Novara, Comune in causa per ricorso su assegno maternità

Mario Paganini
L’Assessore alla legalità del Comune di Novara, Mario Paganini

Comune nega assegno INPS a cittadina extracomunitaria. Lei fa ricorso. È accaduto a Novara dove una cittadina extracomunitaria, secondo fonti comunali «priva di permesso di soggiorno di lungo periodo», avrebbe richiesto l’assegno di maternità che normalmente viene erogato ai cittadini italiani o stranieri, purché titolari di permesso di soggiorno a tempo indeterminato, come previsto dall’articolo 74 del d.lgs. n°151 del 26/04/2001, nonché dalla circolare INPS n°35 del 09/03/2010. Tuttavia, il comune di Novara, che nell’esercizio dell’istruttoria per conto dell’INPS aveva valutato inesistenti le condizioni di possibilità per l’erogazione dell’assegno di maternità a carico della signora, si è visto recapitare il 27 maggio scorso il ricorso della donna la quale, oltre a pretendere dall’INPS la somma di € 3.389,90 a titolo di assegno di maternità per ambi i figli ed il pagamento delle spese processuali, citava il comune in giudizio per la sua condotta ritenuta “discriminatoria”. Così, martedì 15 ottobre la giunta comunale, su proposta di Mario Paganini, assessore alla legalità, ha deliberato di affidare la rappresentanza legale del comune di Novara all’avvocatura civica, affinché difendesse il buon operato dell’amministrazione comunale nell’udienza fissata per martedì 29 ottobre alle ore 11:30 avanti il tribunale civile di Novara, sezione lavoro. Non è tutto, sempre secondo fonti comunali la ricorrente ha ritenuto discriminatorio il d.lgs. Sopracitato in quanto «prevederebbe un trattamento diverso tra i titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo e i titolari di permesso unico di lavoro». In effetti la legittimità dell’articolo è stata recentemente rimessa alla corte Costituzionale da parte della Cassazione secondo cui i dubbi circa la costituzionalità dell’articolo 74 d.lgs. 151/2001, non sarebbero infondati ai sensi degli articoli 3 e 31 della Costituzione, per i quali è compito dello stato «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando […] la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana», ricordando inoltre che «lo stato agevola con misure economiche […] la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose» (cit.). Il nocciolo sul problema della legalità andrebbe risolto in definitiva affrontando la naturale evoluzione del concetto di cittadinanza, in un mondo in cui il rapporto fra l’individuo e l’ordine può essere declinato a seconda se si prenda come fonte del diritto la natura, la storia, le leggi dello stato o le consuetudini sociali. Intanto, in attesa della pronuncia della corte Costituzionale, il comune di Novara si costituirà in giudizio difendendo i propri provvedimenti come fondati a norma di legge.

Vito Nardulli

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