Si avvicina il Natale: nelle chiese e nelle case si allestisce il presepe, rappresentazione della Natività, “inventata” da San Francesco con il Natale di Greccio, per visualizzare agli uomini quella nascita miracolosa, ricreando lo “stupore” e l’”adorazione, diventando un prezioso tramite per preparare all’Evento che si ripete da oltre duemila anni. Dalla nascita di Gesù si conteggiano gli anni: cesura tra un “prima” e un “dopo”.

Nascita e morte: due termini apparentemente antitetici, ma che per chi ha Fede si ribaltano. Il Parroco e alcuni serravallesi hanno avuto l’idea di realizzare un presepe a San Martino, la chiesa che oggi è all’interno del Camposanto, utilizzando alcune antiche statue conservate nel vicino Santuario di Sant’Euseo, l’artista Atos Fecchio, con l’aiuto della moglie Paola, ha creato una suggestiva ambientazione.

Questa antica chiesa, preesistente la fondazione del Borgofranco, dalla prima metà del Settecento documentata nelle forme attuali, soffre di gravi problemi strutturali legati alle coperture dei tetti. Nel novembre 2017 Don Ambrogio, arrivato da poco in Parrocchia, con il Comitato Carnevale, aveva promosso una serata per “salvare” San Martino, chissà che il presepio, non riporti nuovamente l’attenzione dei serravallesi su questo edificio sacro che rappresenta il cuore della nostra Comunità.

Per le persone che si recano a far visita ai propri cari defunti la porta di San Martino, spalancata su quella sacra rappresentazione, sarà una luce di speranza.

Il presepe sarà visitabile fino al 6 gennaio, Mariarosa e suo marito Luca si sono assunti l’incarico di aprire e chiudere la chiesa ogni giorno dalle 8.30 alle 12 e dalle 14 alle 16.30.

 

Piera Mazzone

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