Caffè Alzheimer: in Valsesia i locali pubblici accolgono pazienti e famiglie

L'assessore Nunziata
L’assessore Nunziata

Mentre nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia dell’Hotel di Ferentino che ha rifiutato di ospitare un gruppo di ragazzi autistici per festeggiare il Capodanno, in Valsesia si registra la grande disponibilità di diversi locali nei confronti dell’iniziativa dei Servizi Sociali dell’Unione Montana, Caffè Alzheimer: «Diversi locali di Borgosesia e dintorni hanno dato disponibilità ad ospitare i nostri Caffè Alzheimer– spiega infatti l’Assessore ai Servizi Sociali dell’Unione Montana Valsesia – incontri per familiari e pazienti, guidati da esperti. Sono davvero felice di poter segnalare, ancora una volta, la grande sensibilità del territorio su questa tematica. Sensibilità peraltro riscontrata anche nel vercellese, dove diversi locali pubblici sono accoglienti nei confronti dei Caffè Alzheimer – aggiunge Nunziata – realizzati grazie ad una convenzione tra l’Unione Montana, associazioni di categoria e l’Assessore alle politiche sociali Ketty Politi».

Sulla scia delle modalità operative dei primi Caffè Alzheimer, ideati nel 1997 dallo psico gerontologo olandese Bere Miesen, anche i Servizi Sociali dell’Unione Montana hanno voluto organizzare gli Alzheimer Cafè in un vero e proprio locale pubblico, un luogo dove le persone con demenza, le loro famiglie e le figure professionali si incontrano: «La dottoressa Irene Orsi ha contattato i locali del territorio e c’è stata un’ottima disponibilità – spiega la responsabile del servizio, la dottoressa Renata AntoniniIl primo Caffè Alzheimer dell’anno si farà quindi giovedì 9 gennaio all’osteria del Moro in Piazza Parrocchiale a Borgosesia. Seguiranno incontri al bar Liberty di Via Sesone, al Bar Il Doccio (presso l’area di servizio di Doccio) e al Bar del Parco Magni di Borgosesia. E ancora – aggiunge Antonini – hanno dato disponibilità ad accogliere gli incontri anche il Centro Studi Turcotti e l’Istituto Alberghiero di Varallo». Gli incontri si svolgono in una data e ad un’ora stabilite, e si basano su un formato standard. Non c’è bisogno di prenotare, si può andare e venire come meglio si crede, è possibile parlare delle proprie esperienza e difficoltà, e trovare un orecchio che ascolta.

L’appuntamento è dunque per giovedì 9 gennaio 2020 dalle ore 15 alle 17, presso l’Osteria del Moro di Borgosesia, con partecipazione libera e gratuita. Il tema sarà “La medicina narrativa” e la relatrice sarà la dott.ssa Roberta Ramazzina, che così spiega: «Con il termine di Medicina Narrativa si intende una metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa: la narrazione. Questa è strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista dei protagonistispiega la terapeuta – il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato. Durante l’incontro approfondiremo questi concetti anche attraverso la lettura di racconti di familiari e operatori e la presentazione di alcune iniziative diffuse sul territorio nazionale riguardanti la prevenzione e il percorso di trattamento delle demenze».

«E’ dimostrato – conclude l’Assessore Nunziata – che nei pazienti che frequentano questi incontri diminuiscono i sintomi depressivi grazie al clima e all’atmosfera sereni; gli effetti positivi si riscontrano anche sui familiari, che vengono alleggeriti del peso psicologico dell’assistenza. Questo è l’obiettivo che ci poniamo con il nostro lavoro: sostenere chi è in difficoltà, formare una rete di supporto efficace ed efficiente ed essere un punto di riferimento valido per chi ha bisogno».