I primi nove mesi del 2018 si concludono con un bilancio demografico all’insegna della stazionarietà per le imprese novaresi: la variazione tra iscrizioni e cessazioni registrate nel periodo gennaio-settembre si attesta infatti al +0,1% (+0,2% considerando il solo terzo trimestre).

«La battuta d’arresto registrata in apertura d’anno si è assestata su una sostanziale stabilità – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara – Il tasso di mortalità appare più debole che in passato, ma è quello di natalità, in particolare, che risulta ai minimi storici, con il valore più basso registrato dal 2004 in avanti nel periodo gennaio-settembre. Se l’andamento delle imprese più strutturate appare in controtendenza, come dimostra la performance brillante delle società di capitali, a risentire maggiormente delle difficoltà sono invece le imprese più piccole, a partire da quelle individuali, che rappresentano oltre la metà della base imprenditoriale provinciale e scontano una significativa contrazione.

Per sostenere la vitalità del tessuto produttivo serve un cambio di passo, cogliendo anche le opportunità che provengono da mercati esteri e nuovi tecnologie, ambiti su cui la Camera di Commercio sta lavorando attraverso appositi progetti per offrire alle imprese assistenza e servizi mirati».

QUADRO GENERALE

Sono 1.408 le aziende che si sono iscritte al registro delle imprese nei primi nove mesi dell’anno, mentre 1.394 hanno cessato la propria attività (al netto delle cessazioni d’ufficio), con una consistenza del sistema imprenditoriale novarese che al 30 settembre 2018 ammonta a 30.359 unità registrate.

Appare in flessione l’andamento dell’artigianato: nel periodo in esame le cessazioni di attività hanno superato le aperture, determinando un saldo pari a -79 unità, per una consistenza del tessuto produttivo artigiano che alla fine di settembre si attesta a 9.343 imprese registrate.

DINAMICHE SETTORIALI

La stazionarietà generale discende dai risultati pressoché omogeni delle principali attività economiche, che evidenziano tutte flessioni di lieve entità, inferiori al punto percentuale, con l’unica eccezione del settore terziario, la cui performance appare più favorevole.
I servizi alle imprese, in particolare, si confermano il comparto più dinamico, con una crescita in valori assoluti pari a +56 unità. Positivo anche il saldo dell’alloggio e ristorazione, che guadagna 36 unità in più, mentre il commercio evidenzia una lieve flessione, con un calo di 33 unità, corrispondente ad una variazione del -0,5%.

PER QUANTO RIGUARDA LA COMPOSIZIONE SETTORIALE, ALLA DATA DEL 30 SETTEMBRE 2018 IL SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE RISULTA COSTITUITO DA 30.359 IMPRESE, DI CUI 27.101ATTIVE ED OPERANTI PER IL 7,9% NELL’AGRICOLTURA, PER IL 29,6% NELL’INDUSTRIA (DI CUI17,4% NELLE COSTRUZIONI E 12,2% NELL’INDUSTRIA IN SENSO STRETTO) E PER IL 62,5%NEL TERZIARIO (DI CUI 24,8% NEL COMMERCIO E 37,7% NEGLI ALTRI SERVIZI).

FORMA GIURIDICA

L’analisi della forma giuridica conferma il dinamismo delle società di capitale, che tra gennaio e settembre 2018 evidenziano un saldo di ben +231 unità, pari ad una variazione del +3,3% (a fronte di una media provinciale del +0,1%), facendo così salire l’incidenza delle società di capitali al 23,6% delle imprese registrate totali.

Appare invece negativo il saldo anagrafico delle ditte individuali, con 903 unità aperte nel periodo in esame (il 64,1% di quelle totali) e 1.086 cessate (pari a ben il 77,9% di quelle complessive), portando l’incidenza delle imprese con titolare unico al 55,4% di quelle provinciali.

Nei primi nove mesi del 2018, infine, si rilevano 122 iscrizioni e 119 cessazioni relativamente alle società di persone, con una consistenza a fine settembre di 5.612 unità produttive, corrispondente al 18,5% del tessuto imprenditoriale novarese.

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