Se n’è andata con serenità, così come aveva vissuto, affrontando la vita con la filosofia del bicchiere mezzo pieno. Quel cuore acciaccato non poteva essere operato, neppure i luminari della cardiochirurgia si sarebbero mai azzardati a tentare, e Mariuccia aveva cercato di vivere con serenità i suoi giorni, per non aggravare ulteriormente la pena dei suoi famigliari.

Nella vita era sempre stata disponibile ad aiutare chiunque fosse in difficoltà, aveva una parola buona in ogni occasione, accompagnava il marito Marco: era la sua forza. Mi è pressoché impossibile pensare all’uno senza l’altra: “Ma-ma”, li avevo riuniti in quel suono affettuoso e onomatopeico.

Mariuccia era una di quelle persone silenziose e discrete, che sanno dare serenità a chi le avvicina e continuerà a farlo, anche con Marco, che nelle poesie cercherà conforto a questa perdita che, pur annunciata, non per questo è stata meno dolorosa, con Giovanna, che troverà un sostegno nel marito Gianpiero e nelle due figlie, Lucia e Michela, che portano nel Dna i segni di bontà ed altruismo della Nonna.

 Per me Mariuccia resterà uno spirito buono, che ritroverò sempre varcando la soglia dell’antica pieve di Naula, che era solita frequentare per partecipare alla Messa del sabato.

Piera Mazzone