1° Simposio della F.L.M. a Oleggio

Il 13 dicembre, si è tenuto ad Oleggio (NO),  il Simposio organizzato dalla Federazione Lavoratori Militari (FLM), dove si sono trattati argomenti quali: l’impasse politico-legislativo in merito alla promulgazione della legge sui sindacati militari, sul doloroso fenomeno dei “suicidi in divisa” e sul deplorevole problema del Mobbing in ambito Forze Armate (FF.AA.) e Corpi di Polizia ad Ordinamento Militare.

 

La FLM è, ormai,  una realtà presente su tutto il territorio Nazionale italiano. Riconosciuta il 7 agosto 2019, con assenso ministeriale dell’allora Ministro della Difesa Dott.sa Elisabetta TRENTA, non ha mai smesso, sin dall’11 luglio 2018 (data della propria nascita anagrafica), di essere, perentoriamente, il punto di riferimento per tutte le richieste provenienti dalle lavoratrici e dai lavoratori con le stellette.

 

Background Legislativo – con la Sentenza n. 120/2018, la Consulta, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1475, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare). Tale articolo, di fatto, vietava ai militari la costituzione, l’adesione e la partecipazione ad associazioni sindacali. La sentenza rappresenta, dunque, una svolta epocale, nel “Diritto militare”, in quanto legittima e riconosce, il diritto anche per i militari, di costituirsi in”Associazioni professionali militari a carattere sindacale”, forzando la stessa Corte Costituzionale, a rivedere il proprio orientamento in merito alla sindacalizzazione del mondo lavorativo militare, precedentemente espresso con sentenza n. 449 del 1999.

 

L’intervento dell’Avv. Marco LOCAS, Coordinatore Nazionale Legale e Contenzioso della FLM, ha evidenziato gliscopi e l’importanza delle Associazioni Sindacali Militari, e come si è arrivati alla fatidica sentenza n. 120/2018; illustrando gli orientamenti che gli “Ermellini” hanno dato al Legislatore affinché emanasse una legge, in tempi brevi, per regolamentare i Sindacati Militari.

Dal suo intervento, è emerso quanto sia essenziale avere una legge efficace, dinamica ed in grado di supportare le azioni sindacali, nel poter perseguire gli obiettivi della carta sociale Europea (ratificata dall’Italia).

Bisogna arrivare ad una legge che risponda alle esigenze dei cittadini in armi, i quali necessitano il riconoscimento del pienodiritto sindacale, costituzionalmente riconosciuto, e che si fondisull’autodeterminazione delle libertà di ogni individuo.

Ovviamente, servire la Patria impone l’assunzione di una consapevole responsabilità riconosciuta ai soli cittadini in armi, condizioni e limiti che non vengono imposti a chi non esprime con solennità il giuramento di fedeltà allo Stato Italiano fino all’estremo sacrificio, di contro, ai predetti limiti ora il potere legislativo deve necessariamente accelerare per arrivare al giusto ristoro di legge che, riconosca la rappresentatività ai cittadini in armi attraverso le nascenti associazioni sindacali. Rappresentatività che, è stata sapientemente già concessa dalla Suprema Corte con la predetta sentenza. L’Alto Tribunale italiano ha, infatti, definito chiaramente ed in maniera inequivocabile, gli ambiti operativi dei sindacati militari dove, in attesa dell’opportuno intervento del legislatore, e per non rinviare oltre, il diritto sindacale riconosciuto ai militari, prevede che gli stessi, nel periodo di attesa legislativo, operino alla stessa stregua dell’attuale onerosa (circa 5 mln. Di euro) Rappresentanza militare considerata, ormai, obsoleta (nasce nel 1978), limitata ed autoreferenziale, poiché inserita in seno alle Autorità verticistiche militari.    

Intervento della Dott.sa Elisabetta TRENTA.

La progressista ex Ministro della Difesa Dott.sa Elisabetta TRENTA, ha genuinamente elencato chi sono i “conservatori” che ostacolano, con veemente affanno, il via ad una legge sulla pienasindacalizzazione del Comparto Difesa. Tra i conservatori ha fatto emergere con chiarezza, quali sono le forze politiche che si “oppongono” all’approvazione della legge, “La Lega” di Matteo SALVINI, “Fratelli d’Italia” di Giorgia MELONI e “Azione” di Carlo CALENDA”, aggiungendo, inoltre, nomi illustri di ex vertici militari quali, il Generale di Corpo d’Armata Leonardo TRICARICO, il Generale Vincenzo CAMPORINI entrato nella forza politica di CALENDA ed il Generale di Corpo d’Armata Marco BERTOLINI da sempre presente nel partito politico della MELONI. la Dott.sa TRENTA ha richiamato alcune frasi espresse proprio dal BERTOLINI, il quale, in una delle sue parossistiche ed “infelici” esternazioni, ha paragonato le nascenti organizzazioni sindacali militari, a delle «METASTASI». In conclusione la TRENTA, ha esortato tutte le associazioni sindacali militari in generale, ed in particolare la Federazione Lavoratori Militari, nella creazione di patti associativi solidali, e nel continuare con i percorsi d’informazione capillare nei confronti del personale militare e della società civile e soprattutto di fare “pressioni” sulla politica, attraverso il ruolo fondamentale dei media, costringendola  ad assumersi l’onere delle proprie responsabilità in materia legislativa.

