Clamoroso ritardo al Pronto Soccorso di Borgomanero

Famiglia novarese ancora in attesa di risposte da parte della Direzione Sanitaria dell'Asl Novara

A seguito di incidente frontale, Eliana Rivolta era stata portata con codice rosso al Pronto Soccorso di Borgomanero dove purtroppo, soltanto sei ore dopo, aveva ricevuto il necessario trattamento medico-ospedaliero che invece avrebbe dovuto riceveretempestivamente. Ciò perchè la dottoressa di turno non aveva diagnosticato la commozione cerebrale in corso, invece scambiandola erroneamente  per  “stato di ebbrezza” sulla base dell’alito della ragazza... Un errore grave, in quanto l’esito degli esami, giunto il giorno seguente, non aveva invece rivelato tracce di alcol.  È accaduto a Borgomanero il 6 giugno 2018 e da allora la famiglia Rivolta, assistita da un legale, ha continuato a chiedere delucidazioni alla Direzione del nosocomio riguardo all’operato del Pronto Soccorso in tale occasione. Purtroppo però il Presidio Ospedaliero di Borgomanero non ha mai dato risposte, nonostante la sollecitazione dell’Azienda sanitaria locale di Novara.  

 

Eliana Rivolta era stata trasportata in Pronto Soccorso a Borgomanero a seguito di un incidente frontale contro un albero, a Borgo Ticino, nella notte di martedì sera, mentre rientrava a casa dopo il turno di lavoro serale in un locale di Arona. I genitori, avvisati dai Carabinieri, hanno raggiunto la giovane in Pronto Soccorso a Borgomanero, dove la dottoressa del Pronto Soccorsoli ha edotti sulle condizioni della figlia, rivelando loro che l’incidente era stato causato dalla guida in stato di ebbrezza della ragazza. L’avvocato Fabio Ambrosetti riporta: “I signori Rivolta chiedevano allora di vedere la figlia (…) Eliana Rivolta era distesa su una barella lungo un corridoio. I genitori si avvicinavano e si accorgevano che dormiva. Tentavano di svegliarla chiamandola più volte, ma dalla sua bocca usciva solo qualche lieve suono, non riconosceva i genitori e riprendeva il sonno.

Tranquillizzati dal fatto che la figlia fosse viva, i signori Rivolta hanno poi chiesto alla dr.ssa quali esami le fossero stati fatti per giungere alla diagnosi di ubriachezza. La predetta dottoressa rispondeva loro che nessun esame strumentale era stato eseguito, se non un prelievo di sangue su richiesta dei Carabinieri da spedire al laboratorio di analisi a Novara. Aggiungeva però che lei aveva capito lo stato di ubriachezza in cui versava Eliana dal suo alito. Suggeriva poi ai genitori di lasciarla ancora qualche ora presso il Pronto Soccorso, e la dimetteva il 6 giugno 2018 alle ore 7:45, cioè poche ore dopo il suo ingresso in Pronto Soccorso. I signori Rivolta, dunque, rincasavano delusi dal comportamento irresponsabile della figlia, e alle ore 9:30 dello stesso giorno il compagno di Eliana Rivolta si presentava al Pronto Soccorso per portarla a casa. La trovava ancora soporosa, palesemente in stato confusionale, non in grado di camminare con le sue gambe. Non riusciva a parlare e si lamentava di avere dolori. Nonostante questo stato, veniva caricata sull’autovettura del compagno da tre infermieri, che nel mentre continuavano a ripetere: «E’ una brutta sbornia; con un po’ di riposo si sistema tutto». Il compagno di Eliana, dubbioso, telefonava allora ai signori Rivolta descrivendo loro lo stato della figlia, e gli stessi lo invitavano a riportarla dentro il Pronto Soccorso per sollecitare ulteriori controlli. Egli rientrava nel reparto, e solo dopo molte insistenze riusciva a far nuovamente ricoverare Eliana. Finalmente, e solo intorno alle ore 10:00, Eliana – presa in cura da medico diverso da quello che l’aveva dimessa – veniva sottoposta agli esami clinici del caso, a seguito dei quali veniva formulata diagnosi di “trauma cranico piccola emorragia cerebrale”. Dopo due giorni di ricovero presso il Pronto Soccorso, veniva trasferita nel reparto di Neurologia per rimanervi altri otto giorni. L’esito degli esami di laboratorio rivelava l’assenza di alcol e sostanze stupefacenti nel sangue di Eliana”. L’avvocato Ambrosetti ha scritto alla Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Borgomanero e all’Azienda sanitaria locale di Novara, evidenziando: “Il carattere gravemente colposo della condotta della dr.ssa, la quale non ha sottoposto Eliana Rivolta agli esami clinici che le circostanze dell’incidente automobilistico avrebbero imposto, ha formulato frettolosamente e negligentemente una diagnosi del tutto errata, ha dimesso Eliana con una emorragia cerebrale in corso, ne ha in conseguenza ritardato di parecchie ore le cure”. Quindi il legale ha chiesto alla struttura di prendere “le iniziative disciplinari deontologiche e giuslavoristiche ritenute opportune”.

Tuttavia la Direzione borgomanerese né ha risposto né pare sia intervenuta disciplinarmente. La famiglia Rivolta, che adesso è seguita dal legale Paolo Mastrosimone, ha quindi deciso di rendere pubblica la situazione e nel frattempo sta valutando – con l’ausilio di esperti – se il ritardo nelle cure abbia causato danni alla salute di Eliana, che ora, quasi quotidianamente, deve purtroppo convivere con un forte mal di testa.

La conferenza stampa attraverso cui è stata resa pubblica la vicenda è stata organizzata dal direttore l’Opinionista news Sabrina Marrano ed ha visto la partecipazione di tutte le testate del territorio.