Alzheimer e Assistenza: consigli pratici per chi assiste il malato

L’Alzheimer non è solo una patologia che dev’essere affrontata da un punto di vista prettamente sanitario, perché comporta anche un peggioramento della vita di relazione dovuto alla perdita di controllo delle proprie reazioni comportamentali.

Una patologia complessa che richiede di essere combattuta su diversi fronti.

Ed è per questo che ANAP Piemonte (Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato), ha aderito alla celebrazione della XI giornata nazionale per la predizione dell’Alzheimer.

Per questa occasione, nella sede di Confartigianato Imprese Piemonte, è possibile visionare l’opuscolo dedicato alla patologia, nato dalla collaborazione tra ANAP e Dipartimento di Scienze dell’invecchiamento de “La Sapienza” che guarda al mondo dell’Alzheimer con occhio scientifico e pragmatico.

Una guida a chi assiste la persona colpita dalla malattia con consigli pratici che riguardano la sfera comportamentale e fisica.

L’analisi degli ultimi dati disponibili evidenzia che nel 2015 in Italia vi sono 654 mila malati di Alzheimer o demenze senili, di cui 461 mila sono donne (70,5%) e 193 mila sono uomini (29,5%), e che rappresentano l’l,3% della popolazione con 15 anni ed oltre.

Rispetto alla precedente rilevazione riferita al 2013 si contano 94 mila ammalati in più di Alzheimer o demenze senili, pari ad una crescita cumulata nel biennio del 16,8%.

La natura di queste malattie le porta a concentrarsi tra le persone con 65 anni ed oltre che contano, infatti, 616 mila casi e rappresentano il 94,2% del totale di questi malati e nel dettaglio sono 548 mila i malati tra le persone con 75 anni ed oltre, pari al 83,8% dei malati.

L’incidenza di Alzheimer e demenze senili per le donne è doppia rispetto a quella rilevata per gli uomini: nel dettaglio per le donne di 75 anni ed oltre è del 10,2% rispetto al 5,3% degli uomini.

In Italia i servizi di cura ai malati di Alzheimer e in generale alle persone non autosufficienti sono a carico della famiglia e in molti casi richiedono la presenza di badanti, che prestano un’attività lavorativa continuativa di assistenza. Vorrei precisare che la gestione del malato di Alzheimer è difficile da affrontare per i familiari che devono fronteggiare un duplice nemico che mina contemporaneamente la salute fisica e comportamentale del parente.

Molto spesso, poi, i familiari sono letteralmente abbandonati a se stessi, dovendo sopperire, nella loro battaglia quotidiana, alla carenza di sostegno da parte dello Stato e di un welfare inadeguato ai nuovi bisogni di assistenza.

Il modello italiano di domiciliarità sta mostrando sempre più forti limiti di inadeguatezza, con tagli ai servizi socio assistenziali e scarse risorse.

Le famiglie sono sempre di più con l’acqua alla gola, danno fondo a tutti i risparmi e spesso sono costrette a indebitarsi, a vendere casa anche in nuda proprietà per pagare l’assistenza a un loro caro non autosufficiente. Insomma, l’Italia non è un Paese per vecchi

sottolinea Giuseppe Ambrosoli, Presidente Anap Piemonte.

Nel 2016 le badanti sono 291.549 e sono per il 93,3% donne e per il restante 6,7% uomini. Sei badanti su dieci provengono dall’Europa dell’Est (60,8%) e sono italiane quasi un quinto (18,5%).

Si contano 2,2 badanti ogni 100 anziani con 65 anni ed oltre, quota che raddoppia arrivando a 4,2 ogni 100 anziani con 75 anni ed oltre. Si raggiunge una incidenza ancor maggiore e pari a 5,5 badanti prendendo a riferimento la popolazione con 75 anni ed oltre non in buona salute.

L’analisi territoriale evidenzia che il rapporto percentuale tra badanti e popolazione con 75 anni ed oltre non in buon stato di salute è maggiore in Sardegna con il 15,5%, mentre il Piemonte con il 5,9% si posiziona all’undicesimo posto della classifica regionale.

A livello provinciale in 44 territori si registra una incidenza di badanti su persone con 75 anni ed oltre non in buona salute superiore alla media nazionale del 5,5%. Per quanto riguarda le province del Piemonte, l’incidenza più elevate (superiore alla media nazionale 5,5%) di badanti su persone con 75 anni ed oltre non in buona salute si registra a Torino (6,4%) e a Cuneo (6,3%) seguono: Asti (5,4%); Novara (5,3%); Biella e VCO (5,1%); Alessandria (4,5%) ed infine Vercelli (4,1%).

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