 

Il Vice Segretario Generale Nazionale FLM, Ciro SCOGNAMIGLIO, nel proprio intervento, ha illustrato l’annoso problema del mobbing in ambito lavorativo militare, spiegando quanto esso sia  complicato da individuare, in quanto i rigidi regolamenti e codici militari, tracciano una sottile ed aleatoria “linea rossa”, tra il mondo lavorativo civile e quello militare, rendendo difficilissimo, poterlo identificare nell’alveo militare e quindi poterlo riconoscere quale vulnus e come tale, perseguibile nelle sedi giudiziarie civili ed amministrative, potendo sovvertirel’intero ordinamento militare. Dall’intervento, è emerso quanto sia importante la prevenzione, cosa si può fare per contrastare la condotta del Mobber e soprattutto il Vice Segretario Generale Nazionale FLM, ha evidenziato che, la prima arma di contrasto al fenomeno è quella di abbattere il muro di “omertà”, che regna in ambito lavorativo, con il quale il “sistema” si protegge, da eventuali “attacchi” di legalità provenienti dai “mobbizzati”, inoltre, con la propria citazione «L’omertà dei militari cancella i diritti Casermali», ha esortato, dunque, chiunque vittima di attività persecutorie, vessanti, di molestie o violenze fisiche e/o verbali, a non esitare nel denunciare questi comportamenti alle Autorità Giudiziarie, in considerazione che essi travalicano il fenomeno del Mobbing”, configurando di fatto in un’organizzazione piramidale gerarchizzata, come appunto è quella militare, un fenomeno ancora più  “subdolo” definito “Bossing”. Concludendo il proprio intervento ha aggiunto, “…Sono conscio che, denunciare questi comportamenti spregevoli, richiede un grande coraggio, considerato che le vittime sono sempre in posizione subordinata rispetto ai loro “carnefici”. A questo riguardo, la FLM, garantisce a tutte le colleghe e colleghi vittime di questi abusi, ogni forma di supporto sia psicologico e sia legale, attraverso la rete dei propri professionisti, scrivendo finalmente la parola “FINE” a questo vergognoso e oltraggioso problema nell’ambiente militare.

 

Nel proprio intervento la Dott.sa (Psicologa) Rachele MAGRO, Presidente dell’Associazione “l’Altra Metà della Divisa” (Associazione senza scopi di lucro, composta da personale sanitario. altamente specializzato e qualificato in campo psicologico e psicoterapeutico, da anni in campo, volontariamente,al fianco dei cittadini in divisa), ha focalizzato l’attenzione sul grave fenomeno dei suicidi tra i cittadini in uniforme. Attraverso la sua presentazione ha descritto in maniera puntuale e dettagliata,lo strano percorso che determina una scelta così dolorosa e definitiva, qual è, appunto, il “suicidio”. Ha poi illustrato le dinamiche che conducono al suicidio, spiegando come e perché l’atto suicidario venga scelto come epilogo della propria vita, richiamando con forza che, la prevenzione è l’unico veicolo capace di contenere ovvero risolvere questo angoscioso e drammatico problema. “si può fare e deve essere perseguita con forza e determinazione dall’Istituzione Militare” ha concluso la Dott.ssa MAGRO.

 

