«Ci chiamiamo endine e illuminiamo di giallo i Comuni»

Le donne vercellesi affette da endometriosi promuovono la campagna “Facciamo luce sull’endometriosi”

Un sorriso smagliante, energia contagiosa e capelli rosa: lei è Vania Mento, la vercellese promotrice dell’iniziativa “Facciamo luce sull’endometriosi”.

Sul suo profilo Facebook, visibile a tutti, lei si definisce un’attivista: da un paio di anni lotta e si impegna per far sì che l’endometriosi non sia più una malattia sconosciuta ed invisibile. E, per essere visti, niente è meglio che accendere i riflettori su questa patologia. Di giallo, ovviamente,  il colore dell’endometriosi.

La incontriamo per un caffè e quattro chiacchiere tra “endine”, come ci chiamiamo tra noi affette da endometriosi.

Vania, come ti è venuta l’idea di far illuminare i monumenti italiani di giallo?

“È nata così,  per caso. Stavo riflettendo sul fatto che spesso i monumenti e i palazzi di città vengono illuminati per sensibilizzare i cittadini riguardo a diverse tematiche, perciò mi sono detta “Perché non lo facciamo anche noi?” così ho scritto su Messenger al mio sindaco, Andrea Corsaro, chiedendogli se avesse voluto appoggiare questa iniziativa. Mi ha risposto immediatamente,  con entusiasmo, dicendomi che avrebbe fatto illuminare qualcosa di giallo. Era il 13 gennaio.”

Come hai fatto a rendere la cosa così virale?

“In realtà non ho fatto niente di particolare. Ho scritto di questa idea sul gruppo Facebook dedicato alla marcia e da quel post ogni ragazza ha autonomamente iniziato a contattare il proprio sindaco. Per avere uniformità nelle richieste, noi del Team Italy abbiamo preparato un esempio di mail da inviare ai Comuni.”

Tu sei un vulcano di idee e, ovviamente, non sei rimasta con le mani in mano… cosa hai pensato?

“Visto che la Call to action sull’illuminazione aveva riscosso tanto consenso, mi sono detta “Perché fermarsi qui?”. Così con l’aiuto della mia amica Erika, che ha un negozio in centro a Vercelli,  abbiamo lanciato l’idea di colorare le vetrine di giallo. Basta un fiocco, un palloncino, un fiore… un qualsiasi tocco giallo per dire “noi siamo con voi”. Inoltre , ai negozi che vorranno aderire, daremo del materiale informativo e dei fiocchetti gialli da distribuire ai clienti. Ho contattato anche alcune associazioni sportive del territorio, che manifesteranno la loro vicinanza alla nostra lotta giocando indossando qualcosa di giallo sopra la loro divisa.”

Ti aspettavi un risultato del genere?

“Sinceramente no. Quando ho provato a contattare Venezia, ho ricevuto risposta affermativa il giorno stesso. In poco più di un mese hanno aderito oltre 200 amministrazioni. Quest’anno il Team Italy è più unito che mai, ogni ragazza si sente parte di qualcosa di veramente grande e unico, perciò partecipa attivamente alla riuscita di ogni iniziativa. Ricordo che ognuna, a proprie spese, sta facendo i volantini e i fiocchetti gialli, perché non tutte le amministrazioni hanno potuto provvedere alla stampa del materiale informativo.”

Vania, grazie del tempo che ci hai dedicato. Vuoi aggiungere altro?

“Voglio ringraziare tutte le persone che si stanno dedicando alla realizzazione di queste iniziative. La voce di una è la voce di tutte, ma sarà la voce di tutte che farà la differenza. Perciò vi aspetto tutte a Roma il 28 marzo per la settima edizione della WorldWide Endomarch.”

Noi endine della Valsesia e del Vercellese siamo molto orgogliose dei risultati ottenuti nella nostra zona: sono molte le amministrazioni comunali che, non solo ci hanno risposto con entusiasmo, ma ci hanno aiutato nella realizzazione delle fotocopie dei materiali da distribuire. È per questo motivo che ci teniamo a ringraziare in particolar modo i nostri sindaci, quelli con cui abbiamo avuto contatti diretti: Eraldo Botta ( sindaco di Varallo Sesia), Paolo Tiramani (sindaco di Borgosesia), Daniele Baglione (sindaco di Gattinara) e Sergio Fantone (sindaco di Masserano)