In Val di Fiemme per vedere… la Torre di Pisa

La "Torre di Pisa" (foto di Wilfried Santer da Pixabay).

Il massiccio del Latemar presenta una formazione rocciosa che ricorda il famoso monumento pendente

C’è una “Torre di Pisa” che non è stata costruita dall’uomo ma dalla natura nel corso di ere geologiche. Si trova sul Massiccio del Latemar, in Val di Fiemme e raggiungerla può regalare delle emozioni molto forti. Non tanto per la difficoltà del percorso che le guide indicano di media difficoltà, quanto perché si arriva fino a 2681 metri d’altezza e gli scorci panoramici sulle vette circostanti e sulle vallate sono qualcosa che bisogna gustare, almeno una volta nella vita.

Da Passo Feudo verso la “Torre di Pisa”

Come dicevamo, il tracciato verso la “Torre di Pisa” è di media difficoltà (non adattissimo ai bambini) e prevede un’escursione di circa tre ore per un dislivello di 630 metri. Si parte da Passo Feudo, raggiungibile da Pampeago con la seggiovia Latemar e con una camminata di poco meno di mezz’ora sulla via 504. Arrivati al Passo, si prende il sentiero 516 che sale per un pendio erboso prima ripido e poi più dolce, con un arioso panorama sulla conca di Pampeago e i suoi pascoli.

Gli “Omeneti” sulla via verso la “Torre di Pisa”

Lungo questa prima parte di passeggiata alla “Torre di Pisa”, a fianco della stradella che si percorre, si trovano dei cumuli di sassi. Si chiamano Omeneti (cioè “ometti”, piccoli uomini). Un tempo erano dei segnavia; oggi si sono trasformati in “sculture” di pietra sulle quali tutti possono lasciare un segno del proprio passaggio. S’incrocia il sentiero 22 ma si continua la salita fino a un piccolo altipiano erboso, dove ci si può riposare e guardare il paesaggio. In fondo alla valle si vedrà il paese di Predazzo.

La cucina del rifugio della “Torre di Pisa”

Si gira a sinistra per imboccare l’ultimo tratto di sentiero verso la “Torre di Pisa”. Si sale su gradini in legno e poi su gradoni di roccia che portano al Rifugio Torre. Lì potrete rifocillarvi anche gustando qualche specialità trentina. Il cibo è tradizionale e familiare: potrete trovare dai canederli di speck in brodo all’immancabile polenta, fino ai tradizionali strudel di mele e crostate.                  

Il panorama dalla “Torre di Pisa”

Insomma, si fatica ma lo sforzo viene ripagato dall’ottima cucina e, soprattutto, dal panorama a 360 gradi. Dalla zona del rifugio potrete ammirare, a occidente, le Dolomiti del Brenta, il Cevedale e l’Ortler. Continuando a volgere lo sguardo verso est il Pizz Boè, la Tofana di Mezzo e la Marmolada e poi ancora l’Antelao, il Pelmo e il Civetta per finire con le Pale di San Martino, il massiccio della Cima d’Asta e la Catena del Lagorai.

Infine, si può raggiungere la “Torre di Pisa” che si trova poco distante dal rifugio, la meta della nostra camminata. E’ alta circa 40 metri e, anche da lì, lo sguardo si perde verso l’infinita bellezza di queste montagne e di queste valli.

Flavio Semprini