• Le esportazioni dei distretti industriali del Piemonte nel 2018 sono aumentate del 5,4%. In crescita Svizzera, Germania, Regno Unito e Stati Uniti
  • Trainanti i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato, la Nocciola del Piemonte, il Tessile di Biella e i Dolci di Alba e Cuneo

  • La produttività del lavoro nei distretti piemontesi supera del 20% quella delle aree non distrettuali italiane, ma occorre accelerare sulle competenze digitali

  • “L’effetto distretto” è evidente in termini di internazionalizzazione, innovazione e competitività ed è favorito dalla presenza di filiere di prossimità

  • Il Piemonte è la regione italiana con la maggiore incidenza di imprese “champion” distrettuali

 

Torino, 17 maggio 2019 – Il 2018 è stato un anno di crescita per le esportazioni distrettuali piemontesi, il cui valore è aumentato di 473 milioni di euro per un ammontare complessivo di 9,2 miliardi di euro, nuovo record storico dell’export regionale. In termini percentuali la crescita è stata del 5,4%, un dato superiore al +2,2% del totale distretti italiani e alla sostanziale stabilità delmanifatturiero piemontese.

È questo il dato chiave che emerge dal Monitor dei Distretti del Piemonte 2018, messo a punto dallaDirezione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, e presentato oggi da Cristina Balbo, Direttore regionale Piemonte Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo e dagli economisti Giovanni Foresti eRomina Galleri della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

L’analisi per singolo distretto evidenzia come l’anno si sia chiuso con un export in crescita per 8 distretti su 11. In particolare, 4 distretti piemontesi si sono collocati in assoluto tra i primi 25 distretti italiani per crescita in valore delle esportazioni: Vini delle Langhe, Roero e Monferrato, al terzo posto in Italia, Nocciola e frutta piemontese, Tessile di Biella e Dolci di Alba e Cuneo rispettivamente in diciannovesima, ventesima e ventiduesima posizione.

Inoltre, 6 distretti piemontesi su 11 hanno raggiunto il proprio picco di export. Sono l’Oreficeria di Valenza, i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato, il Tessile di Biella, i Dolci di Alba e Cuneo, il Caffè, confetterie e cioccolato torinese e il Riso di Vercelli.

Le esportazioni distrettuali sono aumentate sia verso i mercati maturi (+6,1%) che verso i nuovi mercati (+3,5%). Svizzera, Germania, Regno Unito e Stati Uniti gli sbocchi commerciali a maggiore crescita.

Il 2018 è stato un anno particolarmente brillante per i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato, le cui esportazioni hanno raggiunto quota 1,566 miliardi di euro, con un balzo del 16%. Il confronto con gli altri distretti italiani dei vini evidenzia come i piemontesi abbiano trainato la crescita registrando un incremento delle esportazioni rispetto all’anno precedente di 216 milioni di euro su 261 di aumento complessivo.

Crescita delle esportazioni a doppia cifra anche per la Nocciola e frutta piemontese: +24,9%corrispondente ad un aumento in valore di 69 milioni di euro. Il distretto è riuscito a recuperare il calo che aveva caratterizzato il 2017 e a ricollocare le proprie esportazioni vicino ai livelli massimi.

Tutti i distretti agro-alimentari piemontesi sono caratterizzati dal segno più: +5,5% per i Dolci di Alba e Cuneo, pari ad un aumento di 66 milioni di euro; +1,4% per il Caffè, confetterie e cioccolato torinese, pari a 7 milioni di euro; +3,4% per il Riso di Vercelli, pari a 6 milioni di euro.

Per quanto riguarda il sistema moda, si segnala l’aumento del 5% del Tessile di Biella, che nel 2018 ha raggiunto il proprio massimo storico di 1,44 miliardi di euro, grazie ad un incremento dell’export pari a 68,5 milioni di euro. Particolarmente virtuosi i comparti dell’abbigliamento e dei tessuti in lana. Anche in questo caso il confronto con gli altri distretti del tessile italiani risulta vincente: Biella ha raggiunto i risultati migliori sia in termini di crescita in valore che di variazione.

