Malavasi: un esempio di amore e coraggio

Paola Malavasi, un esempio di libertà. “Insegnaci a dare un senso a questa vita”, così la salutano le amiche

Paola Malavasi non deve lasciarci un vuoto, ma un insegnamento: tutte le storie delle persone, in particolar modo quelle nere, hanno questa importante funzione.

“Paola era una persona di grande gentilezza e cortesia” la ricordano conoscenti e vicini di casa.

Paola perde la vita il 14 Giugno 2020 a Fara Novarese.

Sergio Guerzoni, 63 anni e un passato fatto di motori e ristorazione, invita Paola nella sua villetta di via XX Settembre, per aprirsi all’opportunità di un chiarimento. I due, infatti, avevano intrattenuto una relazione amorosa e lavorativa, gestendo una rosticceria a Novara. Il lockdown e il distacco li avevano allontanati, conducendoli ad una vera e propria rottura.

Sergio vuole provare a chiarire alcune incomprensioni, e Paola gli dà una seconda chance.

Paola Malavasi mette in moto la sua ford fiesta bianca e parte. 

La serata è un climax ascendente: dalle parole, alla discussione animata, sino a giungere ad una lite furiosa. I vicini affermano di aver udito l’accensione del litigio, ma di non aver realizzato cosa stesse realmente accadendo.

Trascorrono 15 minuti e Sergio si presenta al comando dei carabinieri: “L’ho combinata grossa” confessa “Ho ucciso una donna”. 

Paola Malavasi perde la vita dopo essere stata soffocata dall’uomo che le aveva chiesto un incontro per potersi spiegare e a cui lei, con gentilezza e coraggio, aveva dato quella seconda possibilità.

Sergio Guerzoni viene trasferito nel carcere di Novara. E’ esclusa la possibilità che sia stato un delitto premeditato, ma sono in corso le indagini sulla personalità dell’uomo.

E’ per noi difficile comprendere la dinamica e le motivazioni che hanno spinto l’uomo a questo folle gesto. Siamo certi tuttavia che una sorta di rabbia repressa lo abbia istigato all’azione.

E’ un tema di cui si parla molto quello inerente alla rabbia, su come venga gestita e assorbita dai singoli.

Tutti proviamo rabbia, è un’emozione umana molto comune, ma ciò che fa la differenza è come essa venga elaborata e gestita: può infatti, in un primo momento, essere repressa o sfogata immediatamente. Tuttavia il primo caso, in cui la rabbia viene repressa, implica sempre l’altro, secondo modalità amplificate.

Proviamo a pensare alla rabbia come a dei pezzi di legno disposti uno sopra l’altro, e che ognuno di essi rappresenti la rabbia che non viene sfogata. Quando i pezzi di legno raggiungono una certa altezza vacillano sino alla caduta, che sarà più rovinosa in relazione al numero di pezzi di legno.

Maggiore è la rabbia accumulata e maggiore sarà l’impatto. La caduta dei pezzi di legno, quindi la reazione dell’uomo, può avvenire in qualsiasi momento. La reazione risulterà pertanto eccessiva agli occhi dell’altro, che non comprenderà il motivo di quella risposta troppo aggressiva. Laddove la rabbia del momento costituirebbe un singolo pezzo di legno, la reazione è rappresentata dalla somma di tutti i pezzi accumulati in precedenza, ma di cui l’altro non è a conoscenza.

Per utilizzare un termine fisico, la repressione provoca un’implosione più dannosa di una normale esplosione. 

Con la rabbia dobbiamo sempre farci i conti. E’ tuttavia un’emozione che ha una connotazione molto positiva: dobbiamo arrabbiarci, ma dobbiamo gestirla, renderla proficua.

Una rabbia diversa è infatti quella provata al funerale di Paola Malavasi, simile ad un senso di ingiustizia.

I fiori contornano la chiesa del S. Cuore di Novara, e le parole del parroco e del figlio di Paola completano il momento alimentandolo di intensità: “Una madre forte che ha voluto spezzare le catene che la legavano al passato e correre verso la libertà. Lo ha fatto con forza e coraggio, lottando contro la violenza, quella violenza che l’ha strappata ai suoi cari.”

Gabriele, il figlio, conclude così: “Grazie mamma mi hai insegnato cosa significa l’amore, l’amore è magia”.

La storia di Paola Malavasi, come tante altre, devono lasciarci qualcosa nell’animo.

Raccontare questo per noi è come cercare di poter cambiare le cose, sempre in meglio.

 

Franco Luna

In foto Paola Malavasi