Ho appreso dai social che nei giorni scorsi, nonostante le indicazione di divieto che sono arrivate da parte della Regione Piemonte, nonostante la qualità dell’aria è in peggioramento, c’è ancora chi brucia le stoppie, vuol dire che ancora non sono sufficienti le azioni messe in campo.

In questi giorni per rendere il divieto di abbruciamento un’azione strutturale e definitiva, ho depositato in Comune una proposta di delibera per modificare il regolamento di Polizia Municipale, mettendo il divieto assoluto di bruciare le stoppie, per sempre, su tutto il territorio del Comune di Vercelli, innalzando anche le Sanzioni. Mi auguro, ed invito il Consiglio Comunale ad approvare questa proposta, anche per rendere credibili le misure di limitazione al traffico agli occhi dei cittadini.

Inoltre visto che il problema non riguarda solo il Comune di Vercelli ma tutta la Provincia, sopratutto i Comuni limitrofi al nostro, a breve presenterò anche in Consiglio Provinciale la stessa proposta per vietare definitivamente l’abbruciamento delle stoppie, perché la Provincia ha ancora tutte le competenze in materia ambientale, quindi ha la facoltà di modificare il Regolamento sull’abbruciamento delle stoppie, non scaricare la responsabilità solo sulla Regione e sui Comuni, quindi il regolamento che attualmente è in vigore non deve essere abrogato, ma migliorato mettendo il divieto assoluto.

Vercelli 22-02-19

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La Proposta

Il Consigliere Comunale Adriano Brusco – Gruppo Consiliare “Cambia Vercelli” – propone la seguente proposta deliberativa:

VISTA la direttiva comunitaria 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa;

VISTO il decreto legislativo n. 155 del 13 agosto 2010, recante attuazione della direttiva 2008/50/CE;

VISTO l’articolo 9 del decreto legislativo n. 155/2010, ai sensi del quale, se presso una o più aree all’interno di zone o agglomerati, si registrano superamenti dei valori limite di qualità dell’aria, le Regioni e le Province autonome adottano un piano che preveda le misure necessarie ad agire sulle principali sorgenti di emissione aventi influenza sulle aree di superamento ed a raggiungere i valori limite nei termini prescritti;

VISTA la legge della Regione Piemonte n. 43 del 7/04/2000, che stabilisce le funzioni delle Province e dei Comuni, gli stessi attuano gli interventi operativi per la gestione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico;

CONSIDERATO che, presso diverse zone ed agglomerati del territorio nazionale, si registrano superamenti dei valori limite di qualità dell’aria per il materiale particolato PM10 ed il biossido di azoto, soprattutto nelle Regioni del Bacino Padano, compreso il territorio del Comune di Vercelli;

CONSIDERATO che, con la sentenza del 19 dicembre 2012 (causa C-68-11), la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia per non aver provveduto, ad assicurare che le concentrazioni di materiale particolato PM10 rispettassero i valori limite fissati dalla direttiva europea in numerose zone e agglomerati del territorio italiano;

CONSIDERATO che la Commissione europea ha avviato due procedure di infrazione nei riguardi dell’Italia per la non corretta applicazione della direttiva 2008/50/CE, in riferimento ai superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite del materiale particolato PM10 e del biossido di azoto sul territorio italiano;

CONSIDERATO che la Giunta Regionale del Piemonte con la delibera n. 36-6882 del 18/05/2018 ha identificato i Comuni Piemontesi dove persiste il rischio di superamenti dei valori limiti di qualità dell’aria, il Comune di Vercelli rientra in questi Comuni, la stessa stabilisce che su tali ambiti territoriali dovranno essere attuate politiche ambientali integrate, finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria e che dovranno esplicarsi attraverso le pianificazioni riguardante i settori agricolturaenergia, industria, trasporti;

CONSIDERATO che la Regione Piemonte con D.G.R. n.42-5805 del 20/10/2017 e con D.D. n.463 del 31/10/2017 ha dato attuazione agli impegni previsti nell’Accordo di Programma per l’azione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, prevedendo misure strutturali dei quali anche il divieto di combustione all’aperto del materiale vegetale, nel periodo compreso dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, stabilisce inoltre che i comuni dell’allegato 2 della D.G.R. 42-5805 (Vercelli compreso) recepiscano le azioni.

VISTO il d.lgs n.152/2006( T.U. ambiente), in particolare l’art. 182 (Smaltimento dei rifiuti) comma 6 bis, “Le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all’articolo 185, comma 1, lettera f), effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale di cui al presente comma all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10)”.

