Decarbonizzazione, un traguardo Europeo

La commissione europea taglia i fondi ai combustibili fossili e li destina alla conversione in energie pulite

Essendo la de carbonizzazione un traguardo da raggiungere da tutti i paesi europei, la commissione europea ha intrapreso un percorso che prevede un’azione economica a riguardo. Nella fattispecie la commissione europea dice, nel rapporto sull’unione dell’energia, che i sussidi ai combustibili fossili dovranno essere gradualmente eliminati: nel 2018 il totale dei sussidi a tutte le fonti di energia ammontava a circa  160 miliardi di euro, in aumento  rispetto al 2015, più della metà di detti sussidi andavano a sostegno della transizione verso l’energia cosiddetta pulita, con un pacchetto di misure per le rinnovabili nel triennio 2015-2018. Le sovvenzioni ai combustibili fossili, che nel 2018 ammontavano a  circa 50 miliardi, rappresentando un terzo di tutte le sovvenzioni Ue, sono state invece relativamente stabili nell’ultimo decennio, con un picco di  circa 53 miliardi nel 2012, ma hanno ripreso una crescita percentuale  all’anno dal 2015 fino al 2018. Tuttavia, alcuni Stati come Austria, Danimarca, Estonia e Ungheria sono andati contro questa tendenza generale e hanno ridotto  significativamente i loro stanziamenti in materia. Di qui la convinzione che sia necessaria, come rilevata dalla Commissione, di intensificare gli sforzi per ridurre e reindirizzare i sussidi dal consumo dispendioso di energia verso misure che promuovono la transizione energetica.  Dopo una diminuzione delle emissioni tra il  2007 e il 2013, anche le emissioni complessive dei trasporti sono aumentate in ciascuno degli ultimi cinque anni. La stragrande maggioranza degli Stati membri raggiungerà o addirittura supererà i propri obiettivi, ma tre Stati membri (Belgio, Francia e Polonia) corrono il grave rischio di non riuscirci. Inoltre Olanda e Lussemburgo hanno un moderato rischio di non raggiungere l’obiettivo. Nel 2018, l’andamento del consumo di energia non era sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi. Tuttavia, un’analisi preliminare mostra che il calo significativo della domanda di energia creato da COVID 19 potrebbe portare l’Europa a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica del 2020. Poiché la riduzione del consumo di energia non è stata determinata da misure strutturali ma da una situazione economica imprevista ed eccezionale, questa dovrebbe essere una situazione temporanea. È quindi importante intensificare gli sforzi a livello di Stati membri e di UE per aumentare l’efficienza energetica e non tornare ai livelli di consumo energetico precedenti alla crisi del COVID-19. Negli ultimi anni l’UE ha compiuto buoni progressi nel rafforzamento dei mercati interni dell’elettricità e del gas, sebbene sia necessario lavorare per garantire un’ulteriore integrazione dei mercati. Nel settore dell’elettricità, il pacchetto Energia pulita per tutti gli europei, e in particolare le nuove regole di progettazione del mercato elettrico (adottate nel 2019), hanno aperto la strada per affrontare meglio i mercati dominati dalla produzione di energia rinnovabile.  Nel 2018, le famiglie più povere d’Europa hanno speso per l’energia,in media, circa il 9% della loro spesa totale e fino al 15-22% in alcuni Stati membri dell’Europa centrale e orientale. La Commissione ha pubblicato anche la prima relazione sullo stato di avanzamento della competitività (basata su un’analisi completa alla base della transizione verso l’energia pulita) che mostra come l’industria europea sia riuscita a cogliere l’opportunità generata dalla crescente domanda di tecnologie in questo settore. La competitività del settore sta superando quella derivante dalle tecnologie convenzionali di fonte energetica in termini di valore aggiunto, produttività del lavoro, crescita dell’occupazione e tassi di penetrazione. Inoltre, in termini di pil, il settore dell’energia pulita sta acquisendo importanza nell’economia mentre l’importanza delle fonti energetiche convenzionali sta diminuendo.

 

Gian Carlo Locarni

Giancarlo.locarni@gmail.com

 

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