Egregio Direttore,

                                sappiamo tutti che la difesa dell’ ambiente è un argomento trasversale al di là dei diversi orientamenti di ognuno.
Sappiamo che la lotta contro l’ inquinamento di aria, acqua, suolo è una questione di sopravvivenza, che dovrebbe impegnare 
ogni cittadino.  Dovremmo anche sapere che l’ inquinamento ambientale è una della quattro maggiori cause di morte, insieme 
al fumo, all’ alcol e al sovrappeso corporeo.
Ciò premesso, siamo colpiti da due fatti, che emergono dalle elezioni del 26 maggio per il Parlamento Europeo.
Primo fatto: il grande successo dei rappresentanti delle forze ecologiste in quasi tutti i paesi europei, in primo luogo in Francia 
e in Germania, dove il partito dei Verdi conquista il secondo posto. Il secondo fatto: colpisce il grave ritardo della coscienza 
ecologista in Italia, dove soltanto gruppi di volontari, determinati ma ancora minoritari, devono battersi ogni giorno e duramente
contro decisioni nocive per l’ ambiente e per la salute dei cittadini.
Egregio Direttore, presento a Lei e ai lettori i seguenti motivi di riflessione.
Forse che l’ Italia ha meno problemi ambientali del resto d’ Europa? Al contrario, credo ne abbia di più. E allora perché 
l’ Italia è in così grave ritardo nella difesa dell’ ambiente? Forse la scuola a tutti i livelli non fornisce l’ educazione civica necessaria? 
Forse i mezzi d’ informazione non dedicano all’ ambiente la necessaria attenzione e competenza? Forse i cittadini non riescono 
a farsi ascoltare da coloro che prendono le decisioni?
Che fare? Crediamo sia urgente raddoppiare gli sforzi per difendere l’ ambiente e la salute  operando in tutti i settori: scuola, 
mezzi d’ informazione, istituzioni locali, nazionali, europee.
Ci auguriamo che su questo argomento si apra un vasto e approfondito dibattito.
 
Grazie per la pubblicazione.
Cordiali saluti.
 
p. CARP Novara Onlus
Fabio Tomei