Jill Vergottini: il look perfetto per creare un personaggio

Jill Vergottini
L’indimenticabile caschetto della Carrà

I Vergottini hanno creato il caschetto della Carrà, il casco d’oro della Caselli e il bob di Vidal Sasson

E’ una storia nella storia quella della famiglia Vergottini, che ha inizio negli anni ‘40. Parrucchieri e curatori d’immagine che, durante gli stravolgenti anni ‘60 e anni ‘70, hanno donato alla moda italiana un tocco di classe e di qualità. I Vergottini non sono semplici parrucchieri, ma veri e propri ideatori di personaggi unici e identità libere: dalla Carrà con il suo caschetto biondo a Caterina Caselli e il suo noto “casco d’oro”; dalle virgolette perfette di Louise Brooks all’innovativo bob di Vidal Sasson.

Insomma, lo stile e l’arte del “taglio Vergottini” trovano sicuramente posto nell’immaginario degli italiani.

Oggi, Jill Vergottini, erede di questa cultura, ci racconta il look perfetto per creare un personaggio, regole fondamentali che vengono da un passato scritto dalla sua famiglia e dai molti divi della moda italiana degli anni d’oro del boom economico.

Mi raccomando la frangia è il libro di Jill Vergottini che il 9 Marzo sarebbe dovuto essere presentato a Novara, ma a causa delle disposizioni regionali inerenti al Covid-19, l’evento, come tanti altri, è stato rinviato. Un libro per gli amanti della moda e dello stile italiano, di uno stile senza tempo, fatto di tradizione e innovazione.

I Vergottini diventano famosi per le loro idee innovative, in particolare lo studio del capello e della cute. Un metodo che desta stupore negli anni ‘40, e che Jill sapientemente impara e mette in pratica e che rende disponibile ai suoi lettori.

In una nostra intervista, ci rivela che le donne non frequentano più settimanalmente il parrucchiere, e di conseguenza la cura del capello a casa diviene una pratica complessa. L’utilizzo di uno shampoo adatto e di prodotti idonei sono fondamentali per non incorrere in rischi che potrebbero costare alla salute e al proprio portafoglio.

La mia mission è dare alla donna la libertà di essere sempre in ordine. Per esempio l’utilizzo del bianco su determinate persone, oltre che donare un tocco fresco, preserva il capello” ci consiglia Jill.

La percezione del taglio e del colore è soggettiva, ma un buon parrucchiere delinea ciò che è meglio in relazione alla qualità della pelle o al colore degli occhi, o più semplicemente in relazione al capello stesso. “Il mio compito è portare la cliente a comprendere e comprendersi”.

Il taglio Vergottini crea uno stile di vita, un’immagine.

Una vera e propria rivoluzione culturale in atto: sono i primi tagli facili, quelli da rifare comodamente a casa, senza cotonature o bigodini, quelli per le donne che lavorano e hanno molti impegni.

Jill Vergottini si racconta in un libro Mi raccomando la frangia, in cui, grazie ad un vissuto straordinario e un’esperienza ricchissima, parla alle donne che vorrebbero innovare il proprio taglio alla ricerca di un’identità nuova e alle giovani aspiranti parrucchiere.

Curiosità e stimoli nuovi sono le parole d’ordine di questo libro. Nell’attesa dell’evento vi lasciamo con una lista stilata dalla stessa Jill Vergottini di clienti-tipo. E voi in quale vi trovate? Fateci sapere.

L’eterna insoddisfatta: sa già prima di entrare che uscirà scontenta, si lamenta per qualsiasi cosa, per la musica, per la vicina al cellulare, per il troppo silenzio, per il giornale che vorrebbe leggere ma non c’è.

La decisa su tutta la linea: ha le idee chiare e un’ottima conoscenza di sé e dei suoi difetti, non cambia spesso ma quando lo fa è drastica, non ammette errori.

La decisa sui dettagli: non cambia facilmente, si agita e ha dei punti fermi inamovibili, per esempio la riga al centro (a proposito lo sapevate che la riga da donna è a sinistra e quella da uomo a destra? Peccato, però, che madre natura ci abbia dotato di viso asimmetrico ed è meglio assecondare ciò che ci sta meglio piuttosto che una regola).

La “faccia lei”: è una vera sfida, può rivelarsi una passeggiata o un inferno, di sicuro non va mai data per scontata, perché anche se sembra anonima cova dentro di sé il desiderio di sentirsi diversa.

La liceo, museo: la ricerca ossessiva della giovinezza logora. Dopo i 45 no ai capelli lunghi a metà schiena (o di più), un bel taglio alla chioma abbona 10 anni e qualche colpo di sole o una tinta naturale da cui non spunti la ricrescita possono regalare ancora qualche anno di giovinezza in più.

Francesca Sciortino

Caterina Caselli con il suo “casco d’oro”
La copertina del libro
Vidal Sasson