VISTO l’art. 94 ad oggetto “Abbruciamento di stoppie” del Regolamento del Corpo di Polizia Municipale, approvato con delibera C.C. n. 20 del 15-03-04;

VISTI gli articoli pubblicati da Arpa Piemonte, dove si evince che l’abbruciamento delle stoppie incide negativamente sulla qualità dell’aria, dove in particolare sul nostro territorio, l’agricoltura rappresenta il 20% di contributo sul particolato PM10. Si evince anche che nel 2012 Arpa Piemonte ha condotto un’attenta osservazione del fenomeno, dice che a fronte di una normale circolazione veicolare e senza alcuna incidenza degli impianti di riscaldamento domestico (perché ancora spenti), ci sono stati una serie di sforamenti di PM10, in alcune circostanze, ci sono stati picchi di concentrazione PM10 pari, a quasi 4 volte il livello di protezione della salute, fissato in 50 microgrammi/m3, per la precisione furono toccati i 179 microgrammi/m3. Durante il periodo dell’abbruciamento si continua, ancora a superare il valore limite giornaliero( 50 microgrammi/m3)

Articoli Arpa:

  1. Inquinamento da particolato PM10: il trasporto su strada del 07 ottobre 2019
  2. Abbruciamento stoppie, i dati del PM10 del 28 ottobre 2013
  3. L’abbruciamento delle stoppie del 8 ottobre 2013
  4. Stoppie e polveri sottili del 17 ottobre 2012

CONSIDERATO che la combustione dei residui vegetali agricoli, genera un’elevata quantità di polveri sottili, che influiscono pesantemente sui superamenti delle medie giornaliere di PM10, inoltre limita anche l’apporto di sostanza organica ai terreni, quindi questa tecnica è anche sconveniente dal punto di vista agricolo. Comunque la tecnologia impiegata oggi in agricoltura ci permette di abbandonare definitivamente questa tecnica, perché ormai è superata, è vecchia, quindi vietare l’abbruciamento non avrà nessun impatto sull’economia del comparto agricolo, anzi se le paglie vengono trinciate e lasciate nel terreno, si avrà anche un apporto di sostanza organica naturale, potrebbe portare anche un risparmio economico, di conseguenza ci sarà un miglioramento della qualità dell’aria.

CONSIDERATO che il particolato atmosferico riveste sicuramente un ruolo di primo piano relati- vamente ai suoi effetti negativi nei riguardi della salute umana, studi epidemiologici hanno eviden- ziato una relazione lineare fra l ́esposizione a particolato atmosferico ed effetti sulla salute, vale a dire, che quanto più è alta la concentrazione di particelle nell’aria, tanto maggiore è l ́effetto sulla salute della popolazione, i soggetti maggiormente a rischio sono i bambini e persone anziane, gli ef- fetti sono sia di tipo acuto, ossia si manifestano nella popolazione nei giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici), sia di tipo cro- nico, ossia si presentano per effetto di un ́esposizione di lungo periodo (sintomi respiratori cronici quale tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, ecc). Le capacità che ha il particolato atmosferico di veicolare molti inquinanti atmosferici come metalli ed IPA au- menta la probabilità di indurre anche effetti mutageni nell’uomo. Sulla base di numerosi studi con-

dotti sugli animali e prove evidenti del meccanismo di azione, nel 2013, la IARC ( Internazional Angency for Reserarch on Cancer) ha provveduto a classificare il particolato atmosferico come can- cerogeno certo per l’uomo.
Inoltre c’è anche un effetto negativo sulla spesa sanitaria, su quelle delle famiglie, perché aumenta l’uso di farmaci, durante il periodo di massimo inquinamento.

Attesa la competenza a deliberare del Consiglio Comunale ex art. 42, 2° comma, lettera a) del D.Lgs 267/2000 e ss.mm.ii.;

Formula al Consiglio Comunale la presente proposta di deliberazione

1. di dare atto che le premesse, che qui si riportano e si approvano, sono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

2. di approvare, per le motivazioni in narrativa esposte, la modifica dell’art. 94 del Regolamento del Corpo di Polizia Municipale ad oggetto “Abbruciamento di stoppie”, il cui nuovo testo di seguito si riporta:

“Art. 94 (Combustione dei residui vegetali)

1.L’abbruciamento di stoppie, ramaglie e di ogni altro residuo di natura vegetale è vietato su tutto il territorio comunale.
2.Chiunque effettua le operazioni di cui al presente articolo è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 300,00 a Euro 500,00.

3.Chiunque effettua le operazioni di cui al presente articolo senza osservare le disposizioni dei regolamenti locali è punito ai sensi delle vigenti leggi di pubblica sicurezza.”

3. di inviare copia della presente delibera di consiglio alla Regione Piemonte, alla Provincia di Vercelli, agli Enti preposti al controllo;

4. di incaricare il Direttore del Settore Politiche Sociali e Sicurezza Territoriale per la predisposizione di tutti gli atti connessi e correlati alla presente deliberazione;

5. di dare atto che la sopra descritta modifica al Regolamento del Corpo di Polizia Municipale entra in vigore nei termini indicati dall’art. 93, comma 4, dello Statuto Comunale;

6. di acquisire per la seduta consiliare il parere della V° Commissione Consiliare Permanente ai sensi dell’art. 69 del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento del Consiglio Comunale;

7. di dare atto che i responsabili del procedimento, ciascuno per la propria rispettiva competenza, sono il Direttore del Settore Politiche Sociali e Sicurezza territoriale ed il Direttore del Settore Sviluppo Urbano ed Economico, Politiche Ambientali ed Energetiche.


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