Per i Consulenti del Lavoro l’ipotesi, attualmente allo studio del Governo, di fissazione di un salario minimo garantito non rappresenterebbe la soluzione per la riduzione delle disuguaglianze delle retribuzioni dei lavoratori.  

“Il salario minimo garantito – ha detto Bartolomeo La Porta, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Novara in occasione dell’assemblea degli iscritti venerdì 28 giugno al Circolo dei Lettori a Novara – potrebbe far aumentare il costo del lavoro anche del 20%. Il principio che sta alla base del disegno di legge, ossia garantire a tutte le categorie di lavoratori, anche a quelli con una retribuzione non fissata dalla contrattazione collettiva, un compenso adeguato alla qualità e quantità del lavoro svolto, può essere condivisibile, ma c’è un problema di fondo concreto: classificare tutto all’interno del rapporto di lavoro subordinato è impossibile“.

Per il presidente La Porta sarebbe giusto, invece, interessarsi dell’equo compenso “soprattutto per i professionisti, ai quali vengono chieste, molto spesso, in primo luogo dalla Pubblica Amministrazione, prestazioni professionali a titolo gratuito. Al di là dell’esito del disegno di legge sul salario minimo, comunque, riteniamo che la riduzione delle disuguaglianze passi anche da misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie”.

All’assemblea di un anno fa i Consulenti del Lavoro avevano invece avanzato numerose perplessità sul raggiungimento dell’obiettivo del cosiddetto Decreto Dignità (altra misura del Governo in tema lavoro entrata in vigore proprio in questo periodo con lo scopo di ridurre la precarietà) che oggi si sono rivelate esatte.

“A distanza di quasi un anno dalla data della sua entrata in vigore – ha detto ancora La Porta – si conferma l’ipotesi prospettata dai Consulenti del Lavoro di uno scarso risultato sul fronte della diminuzione della precarietà. Per contro, c’è stato un aumento del numero dei contratti a termine, compensato con una diminuzione della durata dei singoli contratti. Questa paradossale conclusione, che noi avevamo già previsto, è dovuta al fatto che i contratti a tempo determinato di durata superiore ai dodici mesi devono riportare la motivazionedell’apposizione di un termine

 

al rapporto di lavoro, cosa, spesso, non facile da individuare e, purtroppo, soggetta ad interpretazioni soggettive che potrebbero minare la validità ai termini di legge del contratto, qualora emergesse una controversia in tal senso”.

In occasione dell’assemblea sono stati inoltre approfonditi alcuni temi di interesse istituzionale della categoria, fra i quali l’attività del Consiglio di disciplina e della Commissione Unitaria di certificazione, Conciliazione ed Arbitrato, e l’attività convegnistica, attività di importanza fondamentale per il costante aggiornamento professionale dei Consulenti del Lavoro, che nella provincia di Novara conta ad oggi 97 iscritti.