Piu’ di cento lavoratori dello stabilimento di Gattinara, che producono mattoni refrattari e prodotti per le acciaierie hanno manifestato martedì 2 luglio di fronte al municipio del paese con la solidarietà del sindaco di Gattinara Daniele Baglione, del vicesindaco di Romagnano Elena Scolari, del sindaco di Lozzolo Roberto Sella, delsindaco di Roasio Gianmario Traboletti e con l’appoggio delle Province di Novara e Vercelli.

Tra i partecipanti, i rappresentanti dei sindacati Filtem Cgil Vercelli Valsesia e Femca- Cisl Piemonte che, in sala consiliare, hanno esposto la difficile situazione, chiedendo aiuto alle istituzioni per far arrivare la loro voce sul tavolo del ministero.

 

La vicenda

L’azienda di Gattinara, legata strettamente all’Ilva di Taranto è in attesa dell’acquisizione del gruppo ex Ilva da parte della holding franco-indiana ArcelorMittal.

L’accordo di vendita era stato presentato in sede ministeriale ad aprile, e a maggio ci sarebbe stata la presentazione del piano  industriale, con il passaggio di tutti i lavoratori alla nuova società, invece all’inizio del mese AcelorMittal ha chiesto una prorogaal 30 settembre per rivalutare l’affare.

La situazione difficile non riguarda solo Gattinara, bensì anche i siti produttivi di Vado ligure, Massa Carrara e Grogastu in Sardegna, di proprietàdell’ex Ilva. In tutto 400 persone.

«L’assenza di Arcelor Mittal al Tavolo ministeriale non ha consentito di approfondire le motivazioni del rinvio richiesto. Difficile non ricondurle ai problemi insorti con il Governo sulla gestione del sito di Taranto. A essere colpiti saranno innanzitutto i contratti a termine ma per tutti i lavoratori non saranno comunque sufficienti i piani di ferie forzate, volte a fronteggiare il rallentamento produttivo» affermano da Cgil.

Massimo Stefanuto, delegato sindacale CGIL e dipendente, afferma :” Abbiamo dato un bel segnale con lo sciopero al quale hanno aderito in molti.

La situazione di Sanac è basata sulla situazione di Ilva, paghiamo le conseguenze, noi lavoriamo e percepiamo lo stipendio, ma il lavoro è diminuito, abbiamo un’amministrazione straordinaria che ci consente di avere lo stipendio dallo stato, se chiudono Ilva il nostro lavoro diminuirà, rischieremo gli ammortizzatori sociali, non si capisce cosa voglia fare il governo. A settembre vedremo cosa accadrà.

Valerio Calestani, delegato sindacaleCISL afferma:”Siamo Stati convocati ad aprile dicendoci che stava andando bene l’accordo e da li a poco saremmo stati acquistati e presentato un piano industriale da parte della Mittal, dovevamo trovarci a maggio per mandare avanti la trattativa sindacale, questo non è avvenuto, i sindacati hanno fatto lettera di chiarimento, siamo stati convocati il 26 per avere maggiori informazioni, ma la Mittal non si è presentata, era stata chiesta una proroga della proposta di acquisto al 30 settembre, anche la struttura commissariale ha prorogato la fide iussione. L’assenza della Mittal al tavolo del ministero non ha consentito di approfondire le vere motivazioni di quello che i nazionali a livello nazionale hanno ritenuto un dubbio sull’acquisizione che secondo loro,è da portare a livello politico, non si sanno i veri problemi che ci sono stati fra Mittal e il governo, in ogni caso la continuita’ di Sanac è legata all’Ilva, lavoriamo al 60% con loro. Lo sciopero ha riguardato i dipendenti dei 4 stabilimenti, vogliamo dare un segnale a livello di governo.1380 dipendenti di Ilva di Taranto sono in cassa integrazione. Verranno colpiti contratti a termine. Spero si risolva il problema.A fine luglio ci sarà un incontro al Mise, al ministero a Roma con le segreterie nazionali e le RSU (delegati sindacali, comprende delegatio Cisl e Cgil del gruppo Sanac, si spera ci sia quale rappresentante della Mittal chiederemo chiarimenti , ma speriamo che ci diano precise indicazioni per il piano industriale. Al momento non abbiamo la cassa integrazione, abbiamo avuto calo di commesse, calo di lavoro. Sono contento della partecipazione delle istituzioni allo sciopero

La conclusione del sindaco

Il sindaco Daniel Baglione conclude: “ A Gattinara sono coinvolti 102 dipendenti, provengono da tutto il territorio: provincia di Novara e Vercelli, l’azienda produce per il 70% Ilva di Taranto, strettamente legata alla vicenda nazionale Ilva, se va in porto non ci sono problemi, ma il rischio è quello di una grossa crisi aziendale, se la vicenda dovesse precipitare lo farebbe anche Sanac , la preoccupazione dei sindacati è alta, l’incontro che è stato fatto a Gattinara è stato fatto in contemporanea con gli altri, abbiamo concordato di scrivere una lettera la ministro dello sviluppo economico chiedendo massima attenzione alla vicenda”.

 

Devika Vandone