A conclusione del simposio, il Segretario Generale Nazionale della FLM Giuseppe de FINIS, ha illustrato gli scopi della Federazione Lavoratori Militari, attraverso i quali la FLM, diventerà l’unico strumento capace di tutelare, gli interessi, i diritti e le richieste provenienti da tutti i militari di ogni ordine e grado, senza distinzione alcuna, rafforzando i valori e gli ideali identificativi dei militari.  Egli ha sottolineato l’importanza del “Cameratismo”, quale specifica virtù dei militari ed unica chiave di lettura del nuovo modello sindacale militare, evidenziando come in tutti questi 17 mesi di vita della FLM, i fondatori abbiano curato cinicamente l’aspetto della creazione di un’organizzazione trasparente, leale, affidabile, puntuale e presente in maniera professionalmente preparata nel fornire risposte e supporto ai propri iscritti e non. Si è data priorità nella selezione dei propri iscritti e dei dirigenti della FLM, eliminando così ogni ipotesi di strumentalizzazione del sindacato FLM, da parte di individui mossi solo da interessi personali ed in alcuni casi manifestatamente incentrati ad utilizzare la FLM, quale “valvola di sfogo” alle proprie frustrazioni personali ovvero azioni vendicative. Per questo, non si è, a differenza di altre sigle sindacali militari, preoccupati di avere i “numeri” in termini di iscritti, ma mantenere fede al vero obbiettivo della FLM, che è, proteggere sempre i propri iscritti. Pertanto, questo scopo si materializza solo nell’individuazione ed immediata eliminazione di “sacche” egoistiche, cialtroni, ruffiani e doppiogiochisti, nelle fila dell’Organizzazione. L’agire della FLM è identificato nell’unire in un unico, volontario vincolo solidale tutti i militari, senza differenze di, grado, categoria, ruolo, professione, razza, religione, idee politiche o contratto di lavoro. Nel suo intervento si è soffermato sui tratti distintivi della FLM, rispetto a tutte le altre sigle sindacali militari, che hanno ottenuto l’assenso ministeriale, evidenziando che è la prima organizzazione militare professionale a carattere sindacale, “intercategoriale” di matrice federativa, nella storia delle Forze Armate e Corpi di Polizia ad ordinamento militare. Il Segretario Generale Nazionale ha poi posto l’accento, sul reiterato ed assordante silenzio, da parte dei vertici militari, della classe politica italiana e dei media, che trova la sua massima sublimazione, nell’indifferente atteggiamento di vulnerabile resilienza, “calmierato” da posticci e campanilistici post “empatico-propagandistici”, tanto estemporanei quanto farlocchi, pubblicati da alcuni politici e “pseudo-politicanti”, sulle bacheche personali dei propri profili social. Nel volgere al termine del proprio intervento, ha ringraziato tutti i presenti in sala e quelli collegati alla diretta streaming, tutti i relatori, il Segretario Nazionale FLM – Coordinamento Esercito, Piero Angelo DE RUVO, quale moderatore e  per l’impegno dimostrato nella perfetta condotta del Simposio, introducendo alcuni temi che vedranno incentrato il prossimo Simposio della FLM, quali: il trattamento stipendiale sperequativo delle categorie non Dirigenti, la problematica alloggiativa dei militari, i ricongiungimenti familiari ed il Disturbo da Stress Post-Traumatico, senza dimenticare di voler continuare la campagna di sensibilizzazione della FLM, sul fenomeno dei suicidi, avvalendosi dell’importante partnership con l’Associazione “AMD”. In chiusura, ha ringraziato l’unico rappresentante sindacale del comparto Sicurezza presente, il Segretario Generale SIULP Novara e Direttivo nazionale, Tommaso DI GAUDIO, il quale, nel suo breve intervento, oltre ai complimenti per l’attività del Simposio, ha rivelato che, quando ha ricevuto l’invito da parte della FLM, la sua curiosità si è soffermata sulla parola “Lavoratori” contenuta nell’estensione della sigla FLM, ricordando come la sigla sindacale FLM degli anni settanta (dissoluta nel 1984), fu una sigla sindacale che univa più federazioni sindacali già esistenti, mentre la Federazione Lavoratori Militari è già espressione di un modello sindacale unitario a livello confederale, con l’ambizione di rappresentare la punta avanzata e uno stimolo verso un più elevato grado di unità sindacale. Pur consapevole che, al momento i sindacati del Comparto Difesa non possono unirsi con quelli del Comparto Sicurezza, ha espresso la propria stima nei confronti della FLM, auspicando in future occasioni di confronto e collaborazione tra le 2 sigle, al fine di costruire dei fertili momenti di crescita evolutiva per entrambe. In chiusura, ha posto in risalto, come l’attuale dipendenza dell’Arma dei Carabinieri, unica realtà “bi-ministeriale” (DIFESA e INTERNI), sia vista dal Comparto Sicurezza, con forte spirito di critica, quale fonte di “ingerenza” e quindi con l’avvento dei sindacati militari si potrebbe finalmente addivenire alla conclusione per una scelta della dipendenza ministeriale, dal momento che “l’ambiguità” rende già ora, difficili le scelte sindacali più consone. DI GAUDIO ha ringraziato, inoltre, il Segretario Nazionale FLM – Coordinamento Esercito, Piero Angelo de RUVO, per l’invito ed il proficuo impegno profuso, nella scelta delle tematiche per il simposio.

 

La Federazione Lavoratori Militari, ringrazia il Sindaco Giuliano PACILEO del Comune di Cameri (NO), unico primo cittadino, tra tutti quelli invitati formalmente, ad aver comunicato la propria indisponibilità a partecipare al Simposio, dimostrando una non comune sensibilità nei confronti dei propri cittadini con le stellette. Tutte le altre autorità civili invitate, hanno preferito chiudersi nel loro disattento atteggiamento indolente, verso quei cittadini (i militari) che speriamo, non vengano considerati tali, solo durante le campagne elettorali.