Tiramani: liste d’attesa inaccettabili all’ospedale di Borgosesia

Tiramani Ospedale Borgosesia

I cittadini chiedono al Sindaco di Borgosesia di fare qualcosa a fronte di liste d’attesa inammissibili al Santi Pietro e Paolo ed il primo cittadino non si fa pregare. Dati alla mano, punta il dito contro l’Azienda Vercellese e chiede che si cambi marcia, perché i cittadini hanno diritto ad una sanità che dia risposte puntuali: «E’ ormai assodato che la prevenzione è fondamentale per la salute pubblica, eppure nel nostro ospedale i cittadini devono far fronte a tempi d’attesa inaccettabili per esami diagnostici, oppure devono affrontare trasferte talora molto disagevoli. Al momento si rileva una media di 148 giorni (5 mesi) per una mammografia, sia bilaterale che monolaterale, a fronte di una media regionale di 60 giorni: è gravissimo, non si può andare avanti così, anche i valsesiani pagano le tasse ed hanno diritto ad avere un servizio adeguato, soprattutto in un settore così delicato».

Ma il problema dei tempi lunghi per la mammografia è solo la punta dell’iceberg, i cittadini infatti lamentano attese eccessive anche in altri settori, dalle ecografie alla tiroide fino alle prove da sforzo, passando per oculistica. 

Una situazione che appare ormai ai livelli di guardia, tanto che il Sindaco Tiramani, esasperato, arriva a rimpiangere i vecchi tempi: «Ho nostalgia di quando a guidare l’Asl era Brignolio, se non fosse ormai in pensione chiederei al nuovo Presidente della Regione di rimandarci lui – ironizza il deputato – ai suoi tempi l’Ospedale di Borgosesia era tenuto nella giusta considerazione, mentre oggi non è più così. Mi chiedo per quale motivo per lo stesso servizio a Santhià si attendono 19 giorni, a Gattinara 28, alla Santa Rita di Vercelli 43 e a Borgosesia 148, considerando che la struttura complessa è la stessa.  Mi pare evidente che ci siano gravissime carenze organizzative, dunque se all’Asl non sono capaci di cambiare marcia – conclude Tiramani – che si cambi, e presto, chi guida! Chiederò alla nuova Giunta Regionale di intervenire quanto prima, per restituire al nostro nosocomio la dignità che merita, ed ai nostri cittadini la garanzia di un servizio sanitario che risponda effettivamente alle loro esigenze ed ai loro diritti».