Monitor dei Distretti del Piemonte | Inizio d’anno ottimo per le esportazioni

nel primo trimestre 2019 i distretti piemontesi sono cresciuti molto sui mercati esteri (+8,4% vs il primo trimestre 2018, primi nel nord ovest), a differenza del manifatturiero piemontese che invece ha mostrato segni di debolezza, con un decremento del 3,8%. I distretti piemontesi hanno fatto meglio anche della media dei distretti industriali italiani, che nello stesso periodo hanno visto aumentare l’export del 2,7%, dando segnali di decelerazione condizionati dalle tensioni internazionali e dal rallentamento della domanda mondiale. In questo contesto invece i livelli delle esportazioni dei distretti piemontesi hanno toccato nuovi record riferiti al primo trimestre dell’anno: le esportazioni e il saldo commerciale hanno raggiunto rispettivamente quota 2,7 e 1,9 miliardi di euro.

Sono queste le principali evidenze del Monitor dei Distretti del Piemonte (in allegato), curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

 

Cristina Balbo, direttore regionale Piemonte Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo, commenta: “Il 2019 si è aperto con un nuovo record sui mercati esteri delle esportazioni dei distretti piemontesi, in controtendenza rispetto al manifatturiero della regione. Rispetto al primo trimestre del 2018, la crescita è dell’8,4%, con un incremento in valore assoluto di 210 milioni di euro. Ben più importante, si tratta di una crescita quasi totalitaria, che interessa ben 11 distretti sui 12 monitorati, e che in 7 distretti registra tassi a doppia cifra. Solo Valenza segna un lieve calo (-1,4%), tuttavia poco significativo ove si consideri l’aumento record osservato nel primo trimestre 2018. La formula vincente dei distretti è da ricercare nella capacità di mantenere saldi legami di fornitura sul territorio: questo consente di raggiungere elevati standard qualitativi e un alto grado di personalizzazione del prodotto finale, caratteristiche del made in Italy apprezzate in tutto il mondo e in particolare nei più ricchi mercati lontani. Anche per questi motivi il nostro Gruppo, presente in oltre 40 Paesi nel mondo, si impegna per sostenere la cultura dell’internazionalizzazione e dell’innovazione e le filiere, che proprio nei distretti trovano la loro origine.”