Dietrofront del Governo: più tempo ai contribuenti per ricorrere alla giustizia tributaria.

Dopo le perplessità suscitate dall’emanazione del Decreto-Legge n. 11 dell’8 marzo scorso, in ordine alla mancata sospensione dei termini per impugnare gli accertamenti fiscali e le cartelle esattoriali, il Governo fa retromarcia.

Con l’ultimo Decreto-Legge ‘Cura Italia’ n. 18/2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 marzo, vengono sospesi fino al 15 aprile 2020 tutti i termini dei procedimenti avanti le Commissione Tributarie, a partire da quello per impugnare gli avvisi e le cartelle del Fisco.

 

Tale disposizione si colloca nell’ambito di una più generale sospensione dei termini dell’intero sistema giustizia, civile e penale. Peraltro, sempre in campo di contenzioso tributario, sono diverse le misure che interessano direttamente i contribuenti destinatari di avvisi e cartelle di pagamento.

 

Vediamole nel dettaglio.

Sospensione dei giudizi tributari:

vengono rinviate d’ufficio le udienze già calendarizzate avanti le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali sino al prossimo 15 aprile 2020; queste udienze dovranno essere nuovamente fissate per una data successiva, e quindi comunicate alle parti costituite a cura della segreteria delle CommissioniTributarie. Si tratta in pratica di una estensione della misura già decisa dal Decreto-Legge n. 11/2020 fino al 22 marzo;

viene sospeso il decorso di tutti i termini processuali a partire dal 9 marzo e sino al prossimo 15 aprile 2020. Qui la novità rispetto al precedente Decreto-Legge è invece sostanziale: la sospensione riguarda infatti non soltanto i procedimenti per i quali era stato disposto il rinvio di una udienza già fissata nel periodo di interdizione, ma tutti i procedimenti, sia quelli giàpendenti che quelli ancora da introdurre, impugnazioni comprese. Quindi, nel computo dei termini per ricorrere contro un avviso di accertamento notificato in queste settimane, oppure per impugnareuna sentenza sfavorevole di una Commissione Tributaria, non si contano i giorni 9 marzo – 15 aprile compresi.

Sospensione delle attività degli enti impositori:

vengono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori. Quindi, da qui al 31 maggio, stop alla notifica di avvisi di accertamento, cartelle esattoriali, all’avvio di nuove azioni esecutive e agli accessi in azienda da parte degli organidell’Amministrazione Finanziaria. Qualche problema, anche sul piano della tenuta costituzionale della norma, deriva dal più ampio termine di sospensione concesso agli uffici degli enti impositori per le attività di contenzioso (31 maggio), rispetto a quello riconosciuto ai contribuenti (15 aprile). È auspicabile che in sede di conversione in Legge del Decreto ‘Cura Italia’, il Parlamento ponga rimedio a questa evidente asimmetria.

Sospensione dei versamenti dei carichi affidati all’agente della riscossione:

vengono sospesi i termini dei versamenti dei carichi fiscali scadenti nel periodo ricompreso tra l’8 marzo e il 31 maggio2020. L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune precisazioni in proposito: le rate dei piani di dilazione scadenti in questo periodo potranno essere versate nel mese di giugno, quando le rateazioni proseguiranno con la cadenza prevista. In pendenza dei termini per richiedere l’eventuale dilazione del pagamento, resta inveceonere del contribuente presentare la domanda avvalendosi dai canali telematici messi a disposizione dall’ADER.

 

Avv. Filippo Lattanzio