Anche l’Oreficeria di Valenza, nonostante l’andamento altalenante dei quattro trimestri, ha chiuso il 2018 in positivo con una crescita delle esportazioni del 2,2%, corrispondenti a un valore di 44 milioni di euro, stabilendo il nuovo massimo storico di 2,1 miliardi di euro. Nel 2018 il distretto, unico in crescita a livello nazionale, ha mantenuto il primato di maggior esportatore tra i distretti orafi italiani.

In calo, invece, l’export dell’unico distretto piemontese del sistema casa, i Casalinghi di Omegna: -7,6%, corrispondente ad un arretramento delle esportazioni di 4 milioni di euro.

Luci e ombre, infine, per la meccanica distrettuale piemontese: in aumento del 2% solo le esportazioni della Rubinetteria e valvolame di Cusio-Valsesia, corrispondente a un importo di 28 milioni di euro. I Frigoriferi industriali di Casale Monferrato e le Macchine tessili di Biella, invece, hanno mostrato un decremento delle esportazioni, rispettivamente del 2,4% pari ad un calo di 7 milioni di euro e del 18,7% pari ad un calo 21 milioni di euro.

I distretti industriali tra continuità e rinnovamento

L’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo prende inoltre in considerazione le caratteristiche di continuità e gli elementi di cambiamento che stanno interessando il tessuto produttivo distrettuale.

È confermato il ruolo delle filiere di prossimità come fattore competitivo nei distretti. I fornitori sono vicini ai committenti: 116 km in media per i distretti piemontesi, con valori molto differenziati tra i vari distretti, da un minimo di 47 km per il Riso di Vercelli al massimo di 152 km per Caffè, confetterie e cioccolato torinese. Il calcolo si basa sui dati provenienti da un database di Intesa Sanpaolo contenente 7 milioni di transazioni a livello nazionale tra le imprese distrettuali e i loro fornitori.

I distretti continuano a offrire vantaggi di posizionamento geografico, percepiti in particolare dalle imprese più piccole, ma importanti anche per i soggetti più grandi, perché agevola i processi di innovazione (44% dei casi) e di internazionalizzazione (42%).

La vicinanza favorisce l’adozione di tecnologie 4.0, già oggi maggiormente diffuse nei distretti, soprattutto in quelli specializzati nella meccanica (38% vs 30%), dove risultano trainanti le imprese medio-grandi (52%). In ritardo, invece, i settori tipici del made in Italy.

I vantaggi delle filiere integrate sul territorio, punto di forza dei distretti tradizionali, si stanno affermando anche in altre specializzazioni meno tipiche del mondo distrettuale: ne sono prova lo sviluppo del comparto della cosmetica in Lombardia e l’emergere di veri e propri distretti dellacomponentistica auto nell’area torinese e nel bresciano.

Gli organi societari delle imprese distrettuali piemontesi sono formati soprattutto da persone che provengono dal territorio di riferimento. Nel 67% dei board siedono esclusivamente amministratori nati nella regione di operatività delle aziende; questa percentuale scende al 61% nelle aree non distrettuali. La varietà culturale è meno accentuata rispetto alle aree non distrettuali, anche se tra le imprese più grandi si evidenzia una maggiore apertura della governance a consiglieri provenienti da fuori regione o stranieri. Una governance più aperta può favorire l’ingresso in azienda di manager con competenze trasversali ad altri settori e con esperienza in ambito internazionale.

Le imprese distrettuali faticano maggiormente a trovare operai specializzati, in particolare addetti con competenze legate alle tecnologie 4.0 (nel 78% dei casi contro il 71% al di fuori dei distretti). Il superamento di queste criticità passa anche attraverso una rivisitazione dei canali di assunzione, molto ancorati a procedure informali (nel tre quarti delle imprese circa) e poco orientati all’utilizzo di agenzie interinali o al contatto diretto con il mondo della scuola e della formazione universitaria.

