Addio a Giorgio Regaldi

Via Umberto I è la strada con la più alta concentrazione di libri a Varallo, con la Biblioteca Civica “Farinone-Centa” e i suoi centoventimila volumi catalogati, cui si aggiungono altri Fondi Librari, la libreria Centro Libri Punto d’Incontro, gestita dai volontari legati alla Parrocchia, che di recente si è trasferita proprio di fronte a Palazzo Racchetti, nei locali dell’antica Farmacia Sacro Monte. Scendendo verso Piazza Vittorio, dove adesso c’è la pizza al taglio, un tempo si incontrava la Cartolibreria Romagnolo, e, appena più giù, dove si vendevano valige, cappelli e borse, si apre la storica carto-libreria ”RegaldiG.”, con le sue vetrine sempre affollate dalle principali novità dell’editoria locale e di montagna, di carte e cartine per orientarsi nel tempo e nello spazio. Giorgio Regaldisembrava un prestigiatore che tirava fuori dal cappello le edizioni più rare, ampiamente esaurite. L’amicizia che legava Giorgio con il compianto Gianfranco Bini e con Giuseppe Simonetti, si materializzava nell’esposizione da sempre di tutti i volumi della prestigiosa Collana Lassù gli ultimi. Giorgio Regaldi ogni mattina arrivava puntualissimo ad aprire e poi spesso si sedeva davanti all’ingresso a scrutare i passanti: Nick Hall-White nel 2012 lo aveva immortalato nel suo libro di cammei fotografici Lo spirito della Valsesia, considerandolo tra i personaggi più simbolici di Varallo. 

Era un combattente, tenace, ostinato, ma non è riuscito a sconfiggere quel nemico che gli aveva attanagliato le viscere, aveva lottato invano, il suo cuore ha ceduto. Aveva settantasette anni: i nostri vecchi avrebbero detto che i due sette non perdonano, sono le falci della morte che mietono senza compassione.

Se ne è andato proprio il giorno in cui il cantautore Roberto Vecchioni cantava all’Alpàa: è un professore che ama i libri e che ha scritto anche una bellissima favola dedicata a un libraio: “Il libraio di Selinunte”, che si chiude con le parole con le quali vorrei salutare Giorgio: “La casa, la mia casa, sarà piena di libri, una montagna, un oceano di libri….Tu sarai lì sulla soglia e guarderai la mia gioia. Io passerò lentamente ad accarezzarli tutti, quanti potrò, quelli all’altezza degli occhi, dello sguardo. Li accarezzerò come un amico che torna, come una madre che parte, e da qualsiasi luogo lontano, conosciuto o no, non ti lascia mai solo, continua a ricevere un tuo bacio, anche quando il tempo è finito, e il bacio non c’è più, non puoi più darlo”.

 

Piera Mazzone