Da tempo si discute del problema aerei che in fase di decollo passano sui paesi al confine con la Lombardia. Uno di questi è Varallo Pombia, i cui cittadini hanno fondato il Comitato Aerei Varallo Pombia, presieduto dall’avvocato Ferruccio Gallanti, specialista di Diritto Aeronautico.

Lo abbiamo contattato a seguito della lettera inviata dal Presedente al sindaco di Varallo Pombia, senza purtroppo aver ancora ricevuto risposta.

Qual è la situazione che ad oggi vi preoccupa?

Gallanti risponde: “Varallo Pombia è su una delle rotte di decollo dell’aeroporto di Malpensa. Il passaggio di aerei è alternato ogni 24 ore, nello specifico per 24 ore gli aerei decollano verso il Piemonte e per altre 24 verso la Lombardia. Pur essendo  Lombardo l’aeroporto, il Piemonte ha una percentuale di transito aereo del 50/55% . Il Comune di Varallo Pombia è su uni di questi sentieri di decollo, nella fattispecie è la rotta n. 280, in termini tecnici si tratta di un SID, acronimo inglese, che in italiano sta per Sentiero di Salita.

Nelle lettere pubblicate sui social fate riferimento a un dispositivo mobile, di cosa si tratta?

L’Arpa Piemonte ha posizionato nei comuni di Castelletto Ticino, Cascinetta, Varallo Pombia e Pombia dei dispositivi che misurano l’inquinamento dell’aria e acustico. Il fatto è che gli aerei transitano almeno a 1.2/1.3 km in linea d’aria, quindi il rilevamento è falsato: si, gli aerei generano un onda di rumore molto ampia ma per capire se il velivolo supera la soglia di legge la stazione di rilevamento deve essere sotto la linea di decollo degli aerei e non nei Comuni. 

La questione è cruciale perchè se gli aerei superassero tale soglia, di conseguenza il Comune avrebbe diritto a un riconoscimento da parte della Commissione Aereoportuale e dell’ENAC.

Questo problema va avanti da anni, e l’Amministrazione Comunale non se ne è mai fatta carico.

Il Comitato è nato di conseguenza a questa “non risposta” da parte dell’Amministrazione? 

Il Comitato nasce dalla volontà dei cittadini di Varallo Pombia, consapevoli innanzitutto dello stato attuale dei rapporti istituzionali tra Lombardia e Piemonte: le spiego: Malpensa è gestito dalla società SEA, dotata di una commissione aereoportuale fino al 2009 costituita dai Comuni Piemontesi di prima fascia, da Castelletto Ticino fino a Oleggio ma nel 2007 ENAC emette una circolare, in ragione della quale viene rideterminata la localizzazione acustica dell’aeroporto, tagliando fuori i Comuni piemontesi.

Il fattore scatenante di attenzione è stato lo scorso anno, in agosto, quando hanno chiuso una pista per rifare il manto, e hanno dirottato tutti gli aerei proprio in Piemonte. Ha idea di cosa vuol dire il passaggio di 150 aerei al giorno? È un massacro.

Il Comitato quindi nasce perché tanta gente è stufa, stufa di subire le decisioni degli altri, senza poter fare nulla. Stufa di vedere che la Commissione Comunale va alle Assemblee, ascolta, e si limita a fare un aggiornamento sul sito del Comune, senza che si capisca niente. Le amministrazioni circostanti hanno altre idee, oppure una sola, comunque non si mettono d’accordo. La provincia fino a poco tempo fa era completamente lontana da questo problema. La regione non ne parliamo, perché per Torino i problemi dei comuni confinanti non esistono. 

Noi chiediamo, intanto, una risposta da parte del Sindaco alla nostra lettera, per quello che riguarda il posizionamento del dispositivo mobile da parte dell’Arpa. Io a questa lettera non ho ricevuto alcuna risposta, il sindaco ha reclamato i 30 giorni, ma io non ho chiesto accesso agli atti. Ho fatto un invito ad adempiere immediatamente: aspetto ancora due giorni e poi vado avanti. Non posso fermarmi”.

Valeria Arciuolo

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