A fuoco Waste Italia SpA, azienda di rifiuti già nota alle cronache

Questa mattina a Romagnano Sesia, si è sviluppato un incendio al capannone dell’azienda Waste Italia S.p.a. che si trova in via Don Pietro Tosi. A prendere fuoco nell’azienda che tratta rifiuti speciali – secondo quanto riportato dal Comune di Romagnano Sesia e dei Vigili del Fuoco – sarebbe stato del materiale di scarto presente nello stabilimento, ovvero: carta, cartone, rifiuti plastici e persino un escavatore.

Sul posto sono intervenuti: i Vigili del fuoco di Romagnano, Novara e  Borgomanero, i Carabinieri di Romagnano e Ghemme e la Forestale di Carpignano Sesia.

Per domare l’incendio del capannone di circa 800 metri quadri ci sono volute diverse ore.

Inoltre, poiché  dal rogo si sprigionava un fumo nero potenzialmente nocivo per i residenti in zona, è stata allertata anche l’Arpa (Agenzia Regionale protezione Ambiente) che ha effettuato i relativi controlli. Il Comune ha poi provveduto ad evidenziare che non si sarebbero corsi rischi per la salute umana.

L’incendio, ha proseguito il Comune di Romagnano Sesia, pare essere stato di natura accidentale e verosimilmente dovuto – sempre secondo quanto riportato dall’ente –  all’intervento di manutenzione in corso sulla copertura dello stabilimento.

I lavoratori presenti in loco fortunatamente sembra siano rimasti illesi.

Devika Vandone

WASTE ITALIA SPA, un’azienda già nota alle cronache

La ditta Waste Italia Spa si è insediata a Romagnano Sesia nel 2007 con Autorizzazione della Provincia, per svolgere attività di recupero rifiuti, mediante messa in riserva, cernita e riduzione volumetrica. Nel 2017 ottiene il rinnovo della concessione per altri 10 anni da parte della Provincia e in tale occasione ottiene inoltre la modifica, con determina provinciale, di alcune condizioni fondamentali di esercizio. Infatti, ottiene l’eliminazione dei limiti quantitativi espressi per tipologia di rifiuto e anche l’inserimento di nuove tipologie di rifiuto, mantenendo invariato il quantitativo totale gestito. Tra i rifiuti che può trattare adesso ci sono ad esempio rifiuti plastici, metalli ferrosi, alluminio, piombo, zinco e prodotti tessili. Inoltre, sempre nel 2017, la Provincia consente anche la voltura dell’autorizzazione da Waste Italia Spa alla ditta “costola” Green UP. Sempre nel 2017 Waste Italia avvia la procedura fallimentare (concordato pieno con continuità aziendale). Dunque, perchè la Provincia ha rinnovato l’autorizzazione ad un’azienda che aveva avviato la procedura fallimentare? Questa la prima domanda, a cui poi se ne aggiungono altre. Si pensi infatti che Waste Italia e Green Up sono strettamente legate anche alle vicende della tristemente nota discarica di Ghemme (Regione Solaria) in quanto Green Up, partecipata Waste Italia, gestisce attualmente l’impianto di biogas presente in discarica. Situazione anche questa al quanto singolare in quanto Green Up Srl, com’è facilmente riscontrabile dalle visure camerali societarie, è indirettamente controllata da Waste Italia Partecipazioni Srl, società in cui Daneco Impianti  ha investito con una quota dell’8,63%. Sì, esattamente la stessa Daneco Impianti responsabile della situazione attuale della discarica di Ghemme. La stessa società che ha depositato una fideiussione senza copertura come garanzia dei lavori di manutenzione e chiusura della discarica di Ghemme, lasciando un buco milionario.

Sabrina Marrano