Parliamo di diritti umani con Maria Giuliana Massa e Rosario Orlando di Amnesty International

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Rosario Orlando è stato eletto il 20 giugno vice responsabile della circoscrizione Piemonte-ValleD’Aosta di Amnesty International.

R.O.”Ho 21 anni, sono in Amnesty dal 2016, fin da giovane sono attivo nel sociale a Vercelli. Sono vice responsabile della circoscrizione Piemonte-Valle d’Aosta, sono molto contento che vengano date queste responsabilità ai giovani e per quanto le attività siano rallentate dal coronavirus sono pronto a dare il meglio di me stesso a sostegno dei diritti umani insieme agli altri membri del gruppo.

Purtroppo casi di violazioni di diritti umani non avvengono solamente nei paesi del terzo mondo, ma accadono in Italia e qui in Piemonte: il lockdown causato dall’emergenza coronavirus ha sottolineato ancora di più la gravità della situazione dei senza-tetto e ha fatto emergere ulteriormente quanta strada ci sia da fare per prevenire il problema della violenza domestica.

 Le attività di Amnesty International basandosi sulla dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 sono dirette a divulgare la cultura dei diritti umani individuando i casi di violazione degli stessi che sono poi pubblicati nel rapporto annuale, svolgendo così da una parte un’opera di sensibilizzazione e di divulgazione e quindi tramite manifestazioni e raccolte firme si cercano di far presente ai governi.

 Le attività di divulgazione e sensibilizzazione vengono svolte in molteplici modi, noi attivisti ci rechiamo nelle scuole coinvolgendo gli studenti in laboratori, organizzando cineforum e conferenze, in questo periodo sono inoltre emerse le potenzialità della formazione online.”

Parliamo con Maria Giuliana Massa, responsabile del gruppo Amnesty di Vercelli, della Dichiarazione universale dei diritti umani.

G.M.”Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione Universale dei diritti umani. Il primo articolo dice: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”  I diritti umani spesso ancora oggi sono solo su carta, si tratta quindi di promuovere divulgare e difendere i diritti umani di tutte le persone senza distinzione alcuna. Adesso negli Stati Uniti sono scoppiate le proteste per l’ennesimo caso di utilizzo estremo della violenza nei confronti di un cittadino di origini afroamericane, che ha portato alla morte George Floyd il 25 maggio del 2020. Ancora oggi purtroppo si fanno sentire i rigurgiti del razzismo. Ci occupiamo dei diritti dei carcerati, Amnesty International nasce proprio nel maggio del 1961 con una lettera su “The Observer” a favore dei “Prigionieri dimenticati” per il caso di incarcerazione di due studenti che avevano brindato alla libertà in Portogallo, dove allora vigeva la dittatura di Salazar. Da sempre contraria alla pena di morte e tortura ci incamminiamo verso un mondo libero dalla violenza: “Meglio accendere una candela che maledire l’oscurità-è il motto dell’Associazione”.

 Per Giulio Regeni reputo sia molto importante trovare verità, per lui per i suoi familiari che hanno diritto a sapere come sono andate veramente le cose ma anche perché ciò che hanno fatto a Giulio non capiti più a nessuno. Riguardo ai diritti delle donne è fondamentale scongiurare ogni violenza partendo anche dalla sensibilizzazione e dalla cultura nelle scuole e così anche per i diritti gay, lesbiche, Lgbti.

 Attualmente nel gruppo di Vercelli siamo una decina, le attività del gruppo sono rallentate a causa dell’emergenza coronavirus. Ci occupiamo di divulgare la cultura dei diritti umani mediante l’allestimento di banchetti informativi e raccolte firme, con conferenze di presentazione sui diritti umani nonché interventi nelle scuole e cineforum. Per chi volesse sapere maggiori informazioni sulle attività del gruppo e magari fosse interessato a entrare a farne parte può scrivere a:”m.massa@amnestypiemontevda.it” oppure g.bertotti@amnestypiemontevda.it.”

 

 

 

Federico Zancaner

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