Da Stresa al Mottarone con Guido Rossi e Sabine Manz

Sabine Manz e Guido Rossi (autori del libro) con Michele Carnero, consigliere comunale di Oleggio Castello

Alla scoperta dell’itinerario Stresa – Mottarone con Guido Rossi di Oleggio Castello e l’austriaca Sabine Manz

Con Guido Rossi, Sabine Manz (autori del libro “Il Mottarone nelle immagini d’epoca”) e Michele Carnero consigliere comunale di Oleggio Castello, scopriamo che: se è vero che “tutte le strade portano a Roma”, sicuramente due portano al Mottarone; una giunge da Armeno, con Sovazza e Cairomonte e l’altra da Stresa, con Someraro, Campino,Vezzo, Gignese ed Alpino. Le due zone naturalmente si distinguono: la strada che sale da Armeno è meno ripida e offre un paesaggio più rurale, bucolico, pastorale; dove è facile, ancora oggi, incontrare gli alpeggi, i pastori, i contadini, le mucche, le pecore, le capre e i famosi “Taragn”(dal latino Terraneus), tipica costruzione rurale con basamento in pietra e alzata in legno, con tetto spiovente in paglia di segale, utilizzati anche come ricovero degli animali. Nell’ultimo dopoguerra questa zona subì un forte spopolamento perché una parte consistente degli abitanti si impegnò nel settore alberghiero emigrando altrove. La strada che invece porta alla cima montuosa passando da Stresa è indubbiamente più pittoresca, più ricca, più turistica; circondata da ville e da alberghi, offre, in oltre, interessanti spunti culturali. Iniziando la salita da questo versante, quindi, molto apprezzata è la località di Gignese, famosa già nei primi anni del ‘900 per la Pietra Papale, un grande masso su cui i turisti erano soliti a scattare foto ricordo e che in seguito fu utilizzato per farne materiale da costruzione. Sempre a Gignese è possibile intravedere i resti della miniera di piombo e di zinco, risalente al periodo dell’800 e, ancora, accedere al famosissimo museo dell’Ombrello nato dall’idea di alcuni amici intorno al 1957 e che mette in mostra l’abilità di artigiani, costruttori e riparatori di parapioggia di tutto il Vergante. Continuando la salita, incontriamo l’Alpino Fiorente, località trasformatasi da alpeggio isolato ad una vera e propria residenza per signori e signore di alto rango. Luogo da sempre prediletto da pittori e musicisti, qui sorge un importante giardino botanico: “Alpinia”, in origine chiamato “Duxia”. Penultima fermata di questo viaggio itinerante, prima di raggiungere la tappa finale, è la strada “Borromea”, nata nel 1948 con finalità agricole per conto della famiglia Borromeo. Oggi questa strada privata non solo collega Stresa e l’Alpino al Mottarone ma è anche meta molto ambita da molti turisti stranieri. Passando da qui si giunge, finalmente, alla vetta del Mottarone, conosciuto come “Il Righi Italiano”. Montagna granitica, nel gruppo del Mergozzolo, nelle Alpi Pennine; la sua pozione gli permette di affacciarsi sui laghi prealpini: Lago Maggiore, Lago d’Orta, Lago di Mergozzo, Lago di Monate, Lago di Canobbio, Lago di Varese, le Alpi Italiane e Svizzere, e la pianura Padana. La catena montuosa del Mottarone, apprezzata sia d’estate che d’inverno, nel corso degli anni è diventata non solo meta scelta da molti visitatori ma anche dall’industria organizzata; la presenza di diverse strutture alberghiere, bar, ristoranti ne sono un tipico esempio. Inoltre, il Mottarone, considerato come il paradiso dei camminatori e di chi “possedeva buone gambe”, fin dai primi anni del ‘900 è sempre stato preso in considerazione per i suoi sport nordici: lo sci, il pattinaggio, la discesa con lo slittino e il salto dal trampolino con la famosa “Coppa d’Oro del Duce”. A partire dalla metà degli anni 20 risalgono anche le prime competizioni, come la “Scalata del Mottarone” riservata alle motociclette; molto più recenti, invece, le gare dedicate al ciclismo professionistico e in particolare ricordiamo il “Giro d’Italia”. Al Parco del Mottarone oggi si aggiungono altre e divertenti novità: il trekking, la palestra di roccia, il parapendio, le escursioni a cavallo, Alpyland, il divertentissimo parco divertimenti, etc. Un’escursione che parte da molto lontano, dunque, se pensiamo alla sua storia, ma che di fatto è realizzabile in giornata quella che, dai piedi del Lago Maggiore, porta al Parco del Mottarone, avvolti nel verde della natura tra l’azzurro del lago e quello del cielo.

Pamela Romanello

Annunci