Una novità per il 2019: monitorato un nuovo distretto

Nel 2019 il Monitor dei Distretti industriali piemontesi prenderà in considerazione anche le Macchine utensili e robot industriali di Torino: sale quindi a 12 il numero dei distretti analizzato da Intesa Sanpaolo.

Una scelta motivata dalla forte specializzazione presente sul territorio: sono 908 le unità locali e 8.290 addetti, e dagli elevati livelli di export del nuovo distretto, che nel 2018 hanno toccato i 1,19 miliardi di euro, in crescita del 10,1% rispetto al 2017, corrispondente a un incremento di 109 milioni di euro.

La somma dell’export realizzato nel 2018 dalle Macchine utensili e robot industriali di Torino con quello degli altri 11 distretti piemontesi ammonta a 10,4 miliardi.

I risultati del nuovo distretto sono inoltre già inclusi nell’analisi che Intesa Sanpaolo ha condotto sui bilanci 2008-2017 di 887 aziende appartenenti ai distretti industriali del Piemonte, per un fatturato complessivo di 11,6 miliardi di euro.

Dal confronto con le imprese “non distrettuali” emerge nettamente l’elevata competitività delle aree distrettuali della Regione. La produttività del lavoro nei distretti piemontesi è salita nel 2017 a 59,5 mila euro per addetto, il 20% in più rispetto alle aree non distrettuali italiane specializzate nei medesimi settori. I risultati sono trainati anche dalle numerose imprese “champion”, che guidano con successo le filiere presenti nei territori.

Nel ricco panorama italiano delle aree di eccellenza distrettuale, tra i primi 20 distretti per crescita e redditività troviamo i Dolci di Alba e Cuneo in terza posizione. Gran parte degli altri distretti piemontesi si collocano comunque nella prima metà della classifica (su un totale di 156 distretti mappati da Intesa Sanpaolo).

Dichiarazioni

Giovanni Foresti, Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo: «In un quadro di rallentamento del commercio mondiale e di elevata incertezza legata alle tensioni geo-politiche presenti sui mercati internazionali, i distretti piemontesi hanno confermato la propria capacità di proporre prodotti apprezzati soprattutto all’estero per qualità, innovazione e differenziazione. Alla base di questo successo ci sono alcuni fattori chiave, tra cui la buona capacità di reazione alla crisi degli ultimi anni, che ha restituito un tessuto produttivo più forte e competitivo e una filiera di approvvigionamento vicina e solida in grado di agevolare i processi di innovazione e di internazionalizzazione. A questi si aggiunge la crescente presenza sui mercati più lontani e ad alto potenziale, basti pensare che il raggio d’azione in 10 anni è aumentato di 433 chilometri».

Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo: «Il Piemonte è la regione italiana con la maggior incidenza di imprese “champion” distrettuali. La nostra analisi ha individuato 80 “locomotive”, ovvero il 12%, più della media italiana. Si tratta di imprese campioni per crescita e redditività, caratterizzate da un buon posizionamento strategico, in grado di valorizzare competenze e talenti. Certamente la loro rapida affermazione, se accompagnata da un adeguato rafforzamento patrimoniale, potrà dare un contributo importante al successo italiano e piemontese sui mercati internazionali. Nel 2018, in Piemonte, Intesa Sanpaolo ha erogato 3,1 miliardi di euro di finanziamenti a medio lungo termine, sostenendo le imprese che hanno investito sulla crescita del proprio business. Anche quest’anno faremo la nostra parte e continueremo a promuovere l’apertura delle imprese ai mercati internazionali e la loro crescita dimensionale, offrendo loro la consulenza e il network globale del nostro Gruppo».

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