Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Direttore,

la canicola di questi giorni pone alcuni interrogativi a tutti noi. L’afa pesante dura a Novara circa otto settimane, da metà giugno a metà agosto e crea forte disagio a tutti, in particolare agli anziani e ai bambini. Per vincere l’afa novarese non bastano certamente le una o due settimane di ferie fuori città (per chi le fa) oppure la passeggiata ogni tanto sull’Allea o il condizionatore  in ufficio e in soggiorno (per chi ce l’ha). Ci vorrebbero in città più alberi a foglie larghe, più aree boscate, come potrebbe essere il cosiddetto Parco dell’ Agogna. 

Dico cosiddetto, perché oggi quest’area è in stato di semi-abbandono, è pressoché infrequentabile. E’ un peccato che sia ridotta in questo stato. Conosco molte persone di una certa età, che ricordano di avere frequentato in gioventù questo parco cittadino, e addirittura di avere fatto il bagno nell’Agogna.
L’ Istituto Centrale di Statistica ci dice che Novara ha poche aree boscate, circa la metà di quelle delle altre città italiane e in particolare piemontesi.
 
E’ troppo chiedere che il Comune inizi a rinverdire Novara, sistemando il Parco dell’Agogna? Il che significherebbe togliere l’immondizia, fare manutenzione agli attuali alberi, piantumare nuovi alberi e assisterli per i primi tre anni, mettere recinto e cartelli e possibilmente ripulire le acque dell’ Agogna. Fare del Parco dell’Agogna il polmone verde di Novara donerebbe refrigerio e benessere a tutta la città.
 
Grazie per la pubblicazione.  Cordiali saluti.
 
p. CARP Novara
Fabio Tomei