“Il settore risicolo nazionale sta vivendo una crisi assai seria, una crisi certificata anche dalla Commissione europea che ha preventivato un prodotto non collocato sul mercato pari a 585mila tonnellate, circa un terzo dell’intera produzione comunitaria. La risicoltura italiana rischia, dunque, di essere fortemente ridimensionata, con gravi ripercussioni non solo economiche e occupazionali ma anche ambientali e sanitarie. Una delle cause di questa crisi è l’aumento anomalo delle importazioni di riso a basso prezzo dai Paesi asiatici, coadiuvato dal nuovo Sistema di preferenze generalizzate. Ricordiamo che in tantissimi prodotti di origine asiatica è stata più volte rilevata la presenza di pesticidi non autorizzati. Il che espone i consumatori a inevitabili rischi che pregiudicano la sicurezza alimentare. Per questo, M5S ha presentato una mozione riguardante la tutela e la valorizzazione del riso italiano: si tratta di azioni che devono essere adottate in tempi rapidi, affinché il comparto risicolo italiano possa essere concretamente tutelato”.

Questo il commento del deputato Mirko Busto.

Busto aggiunge: “Nella mozione chiediamo la pronta applicazione della clausola di salvaguardia nei confronti delle importazioni dai Paesi meno avanzati (i cosiddetti PMA) al fine di rivedere e ricalibrare le agevolazioni a oggi previste per determinati dazi doganali. Da qui deve conseguire l’individuazione di regole condivise e reciproche sia tra gli Stati membri dell’Unione europea, e sia con e i Paesi terzi, in ambito fitosanitario e commerciale, per favorire un mercato trasparente che rispetti i diritti sociali, i diritti dei lavoratori e che tuteli l’ambiente. È poi necessaria la promozione, a livello nazionale ed europeo, di iniziative volte a potenziare l’attività di vigilanza e prevenzione delle pratiche commerciali scorrette, prima tra tutti la pubblicità ingannevole e quella comparativa illecita. Questo al fine di contrastare con sempre maggiore determinazione ed efficacia il fenomeno dell’italian sounding. Occorre anche la promozione di iniziative tese a valorizzare il riso italiano prodotto e lavorato direttamente dagli agricoltori (oppure, in delega a lavoratori terzi).

Questa è solo l’ultima di numerose azioni del 5 Stelle per difendere il nostro riso. Ricordo che la stessa battaglia contro l’invasione del riso asiatico è combattuta da molti mesi anche alla Camera dei deputati e che i colleghi M5S eletti in Consiglio regionale in Piemonte lottano per l’etichetta trasparente e per maggiori controlli in modo che sia chiaro al consumatore quale sia il vero riso locale di qualità. Infine, come M5S sosteniamo da tempo che alcuni trattati internazionali sviliscono e distruggono il nostro Made in Italy, come per esempio l’accordo tra Europa e Canada conosciuto come Ceta”.

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
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