Ravanelli: «Per fare impresa siate tenaci»

L’AD di Mirato Spa e Presidente della Camera di Commercio Piemonte Nord dà una ventata di positività 

L’anno appena trascorso è stato un anno difficile sotto molto punti di vista, dapprima sanitario e, parallelamente, economico e finanziario. Tutti gli imprenditori, dai più piccoli ai più grandi, hanno dato fondo alle proprie risorse e utilizzato la maturata abilità manageriale per tenere in vita l’azienda, dando prova di eccellenti capacità.

Il 2021 è sicuramente un anno di incognite ma anche di grande speranza. Dunque, come gestire efficacemente questo momento così delicato? Quali possono essere gli strumenti per un cambio di passo? E che qualità devono sviluppare i giovani che oggi vogliono fare impresa? A tutto ciò risponde il nuovo Presidente della Camera di Commercio Piemonte Nord Fabio Ravanelli.

«Il periodo che stiamo vivendo è certamente difficile: domina una grande incertezza sul futuro ed il sistema italiano di certo non aiuta. Purtroppo questo è un paese dove, a livello culturale, fare l’imprenditore non viene ancora recepito come un mestiere nobile – evidenzia Ravanelli – Inoltre, chi decide di aprire un’azienda incontra delle grosse difficoltà, prima su tutte la burocrazia; ad esempio, per ottenere permessi e certificazioni ci vuole molto più tempo che in altri Paesi.

Un altro ostacolo sono le leggi, che in alcuni casi sono poco chiare e soggette ad interpretazione, specialmente quelle fiscali. Dunque, l’imprenditore convinto di pagare le tasse correttamente, in realtà, spesso, incappa in oneri e contenziosi tributari – il Presidente prosegue – Inoltre, i titolari di seconda, terza o quarta generazione, spesso non si spostano dalla propria comfort zone creando così un gap tra la loro azienda e la realtà».

Quindi quali potrebbero essere le soluzioni?

«Direi subito che nonostante le difficoltà bisogna essere ottimisti: l’imprenditore per definizione deve essere positivo, altrimenti ha sbagliato mestiere – risponde Ravanelli – Come ho detto prima, è importante creare la cultura d’impresa, soprattutto nei più giovani. Bisogna far capire loro che il concetto di posto fisso è ormai  superato e che si possono esprimere al meglio le proprie potenzialità quando si hanno buone idee e una mente fresca ed aperta ai cambiamenti nel settore imprenditoriale.

Basti pensare che l’Italia è il Paese delle piccole industrie e, grazie a quest’ultime, è il secondo paese più industrializzato d’Europa. Quindi, a maggior ragione, è veramente fondamentale formare le nuove leve, sin dalla scuola, affinché i cambi generazionali all’interno delle imprese non siano traumatici.

Ai giovani che vogliono fare impresa suggerisco innanzitutto di coltivare la propria idea con grande tenacia e perseveranza. Quest’ultima è la prima dote di un imprenditore.

La dedizione è un’altra caratteristica fondamentale, infatti all’inizio è improbabile riscuotere successo, quindi è prioritario impegnarsi fino al raggiungimento dei risultati – continua Ravanelli – Agli imprenditori come me di seconda,terza o quarta generazione, consiglio, prima e dopo l’entrata nell’azienda di famiglia, di fare esperienze diverse, come lavorare in una grande multinazionale o all’estero.

Io, per esempio, ho fatto un’esperienza di tipo associativo, entrando in Confindustria e successivamente nelle banche come consigliere di amministrazione, traendone grande giovamento – in conclusione – La Camera di Commercio si impegnerà, nel corso del tempo, a creare ed incentivare iniziative per riaccendere la scintilla imprenditoriale nelle persone ed io, in qualità di Presidente, lavorerò al massimo delle mie forze e competenze per portare i risultati. Sono convinto che chi ha una buona idea ed ha il coraggio di perseguirla, può svilupparla anche in questo momento di difficoltà».

 

Alessandro Salvatori