specie botaniche del monte protetto”.

Il Quaderno

Poco prima del funerale della sua mamma Angela ha ritrovato un quadernetto dove Nini scriveva appunti e riflessioni,in chiesa ne ha letta una come saluto, accompagnando con amore e riconoscenza questo passaggio importante: La strada per il Sacro Monte è la mia strada: l’ho percorsa nelle quattro stagioni, nelle più svariate situazioni, durante tutta la mia vita.

I ricordi sono tanti e si accavallano. Dalla mia infanzia alla giovinezza, durante il periodo della guerra; più tardi con i miei bambini e poi con i nipoti, e naturalmente con mio marito Angelo, fino a quando abbiamo potuto camminare insieme. Ma tutto ciò che viviamo nell’amore non morirà mai.

La incontravo proprio in quelle passeggiate, nelle prime ore del meriggio, e non mancava mai una parola gentile, che mi accompagnava tornando a casa.

Piera Mazzzone

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
Tel. 0163 086688

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