Dissesto idrogeologico, UNCEM: bene i 361 mln per 236 interventi in Italia

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il “Piano operativo per il dissesto idrogeologico per il 2019“. Stanziati ulteriori 361 milioni di euro per 236 interventi, volti a contrastare la fragilità del territorio nazionale. 

L’impegno finanziario complessivo del Piano, che ammonta a 361.896.975 euro e trova copertura nelle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 deliberate dal CIPE a favore del Piano Operativo “Ambiente”. I fondi verranno erogati in via diretta, senza la stipula di successivi accordi di programma.
 
Gli interventi vanno dalla sistemazione di versanti franosi, al consolidamento e alla difesa idraulica, al ripascimento e difesa delle aree costiere, alla messa in sicurezza di abitati. I fondi, destinati a ulteriori progetti cantierabili, vanno ad aggiungersi ai finanziamenti già erogati alle regioni attraverso il Piano stralcio sul dissesto idrogeologico.

“La strada presa dal Ministero dell’Ambiente è giusta – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem – Occorrono sempre più interventi ‘non in emergenza’, ordinari, anno dopo anno, con fondi certi e programmi chiari, dando priorità a quelli più urgenti e in aree dove il rischio è maggiore. Togliamo di mezzo le graduatorie fatte con chi ha maggior deficit o clicca per primo l’invio della pec. Tutta l’Italia è fragile e va curata con massima attenzione”. “Il non abbandono del territorio – prosegue Bussone – è altrettando decisivo. Il presidio e la presenza antropica nei paesi e nei borghi è indispensabile per la cura di versanti e la protezione di aree ad alto rischio dissesto. Per questo Uncem ribadisce al Ministro Costa di attuare le norme della legge 221 del 2015, la prima legge italiana sulla green economy, per la nascita di Green Communities e il pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali. Siamo fermi da troppo tempo. Sono invece assi da sbloccare nella logica di una coesione del Paese che è il grande antidoto allo spopolamento e ai rischi naturali”.

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