Intervista a Roberto Buzzatti, social media manager di Billionaire Lifestyle

La rivista americana di economia e finanza Forbes, in data 14 febbraio 2019, ha pubblicato un articolo sui motivi della scomparsa dei followers di numerose celebrità, interpellando uno fra i più esperti  social media manager dei vip , l’italiano Roberto Buzzatti che in merito alle cause di questo fenomeno risponde: “Instagram ha dato un giro di vite a tutti quei profili che utilizzano volontariamente fake followers, con l’obiettivo di assicurare che le partnership tra influencer e aziende forniscano esperienze reali e interazioni genuine”.

Ma chi è realmente Roberto Buzzatti? Ve lo spieghiamo qui di seguito in una intervista rilasciata appositamente alla redazione de L’Opinionista a cui seguirà presto uno speciale sui fake followers; lo stesso Buzzatti,  infatti, a breve ci parlerà  nel dettaglio di questo fenomeno che sta facendo discutere  tutto il mondo social.  

Chi è Roberto Buzzatti?

Questo significa che non mi hai cercato su google…
Sono un imprenditore a capo di un’agenzia di comunicazione che opera dall’Italia verso il resto del mondo: Monte-Carlo, Dubai, Londra, Hong Kong, Miami, Los Angeles. Vivo con un “diavolo dentro” che mi chiede di fare sempre di più e mi muovo al ritmo di “spingi sempre, mai contento”. Il che significa essere un buon professionista ma anche un pessimo amico. Ci sono sempre per i clienti, un po’ meno per gli altri. Ma non sono cattivo, sono solo molto impegnato.

Professione?

Social Media Manager, ossia gestisco i profili Instagram e pagine Facebook di Brand internazionali e personaggi pubblici. Tecnicamente non sono quindi un frontman ma il mio modo di interpretare la professione sta cambiando parecchio le cose e per questo sempre più spesso mi trovo in prima linea.

Cosa fa il Social Media Manager?

Non ne ho idea. Credo passi giorno e notte a tamburellare con le dita sui display di tre o quattro smartphones alla volta. Io invece impegno il mio tempo a conoscere e studiare prodotti e servizi dei miei clienti per definire il giusto pubblico target e il modo migliore per stimolarlo affinchè scelga l’offerta dei miei clienti.

Il resto sono principi tecnici che ho in parte trasferito ai miei collaboratori impegnati nella parte pratica del lavoro. Ma niente, non una parola, viene pubblicata se prima non passa il mio vaglio.

Ho la mania del controllo. Lo devo a chi mi ha scelto.

La tua giornata tipo?

Troppe variabili perché ce ne sia una. Gestire molti clienti e i miei collaboratori offre il fianco alla necessità di una programmazione on-the-go. Però alcuni momenti sono ricorrenti e quindi potrei raccontarla così:

Sveglia alle 7 tutti i giorni della settimana. Verifica delle notifiche dei miei clienti, poi le mie e infine l’agenda per conoscere la to-do-list della giornata. Anche se è vero che io programmo e Dio ride. Colazione con un caffè che spesso coincide anche con il primo appuntamento d’affari. E così fino a sera tra verifiche dei post in uscita, telefonate, messaggi e appuntamenti. Alle 21:00 mangio per la prima volta durante la giornata, ancora una volta in compagnia di qualche cliente o collaboratore.

Poi riprendo il lavoro normalmente fino alle 2:00, questa volta isolato dal resto del mondo con musica rock sparata a tutto volume nei timpani. Mi aiuta ad isolarmi e restare concentrato.

Dunque, due elementi fondamentali per diventaresocial media Manager? 

Mi verrebbe da dire che SMM ci nasci, almeno per due motivi: il primo è che devi essere così mentalmente aperto da saper cambiare personalità istantaneamente per comunicare con il giusto tone of voice di ogni cliente. Il secondo è che per farlo bene devi avere una notevole riserva di energia fisica e mentale. Quando ti trovi a dover gestire decine di clienti in differenti parti del mondo(e quindi con fusi orari diversi dal tuo) devi dire addio al riposo pur mantenendoti perfettamente efficiente. Il tutto possibilmente senza impazzire.

Che messaggio si cela dietro il tuo look?

Quale look?! Barba e capelli lunghi significano che impiego il mio tempo per i miei clienti e non dal barbiere. Gli occhiali con lente fumè che indosso giorno e notte mi aiutano a mascherare le occhiaie per apparire sempre presentabile. L’abbigliamento boh… compro più o meno solo capi blu o neri per non dover pensare agli abbinamenti.

Per essere fighi bisogna essere social più socievoli?

