Saporito: comprendere la gelosia per aiutare a superarla

Saporito Daniele

Una storia nera che mette in luce alcune caratteristiche della gelosia: i fratelli saporito. Accorgersi per affrontarla.

E’ la gelosia verso il prossimo che spinge a volte l’uomo verso azioni scellerate. Un senso di agonia che fa credere a verità che non esistono. Così è capitato a RosarioSaporito: certo che il fratello nutrisse una simpatia per la sua compagna, si è raccontato così tante volte quella storia che alla fine ci ha creduto per davvero. In un mondo creato da lui il fratello lo aveva tradito e con una pistola ha deciso così di punirlo.

E’ il 2 Novembre 2019. Trecate. È un sabato qualsiasi e Daniele Saporito rientra a casa dopo aver trascorso qualche mese in Sardegna come pizzaiolo ad Alghero.

Sbarcato alle 9 a Genova, si reca dalla sua ex moglie per salutare i figli. Si avvia poi verso la sua casa natia in cui si era trasferito da pochi mesi prima della partenza

Ad accogliere Daniele ci sono la mamma Sara, il fratello Rosario e la sorella Veronica.

Tutto è tranquillo in casa Saporito. Daniele si trova in camera, con uno dei figli, al piano superiore della villetta di Via Plinio 20 a Trecate.

Improvvisamente Rosario irrompe nella stanza e accende una discussione, che diviene via via sempre più animata. Daniele chiede al figlio di uscire subito dalla camera.

Rosario accusa il fratello di alto tradimento: secondo lui, infatti, Daniele nutre un forte desiderio nei confronti della donna con cui Rosario aveva intrattenuto una relazione.

Nella sua mente pervasa dalla gelosia la questione sarebbe andata oltre una banale simpatia reciproca.

A Daniele sembra solo una delle tante liti avvenute al telefono nei mesi precedenti.

Dopo pochi istanti, però, un colpo di arma da fuoco spegne quelle violente parole.

Rosario Saporito, con una pistola calibro 9X21, decide di mettere fine alla sua sofferenza. 5 colpi a distanza ravvicinata, a poco meno di un metro: 2 alla testa, uno al petto, uno alla gamba e uno al braccio. Per Daniele non c’è speranza di sopravvivenza. Viene trovato dalla madre Sara e da suo figlio maggiore in una pozza di sangue. Sono le 12.30.

Il 118, contattato dai familiari, non può che attestare la morte di Daniele, trentaseienne.

Rosario fugge, scappa da quell’orrore che lui stesso ha creato. Si trova a bordo di una hyundai, armato della pistola con cui ha ucciso il fratello. 

Le forze dell’ordine aprono una vera e propria caccia all’uomo: unità cinofile, elicotteri e numerose volanti si dispiegano per coprire tutto il territorio tra Piemonte e Lombardia.

Le ricerche sfrenate si concludono alle 17.00. Rosario Saporito si costituisce.

Forse spinto da un senso di colpa, forse consigliato da un avvocato, si consegna ai carabinieri di via Lamarmora a Novara.

“Volevo suicidarmi, ma non ne ho avuto il coraggio”, racconta agli inquirenti. 

Nello zainetto, suo unico compagno di viaggio, ha la una 921 Parabellum modificata e senza alcuna matricola. La pistola viene subito inviata al Ris di Parma per un’indagine più approfondita.

E proprio sull’arma si apre la prima domanda degli investigatori: l’omicidio era premeditato dal momento che Rosario possedeva una pistola senza un porto d’armi e acquistata solo da pochi giorni? Stava quindi attendendo il rientro di Daniele o è stato solo un impeto d’ira?

Se non fosse stato premeditato a cosa serviva quella pistola? Domande senza risposta e ipotesi che sono tuttavia necessarie per comprendere.

L’udienza preliminare, avvenuta il martedì seguente, convalida l’arresto di Rosario che di fronte al giudice, assistito dal suo avvocato Giovanni Fadda, si avvale della facoltà di non rispondere. Nella notte tra Sabato e Domenica confesserà il suo omicidio di fronte al pubblico ministero Silvia Baglivo.

Resta un’ipotesi, seppur molto valida, il movente: la gelosia di Rosario nei confronti del fratello.

“Daniele ci scherzava – raccontano alcuni vicini di casa – il fratello era infastidito, ma lui non sembrava preoccupato perché, diceva, non avrebbe mai potuto fare una cosa del genere”.

Daniele non avrebbe mai potuto tradire il fratello con la sua ex compagna, eppure in un mondo parallelo lo ha fatto. In un mondo parallelo creato da Rosario: una realtà fittizia plasmata dalla gelosia.

La gelosia è infatti un sentimento strano e arduo da comprendere, seppur molto comune, e viene annoverata tra le malattie mentali.

Vediamone in breve il funzionamento e cerchiamo di spiegare perché Rosario sia giunto a compiere un atto così disperato.

La gelosia è un atteggiamento mentale che si manifesta come una perpetua ossessione che ciò che si crede che possa essere accaduto, sia effettivamente accaduto.

Tutto questo accade però non nella realtà, ma solo nella mente della persona che nutre gelosia. In poche parole non accade.

La convinzione mentale è così forte che non permette vie di fuga: per Rosario era così e basta, suo fratello lo aveva tradito. Due strade si aprono a colui che nutre gelosia: eliminare il problema, in questo caso Daniele, o convincersi del contrario.

La prima è ovviamente la più semplice: basta un colpo di pistola. La seconda è invece difficilmente percorribile, poiché affrontare la gelosia richiede un lavoro curativo arduo e lungo.

Eppure la via più breve, come sappiamo, e come ci raccontano queste storie, è sempre quella sbagliata, poiché apre a innumerevoli problemi.

Ci sono dei segnali per cogliere un atteggiamento di gelosia: l’ossessione, le domande e il continuo controllo della situazione.

La gelosia trasforma l’amore in possesso, la sua natura più ombrosa: il possesso vincola e non lega, il possesso opprime e si tramuta in rabbia.

Una rabbia che Rosario doveva sfogare, ma purtroppo lo ha fatto con la via più semplice e breve: l’eliminazione di Daniele.

“Porteremo le sue ceneri ad Alghero per spargerle nel mare” dice distrutta la sorella Veronica “Lui amava il mare e lì deve tornare. Se vorrete ricordare Daniele guardate il mare e lì troverete il suo sorriso, i suoi occhi, la sua voglia di vivere”.

E noi tutti guarderemo il mare e pregheremo che un giorno questa triste storia possa servirci da esempio per frenare i nostri più profondi istinti.

Franco Luna