Alla scoperta del lago di Nemi

Il lago di Nemi (foto di Livioandronico2013 tratta da commons.wikimedia.org).

Affrontiamo il periplo di questo bacino tra resti di antichi manufatti e una natura rigogliosa

Il lago di Nemi è un piccolo lago vulcanico sui Colli Albani, nel territorio dei Castelli Romani. Era un luogo di divertimenti e villeggiatura per gli antichi romani. Nelle vicinanze c’erano anche un bosco e un tempio dedicati alla dea Diana. La cittadina di Nemi, infatti, prende il nome da Nemus Dianae, bosco sacro dedicato alla dea. Lungo il nostro percorso troveremo i resti del tempio dedicato a Diana e attraverseremo il bosco. Una particolarità di questo lago è di essere l’unico l’unico lago italiano in cui vive il pesce re, una specie sudamericana introdotta per favorire la pesca.

Il lago di Nemi nasce dal “collasso” di due crateri

Il lago di Nemi è un lago interno e non ha immissari ma è alimentato da acque pluviali e da piccole sorgenti superficiali o sub lacuali. Ha una profondità massima di circa 30 metri e ha origine dallo sprofondamento (e conseguente unione) di due crateri vulcanici contigui. Da questo fenomeno ha origine la forma a “otto” che lo caratterizza. Il Santuario di Diana Nemorense era un enorme complesso religioso frequentato fino alla tarda età imperiale. Fu abbandonato con l’avvento del cristianesimo, depredato di marmi e decorazioni e la vegetazione pian piano lo ricoprì quasi completamente. La maggior parte del santuario è ancora da riportare alla luce ma oggi se ne possono vedere alcuni resti che già rendono l’idea della sua antica grandezza. Il tempio era esteso su un’area di 45mila metri quadrati. All’interno correvano due portici, uno con colonne intonacate in rosso, l’altro con colonne di peperino grigio scuro; c’erano statue, ambienti per i sacerdoti, alloggi per i pellegrini, celle donarie, un tempio, bagni idroterapici e persino un teatro.

Sul lago di Nemi, germani, folaghe e cormorani

Dal punto di vista naturalistico, lungo il lago potremo vedere poderosi castagni ma anche lecci (nelle zone più ripide e rocciose), oltre alla tipica vegetazione palustre lungo le sponde del lago. Se si fa silenzio, lungo il cammino si potranno sentire i canti e vedere i numerosi uccelli che nidificano nei canneti e nei boschetti ai margini del lago: germani reali, gallinelle d’acqua, folaghe, svasso maggiore, cormorani e tante altre specie. Numerose sono anche le opere dell’ingegno umano che circondano il lago e che possono essere visitate durante la gita.

Le opere dell’uomo vicine al Lago di Nemi

La più notevole di queste è l’Emissario del Lago, un’opera d’ingegneria idraulica, un tunnel scavato nella roccia, in tempi preromani, che dopo un percorso sotterraneo di circa 1800 metri (interamente percorribili), sfocia in Valle Ariccia. Non troppo distante c’è anche il Museo delle Navi, una struttura appositamente costruita nel 1935 per celebrare il ritrovamento delle navi di Caligola (ne aveva fatte costruire due a mo’ di palazzo galleggiante sull’acqua), che però scomparvero in un incendio nel maggio del 1944 durante la seconda guerra mondiale.

Il percorso pensato per compiere il periplo del lago di Nemi è lungo 12 chilometri ed è, in pratica, tutto in pianura. Basta dunque l’abitudine a camminare per affrontarlo in tutta serenità, prendendosi il dovuto tempo per visitare le bellezze archeologiche e naturalistiche del luogo.

Flavio Semprini