La risposta sta nei fatti: oggi il mondo è social e le nuove celebrities nascono dai social. Potendo scegliere vorrei risponderti che essere socievoli aiuta, ma non è così. Non ora almeno.

Pensi che quelli che non sono altamente social siano tagliati fuori?

“The Walking Dead” – hai presente la serie? Una persona lontana dai social media oggi è tecnicamente un morto che cammina almeno quanto uno che ci vive senza soluzione di continuità. Se “troppo social” è qui e “niente social è qui” il punto preciso per sfondare è esattamente qui. Né qui, né qui. Qui! (non ci hai capito niente? Giusto così, mica posso darti la ricetta per il successo…).

La tua vita ruota tra Monte-Carlo, Milano e Treviso. 3 Città di prestigio. Una scelta casuale o strategica?

Nulla è causale in quel che faccio. La mia vita ruota tra un bel po’ di altri posti in realtà, ma più precisamente tra ristoranti, alberghi, treni e aerei. Non importa di quale città. Nessuna scelta strategica nei luoghi ma piuttosto nel fatto di viaggiare. Ritengo che la prossimità con i clienti sia un elemento necessario per instaurare un rapporto e renderlo profittevole per entrambi. Instaurare un contatto umano con i propri clienti ti pone su un piano differente, migliore. Io ci credo moltissimo e non esagero se dico che quando vado, tra gli altri posti, a Monte-Carlo, mi sento come in famiglia. È un legame che si instaura con il tempo, la frequentazione e il rispetto degli impegni presi. È la parte sana della mia vita lavorativa.

Hai figli?

Ogni follower dei profili che gestisco per conto dei miei clienti è per me un figlio, che ringrazio per starmi vicino, che controllo come un padre premuroso, che coccolo e proteggo. Sono uno dei motivi per cui io esisto imprenditorialmente e sono ritenuto talentuoso nel mio lavoro. Figli naturali invece no, non ne ho. 

Che consiglio gli daresti se tuo figlio volesse gestire la propria posizione sui social?

Gli ricorderei semplicemente che una volta pubblicato un contenuto sui social ne perderà il controllo e sarà a disposizione di tutti per qualsiasi utilizzo. La privacy sui social non esiste. Su quest’ultimo punto faccio un inciso: social e privacy sono due concetti in antitesi tra loroe per questo motivo trovo inutili le discussioni che leggo in merito. Se stai sui social hai scelto di condividere. In caso contrario, se ci tieni alla tua privacy, non ti iscrivi e ti leggi un libro. 

Pensi di essere più seguito o più spiato?

Direi in giusta proporzione entrambe le cose: i social sono fatti di persone che ti seguono, apprezzano e interagiscono con il profilo ma anche di voyeur che silenziosamente contano i tuoi passi in attesa di una mossa sbagliata per poi colpirti. I mei stanno ancora aspettando e moriranno facendolo.

Gli imprenditori Italiani hanno capito limportanza dei social?

Ne hanno compreso l’importanza ma non il funzionamento. Ci sono un po’ tutti a partire dai grandi marchi fino ai local business ma li usano male e nel modo sbagliato. Credono tutti che i social media possano sostituirsi alle reti vendita o agli store fisici immaginando uno scenario in cui si possano ridurre drasticamente i costi operativi affidandosi a un piccolo team di SMMs. La realtà dei fatti è che i social media sono prima di tutto uno strumento di marketing e comunicazione capace di sostenere il comparto vendite. Ma mai di sostituirlo del tutto.

Il nome di un imprenditore italiano che lha capito, ma che non si chiami Briatore? 

Come detto l’hanno capito in molti. A me però ha colpito molto Matteo Salvini che, politico e non imprenditore, ha saputo costruirsi una reputazione social eccezionale tutt’altro che improvvisata. Ha scelto un preciso linguaggio comunicativo fatto di poche ma efficaci leve e ha saputo coltivare la relazione con i propri followers ottenendo un livello di interazioni particolarmente elevato. Sono convinto, oltre ogni ragionevole dubbio, che questa sua scelta abbia giocato un ruolo decisivo nei risultati delle ultime politiche.

Dal punto di vista della comunicazione digitale, come immagini il 2030?

Qualcuno dice che ho talento, ma nessuno che ho la sfera di cristallo. Chiunque provi a rispondere a questa domanda tirerà a indovinare. Non c’è un solo elemento oggettivo sul quale si possa basare una risposta degna tranne per il fatto che la comunicazione digitale ci sarà ancora e sarà più performante di oggi. E conto di esserci anch’io.

Pamela Romanello

Rispondi