Non mi aspettavo questa decisione della società anche perché sarebbe stato meglio che me l’avessero comunicato prima, a campionato concluso,visto che io mi ero già mosso per definire gli accordi per la prossima stagione. Con la squadra di Promozione, per tutta una serie di motivi al completo soltanto da gennaio, abbiamo finito l’annata in crescendo con due vittorie ed erano già pronti nuovi innesti per essere ancora più competitivi nella prossima stagione, avevo già sistemato tutto ma quello che è successo dopo mi ha tagliato le gambe. Con i ragazzi universitari abbiamo raggiunto il secondo turno CNU (Campionati Nazionali Universitari) e addirittura battuto nella gara di ritorno una grande realtà come CUS Pisa: per il CUSPO ultimo in Italia nel medagliere CUSI si tratta di un risultato straordinario, difficilmente ripetibile.
Ho creato da solo e da zero la sezione di pallacanestro del CUS Piemonte Orientale, mettendo in gioco la mia stessa faccia per cinque anni: il percorso di crescita continuo, gli innumerevoli tornei organizzati (non solo con la sezione di pallacanestro) e i risultati ottenuti (a budget praticamente zero) sono sotto gli occhi di tutti (il resto sono chiacchiere da bar), essere delusi per il trattamento riservatomi credo che sia il minimo.
La società, in particolare il presidente Alice Cometti e il segretario generale Alessio Giacomini, aveva bisogno di svolgere degli eventi programmati a inizio anno e non ha avuto neanche il coraggio di comunicarmi la decisione di persona, ne sono venuto a conoscenza soltanto per vie traverse.
La società è giovane in termini di esperienza, come anagrafica e come mentalità meno, e composta in gran parte da persone che non sono né laureate né competenti in materia sportiva e gli errori li ho sempre messi in conto e compresi. Quest’anno tuttavia è stata palese, fin da inizio stagione, la volontà di interferire negativamente sul gruppo e sulla sezione, al punto che gli ultimi risultati positivi della Promozione (coincisi guarda a caso con l’allontanamento dei ragazzi troppo vicini al presidente) e nei CNU sono stati recepiti quasi con fastidio (medesima cosa successa l’anno prima in concomitanza della vittoria contro CUS Torino). Con tanto lavoroero riuscito a costruire un progetto fatto di tanti ragazzi giovani ed universitari che sarebbe potuto andare avanti per anni, ma che purtroppo per una decisione illogica si è disfatto.
Si può parlare di tutto alla fine di una stagione, delle cose che sono andate bene e di quelle meno, e porre rimedio laddove serve. Le soluzioni drastiche non pagano mai, fanno solo pensare che da parte di chi le prende certe decisioni forse c’è qualcosa di più che non si vuole dire.
Spero solo, anche se dubito fortemente, che la sezione continui con al centro del progetto gli studenti dell’Università del Piemonte Orientale, perché sono loro la base di tutto. Sarebbe un peccato se i soldi delle loro tasse finissero per finanziare le attività di non universitari e/o soprattutto per fare favori ad altre società della città.
Ho già avuto tante richieste, ma non so al momento quale sarà la mia prossima destinazione, la mia priorità sarebbe stata comunque il CUS Piemonte Orientale, che per me è e rimane nonostante tutto un pezzo di cuore, e questo la società lo sapeva. Mi prenderò del tempo per decidere, mi piacerebbe comunque continuare con un progetto multietnico che punta sui giovani talenti.

Luca Lavarino, ormai ex Dirigente del Cus Piemonte Orientale