Cosa vi sta insegnando questa esperienza? Qui le risposte

Tempi duri quelli che stiamo vivendo, tempi in cui per la prima volta in epoca moderna e in regime di pace siamo sottomessi a regole strazianti, come quella di non poter uscire di casa, per esempio. Questo, probabilmente, ci riporta un po’ indietro con gli anni, ai racconti di guerra dei nostri nonni i quali, però, a differenza nostra, non avevano la possibilità di comunicare con parenti, amici, colleghi, ecc. , così come facciamo noi. Dunque, tra una video chiamata e l’altra, un film su Netflix, una sbirciatina su instagram, due parole su messenger e qualche like su facebook tutti, ma proprio tutti, facciamo passare il tempo. A tal proposito, qualche giorno fa, proprio su “faccia di libro” io stessa ho postato: “Facciamo un gioco, scrivetemi in privato cosa vi sta insegnando questa esperienza”. A parte che, come mi ha fatto giustamente notare un amico, pur avendo specificato di scrivermi in privato, ho ricevuto 70 messaggi direttamente sulla mia bacheca, come se per alcuni fosse giustamente importante far sapere il proprio pensiero ad un pubblico più ampio, ma questo è un aspetto psicologico che se pur curioso vorrei tralasciare; la cosa straordinaria è che in tutta onestà non pensavo che un banale gioco virtuale potesse rivelarsi un conduttore di calore umano eccezionale, un “cocktail” di emozioni vere, cariche di empatia, simpatia e talvolta di “imbarazzante” autoironia. In molti hanno partecipato al gioco inoltrando i loro messaggi, chi in forma privata e chi non, uno più bello dell’altro tanto che, parlandone con la redazione del giornale l’Opininistanews, abbiamo pensato di condividere questa fantastica esperienza pubblicamente. Questo perché dietro ad ogni battuta scritta in realtà c’è il volto di ognuno di voi: donne, uomini, madri, padri, nonni, fratelli, sorelle, amici, colleghi, ma soprattutto persone pensanti, capaci di provare emozioni e di regalarne; persone capaci di amare, di riflettere, di sorridere, di piangere, di sperare, di confrontarsi, di giocare insieme pur restando a distanza, ognuno tra le mura della propria vita e con la voglia di raccontarsi ancora. Vorrei poterveli far leggere tutti ma, poiché sono davvero tanti, ne cito solo alcuni. Michela per esempio scrive: “Sono tornati i delfini a Venezia, basta quello per capire che ognuno di noi è inquilino della terra, non proprietario”; Lorena: “Non rimandare mai un abbraccio quando puoi, non sai quando potrai farlo di nuovo”. Max invece scrive: “Vivere ed esprimere emozioni senza avere rimpianti”; Alessandro: “Secondo me da questa esperienza impareremo a dare il giusto valore alle cose”. Questi sono messaggi che fanno bene al cuore, che senza ombra di dubbio lasciano spazio alla speranza e diffondono positività. Come il messaggio di Daniele: “Io ho scelto la mia famiglia, i miei luoghi, il mio lavoro. Mi sento fortunato”. All’appello, come vi dicevo, non sono certo mancati anche i messaggi spiritosi, quelli che fanno sorridere e talvolta arrossire, la cui carica di innocente allegria e autoironia merita comunque di essere premiata. Tiziano dalla provincia di Varese, ad esempio, ci fa sapere che grazie a questa esperienza sta “diventando cieco”, da buoni intenditori poche parole; Piero, invece, alla veneranda età di 82 anni sostiene che, se pur il Paese sia guidato da una manica di “imbecilli”, prima o poi ne verremo fuori; e ancora, Francesco da Roma, grazie all’esperienza che sta vivendo ha capito che in tempi in cui si verifica una forte crisi, se il prezzo della benzina e del gasolio scende, avere una macchina a gpl non è proprio una fortuna”, eccetera, eccetera. Insomma, per concludere, quello che stiamo vivendo è sicuramente un cambiamento rivoluzionario, non solo dal punto di vista sociale, economico, sanitario, ma anche psicologico e antropologico. Forse dopo questa esperienza non saremo più quelli di prima ma, se questa pandemia ce la ritroveremo fra i capitoli di storia, potremo dire:”Noi c’eravamo” e i vostri messaggi sono e resteranno un’autentica prova.

Pamela Romanello

Annunci